Ripercorriamo Wandering Italia: le zone del terremoto

Ripercorriamo Wandering Italia: le zone del terremoto

Quando iniziai ad attraversare le zone colpite dal terremoto, pensando che erano “già” passati 2 anni, non mi sarei mai immaginato di trovare una vera e propria apocalisse.

Allora, nel 2018, decisi di non documentare con foto o video, ma mi concentrai sull’ascoltare le storie e il dolore della gente a cui il terremoto ha portato via tutto.

Documentai tutto invece nel 2020, anche e soprattutto su richiesta di quelle stesse persone, sempre più abbandonate e dimenticate: le immagini valgono più di mille parole e, ne sono sicuro, la situazione non sarà migliorata negli ultimi due anni.

Questo sabato riporterò Wandering Italia in quei luoghi, proprio per continuare a documentare e, soprattutto, PER NON DIMENTICARE!

Nel 2018 ho intrapreso un viaggio, a piedi ed in solitaria, dal Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise direzione Trieste, risalendo gli Appennini e affrontando le Alpi. Se volete scoprire di più su questa incredibile esperienza, “Wandering Italia – Un viaggio per riprendersi la vita” lo trovate in formato ebook su Kindle e su Kobo, in versione cartacea, copertina flessibile e/o rigida, su Amazone in versione pdf scaricabile nell’area Downloads.


7 thoughts on “Ripercorriamo Wandering Italia: le zone del terremoto

  1. Non ci sono parole per descrivere ciò. Il senso di tristezza per come le cose sono rimaste parla da sé. Speriamo che qualcuno possa intervenire e aiutare queste povere persone che, a distanza di anni, sono ancora in questa situazione.

    1. E aspettando quelle persone, ne continuiamo a parlare noi!
      Guarda, sono appena rientrato da quelle zone ed è stato un nuovo colpo al cuore: ho rincontrato gli amici di allora, conosciuti durante Wandering Italia, ma anche nuovi amici, gli abitanti di Capodacqua, con cui ho condiviso attimi davvero intensi e commuoventi.
      Non ci sono parole…

      1. Dev’essere una sensazione davvero forte visitare i luoghi colpiti da un terremoto o da un’altra calamita naturale. A me è capitato di vedere, anche se si trattava non più del paese bensì della frana di sassi che l’ha sepolto, Sant’Antonio Morignone in Valtellina. È successo nell’anno in cui sono nata e qualche anno dopo ho chiaro il ricordo della prima volta che ho visto, passando in macchina, il luogo della tragedia. Mi è venuta una grande tristezza e, anche se piccola, avevo capito che lì era successo qualcosa di terribile. Tornando ai luoghi del terremoto auguriamoci che qualcuno intervenga: quando succede qualche tragedia i “signori” della politica arrivano a frotte, con tante belle promesse (che spesso, purtroppo, resteranno tali, 😔) di ricostruzione e sostegno al popolo colpito. Ma come se ne vanno hanno già dimenticato tutto: ecco, vedere questo continuo “copione” da parte della classe politica a me fa venire sempre una tale rabbia che non ti dico, 😡.

      2. E rabbia dobbiamo avere, per non dimenticare e per fare in modo che non sia un copione che si ripete e ripeterà in eterno!
        Dovremmo uscire dal nostro guscio, smetterla di guardare solo al nostro orticello, perché se poi questo viene distrutto a nessuno importerà di darci una mano.
        Quando capiremo questo saremo sicuramente un Paese migliore ❤️

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