La morte di Juan Carrito: dove abbiamo sbagliato

La morte di Juan Carrito: dove abbiamo sbagliato

Non è l’orso che attraversa la strada, ma la strada che attraversa il territorio dell’orso…

A mente fredda, per quanto sia possibile, torno a parlare della morte di Juan Carrito, l’orso che ormai era diventato simbolo dell’Abruzzo. 

Faccio subito una premessa: me lo aspettavo, sapevo che prima o poi sarebbe successo qualcosa di tragico, anche se a dire il vero pensavo più ad un attacco dell’orso ad una persona o a qualche animale domestico, vista la confidenza che proprio Juan Carrito si era preso. E penso che proprio in questo, in questo “effimero equilibrio” che si era creato tra popolazione e plantigrado, che sta da cercare  la causa dell’incidente dell’altra sera.

Mi spiego meglio:

La troppa attenzione che Amarena e i suoi quattro cuccioli prima, e le incursioni di Juan Carrito poi, hanno suscitato; il continuo desiderio di filmare ad ogni costo l’incontro con un animale pur sempre selvaggio e pericoloso; il rincorrerlo con macchine e motorini, sempre per il solo desiderio di fare un video, costringendo un piccolo a separarsi dal nucleo familiare; il far giocare un cane con l’orso stesso, spacciando poi il video come un miracolo della Natura; Ecco, tutte queste e le tante altre interazioni umane con gli orsi, sono per me alla base del tragico incidente.

Il problema è che non solo ci prendiamo sempre più terreno sottraendolo alla fauna selvatica, ma ci crediamo anche così al di sopra di qualsiasi legge naturale, da trasformare spesso gli animali selvatici in fenomeni da baraccone, da usare a nostro piacimento e godimento.

Vivendo a stretto contatto con la Natura ed il selvaggio, specie in quella stupenda zona, è normale che la vita e il destino di persone e animali prima o poi si vadano ad intrecciare, ma gli animali selvatici devono rimanere tali e dovremmo essere noi a ricordarglielo!

Juan Carrito doveva essere spaventato, a tutti i costi, per portarlo nella condizione di non fidarsi più delle persone, come è giusto che sia. Juan Carrito non doveva diventare una star, non doveva abituarsi troppo alla stretta vicinanza con le persone, con gli animali domestici o con le automobili;  Juan Carrito doveva continuare ad essere schivo, guardingo, sospettoso.

Certo, un incidente stradale con un animale selvatico può succedere, ma se fosse accaduto proprio perché Juan Carrito si fidava troppo di noi?

Se seguite questa pagina da tempo, sapete del mio amore smisurato per la Natura e per la fauna selvatica, amore che mi ha portato a inventarmi un lavoro, la guida naturalistica, da affiancare a quello di fotografo e scrittore.

Certo, come fotografo cerco ovviamente l’incontro ravvicinato con gli animali, ma sempre nel rispetto totale verso di loro e, come guida, questo è quello che cerco di insegnare ai miei ospiti: mai stressare troppo gli animali, mai metterli in pericolo, mai dar loro da mangiare, mai avvicinarsi troppo ai nidi con le uova o i piccoli. Mai!

Non si da da mangiare alla volpe “Treorecchie”, per esempio, per farla avvicinare ed avere lo scatto perfetto. Non si da da mangiare topi o prede morte ai rapaci per far finta di riprendere un attacco. Non si da pane o semenze agli uccelli per poi filmarli da vicino. E non ci si avvicina ad un orso solo per fare un  video da postare sui social.

So che purtroppo anche tra i fotografi e i video-maker, anzi a volte sono proprio loro e quelli più famosi, c’è gente che fa di tutto per il video perfetto, ma io la vedo diversamente: io amo la Natura, la rispetto, e mi piace viverla dal di dentro, non come un invasore che comunque la disturba, ma come parte di essa.

E se proprio non possiamo fermarci dal continuare a sottrarle territori e risorse, forse dovremmo almeno imparare a scendere dal gradino di padroni del mondo per rispettarla.

Prima che sia troppo tardi, come per Juan Carrito.

Prima che sia troppo tardi, quando magari un orso attaccherà una persona…

(Foto dal web)

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La morte di Juan Carrito: dove abbiamo sbagliato

4 thoughts on “La morte di Juan Carrito: dove abbiamo sbagliato

  1. Parole sagge! Vorrei immaginare un mondo diverso, dove ognuno sta al suo posto e si rispetta…ma a vedere come stanno le cose mi sembra sempre più un’utopia!

  2. Concordo con te, antropomorfizzare gli animali selvatici è deleterio, talvolta gli stessi che amano che l’ animale selvatico mangi dalle loro mani o simpatizzi con i loro Pets, non lo sopportano quando questo rispetta il proprio etogramma. Così non va bene.

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