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Le meraviglie nella terra delle foche (10)

Le meraviglie nella terra delle foche (10)

Abbiamo avuto una fine di dicembre molto fredda, con neve e temperature polari anche qui nella Svezia più meridionale.

Svegliarsi presto, alle cinque, per prepararsi ad uscire sapendo che fuori ci sono all’incirca dodici-tredici gradi sotto lo zero, non é certo una decisione facile da prendere, soprattutto mentre continuo a lottare con i mille “ma chi me lo fa fare?” che mi riecheggiano dentro.

Ma le scelte più difficili, si sa, sono spesso quelle che portano a risultati migliori; e poi, se è freddo, qual’è il problema? Basta vestirsi di più, no?

L’euforia dell’auto-convinzione svanisce non appena metto piede fuori casa e un freddo pungente trapassa subito i miei molteplici strati di vestiti; il cielo è nero, puntellato di stelle nitide e taglienti, come se anche loro fossero rapprese dal gelo notturno; la poca neve caduta qualche giorno prima è adesso un lastricato di ghiaccio che scricchiola ad ogni passo. A fatica riesco ad aprire la portiera, accendo la macchina e, dandomi ripetuti colpi alle mani e alle spalle intorpidite, inizio a togliere il ghiaccio dai vetri.

L’abitacolo ci mette un po’ a scaldarsi, forse troppo, mentre scivolo su strade deserte e ghiacciate, attento a non perdere il controllo. Allo stesso tempo guardo verso sud-est con la speranza di poter vedere i primi barlumi di luce; ma tutto rimane ancora buio e ho il timore che all’orizzonte si siano ammassati banchi di nuvoloni che renderanno vana questa levataccia.

Invece, dopo aver parcheggiato e preso la mia attrezzatura per incamminarmi verso la spiaggia, il cielo è già rischiarato e a poco a poco anche la neve ed il ghiaccio si accendono, donando soffusa luce di riverbero. C’è un po’ di vento e so che sarà anche peggio quando raggiungerò la lunga penisola da percorrere, così esposta agli elementi; ma nonostante il freddo, adesso quella luce là in fondo riesce a donarmi un caldo sorriso.

A mano a mano che arranco sulla spiaggia ghiacciata, con il vento in crescendo adesso che il sole sta per sorgere, quella luce cresce di intensità e inizia a colorare il cielo di riflessi violacei prima, poi rossi, arancioni, gialli in un’alba che inizia ad incendiarsi. Il vento solleva la sabbia e increspa le onde del mare di schiuma che riflette i colori del cielo.

Arrivo dalle foche proprio al sorgere del sole, mentre uno stormo di cormorani vola verso l’infinito. Il freddo è solo un lontano ricordo, estasiato come sono a gustarmi questo spettacolo in completa solitudine.

Le foche, curiose come sono, iniziano ad avvicinarsi e, nella dorata luce dell’alba, posso ammirarne ancora di più la loro bellezza, racchiusa in quelle espressioni tenere e melanconiche che sanno donare. Dopo qualche scatto, mi lascio cadere sulla spiaggia e rimango a guardarle dritto negli occhi, visto che oramai saranno a solo dieci metri da me.

I loro occhi pieni di luce, come i miei. Invasi da un infinito senso di felicità e gratitudine.

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Se anche voi non potete resistere alla bellezza di queste splendide creature, qui di seguito potete trovare i link alle precedenti meraviglie nella terra delle foche:

Se poi cliccate sulla categoria Foche / Seals, trovate tutti gli articoli e le foto.

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https://manuelchiacchiararelli.com/2020/11/09/avvicinarsi-alle-foche-il-video-getting-close-to-the-seals-the-video/
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