Ripercorriamo Wandering Italia: da Nocera Umbra a Bocca Serriola

Ripercorriamo Wandering Italia: da Nocera Umbra a Bocca Serriola

Tre tappe lunghe, estenuanti e lontane da quello che immaginavo di Wandering Italia, ossia dal Sentiero Italia e dalla natura. Tre tappe percorse per lo più su strade trafficate, sotto un sole cocente o sotto la pioggia, a combattere con una serie di problemi e lo stress del dover ripianificare tutto il tragitto. E poi anche la reflex che si inceppa…

Molti pensieri, anche bui, mi sono passati in testa in quei tre giorni, perfino la voglia di mollare, lo ammetto. Ma ho anche imparato tanto, da me stesso e dalla gente che ho incontrato per strada e che, a poco a poco, diventava sicuramente la parte più importante del mio viaggio: macchine che si fermano a bordo strada per incitarmi; un anziano prima e la figlia poi che mi chiedono del viaggio; una bella partita a carte e un paio d’ore passate in compagnia dei vecchietti di Costacciaro; un contadino che mi aiuta in tutti i modi a pianificare il percorso e, anche se di primissima mattina, vorrebbe invitarmi a casa sua a bere il suo vino.

E poi Celestino, che si fa più di trenta chilometri solo per venire a portarmi il caricabatterie che mi ero dimenticato da lui!

E allora: che cosa avevo da lamentarmi?

A poco a poco, ricordo, crebbe in me la consapevolezza che sarei riuscito, in qualche modo, ad affrontare tutto e, soprattutto, la certezza che gli imprevisti non erano da affrontare come un problema, ma come un dono: in qualche modo tutto si sarebbe risolto e, comunque, stavo andando incontro ad un destino che mi riservava sempre e solo cose meravigliose.

A Pianello di Cantiano, la sera, ebbi una nuova illuminazione:

“Mi rendo conto adesso della serenità che provo nell’aver ridotto al minimo i miei bisogni: mangiare, bere, dormire e sentire la mia famiglia sono le uniche vere priorità, anche farsi la doccia è diventata una cosa secondaria; tutto il resto è un plus e l’unica preoccupazione, soddisfatti questi bisogni primari, è quella di cercare di riempire la giornata di tutto il meglio possibile, ossia di tutto quello che mi può fare stare bene, che mi fa crescere, scoprire. Ma, pensandoci bene, non dovrebbe essere questa l’essenza della vita stessa? Una volta soddisfatti i bisogni primari, ossia quelli fisiologici (fame, sete, ecc.), di sicurezza (avere un tetto sotto il quale dormire, essere in buona salute, ecc.) e quelli di appartenenza (affetto familiare, amicizia, ecc.) a che cosa dovremmo aspirare se non a stare bene e crescere come persone? E se nella società moderna la soddisfazione dei bisogni primari è quasi scontata, e quindi non appagante, perché c‘è comunque questa dilagante insoddisfazione nonostante avremmo tutto il tempo per cercare di ottenere il meglio dalla vita? Forse perché è sempre più difficile trovare appagamento nella realizzazione delle proprie potenzialità?”

Mi sentivo energico e rincuorato, baciato dalla fortuna che mi ero scelto e che, a poco a poco, mi portava a vivere dell’essenziale, adattandomi a tutto (anche a dormire sotto il porticato di una chiesa, o al non lavarmi per giorni) e affrontando i miei giorni con la certezza che sarebbero stati comunque magnifici. Un dono, come la vita stessa.

Non dovremmo dimenticarcelo mai…

Nel 2018 ho intrapreso un viaggio, a piedi ed in solitaria, dal Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise direzione Trieste, risalendo gli Appennini e affrontando le Alpi. Se volete scoprire di più su questa incredibile esperienza, “Wandering Italia – Un viaggio per riprendersi la vita” lo trovate in formato ebook su Kindle e su Kobo, in versione cartacea, copertina flessibile e/o rigida, su Amazone in versione pdf scaricabile nell’area Downloads.

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