Due anni di merda. E prima?

Due anni fa il primo caso di covid in Italia, da lì a pochi giorni la nostra vita sarebbe cambiata per sempre e, dopo i vari “andrà tutto bene”, due anni dopo stiamo ancora in una situazione inimagginabile prima, con il solo desiderio che tutto finisca al più presto e che si torni alla normalità.

Ma era veramente così bella quella “normalità” pre 2020?

Certo, ora come ora sembra il paradiso perché, nonostante tutto, vivevamo “bene”, liberi e felici. Davvero?

Dal secondo dopoguerra in poi siamo stati tra le generazioni più fortunate mai esisistite sulla faccia della terra, soprattutto quelle fino alla mia, classe 1975: c’è stato il boom economico, non ci sono state guerre, fino al 2000 vivevamo alla grande e con tanti soldi, parliamoci chiaro.

Ma poi la rotta è cambiata e, l’avvento dell’euro prima, la crisi del 2008 e quella del 2011 dopo, hanno cambiato le nostre vite, decisamente in peggio: nel 2000, infatti, la povertà assoluta toccava il 4,3% delle famiglie italiane (954 mila) per un totale di 2 milioni 937 mila individui; nel 2019, ivece, le famiglie in condizioni di poverà assoluta sono salite a 1,7 milioni (incidenza del 6,4%), per un totale di 4,6 milioni di individui; nel 20, per finire, sono quasi 2 milioni le famiglie in condizione di povertà assoluta con una incidenza pari al 7,7%, per un numero complessivo di quasi 5,6 milioni di individui. (Dati ISTAT)

Questo per quanto riguarda “i poveri”; ma tutti gli altri? Se la passavano, o ce la passavamo,  così bene fino al gennaio del 2020? Direi proprio di no: per i motivi sopra accennati, lavoravamo lo stesso, anzi spesso in condizioni peggiori, per guadagnare sempre meno e spendere sempre di più. In poche parole, dal 2000 molti di noi hanno dovuto imparare a tirare la cinghia: per esempio, se nel 2000 il sottoscritto, guadagnava 2.000.000 di lire e viveva alla grande togliendosi molti sfizi, nel 2020 con 1000 € al mese avrei fatto la fame e con 2000€ fare comunque attenzione alle spese.

“Non si possono fare questi raffronti: anche nel 1960, 100.000 lire erano una ricchezza e nel 2000 non valevano quasi nulla!”, qualcuno di voi potrà obiettare. Certo, sono d’accordo: ma qual’era il nostro tenore di vita nel 2000? E la qualità, ossia il rapporto tra stipendio e costo della vita? E com’era nel 2020?

Allora mi chiedo: certo, vogliamo tutti tornare alla normalità; tutti vorremmo cancellare questi due anni e tornare al 2019 perché stavamo decisamente meglio di adesso. E voglio credere che ci torneremo.

Ma siamo proprio sicuri che quella era la strada giusta da percorrere? E se la vogliamo riprendere, dove pensate che ci porterà?


38 thoughts on “Due anni di merda. E prima?

  1. L’euro ci ha sicuramente resi più poveri, ma ormai non so può tornare indietro.
    L’Italia è un paese con la popolazione paralizzata dalla narrazione pandemica e questo permette al malgoverno di svenderci come carne di bassa macellazione.

    1. D’accordo, ma non prendiamo la pandemia come una scusa, che quella era la direzione già da prima, che noi tutto abbiamo accettato come stiamo accettando tutto quello che decidono…

      1. Sì, certo, ormai da anni nessuno si muove più, ma ora ci scanniamo tra poveracci. Oggi al parco del mio paese sentivo un tossicodipendente dissertare sapientemente su cosa dovrebbero fare, a livello mondiale, per chi non vuole vaccinarsi.

  2. Hai fatto una bella e veritiera analisi di ciò che è stato e soprattutto cosa è avvenuto dal 2000 in poi. Diciamo che pianompian9nsiam9 peggiorati economicamente e purtroppo kavorativamente parlando, e m8 di l’idea che l’andazzo attuale non sia certo di miglioramento anzi, tra tutti gli aumenti carburante in primis e stipendi all’osso,msfruttamen5o del lavoro etc, jon m8 sembrano promettere niente di buono per il povero popolo, se le cose continuano così arrivare alla fine del covid e ritrovarci comunque prigionieri del sistema…

    1. Che ti è successo alla keyboard? 🤣🤣🤣
      Comunque hai completamente ragione, soprattutto sul finire schiavi del sistema… anzi, lo siamo già, lo siamo sempre stati…

  3. Io a dire il vero in questi due anni sono successe anche delle cose molto belle che non nessuna intenzione di cancellare.
    Il problema Italia parte dalla caduta del muro di Berlino, e la conseguente tangentopoli…..

  4. Penso che non ci accontenta più di nulla,si ricerca la felicità nelle cose materiali senza dare importanza alle piccole gioie che sono sparite. Forse sono io che non ho bisogno di molto…🤔

    1. Quello sono d’accordo, ma, se permetti, vorrei essere libero di lavorare, essere pagato il giusto, ossia una cifra che giustifichi il mio dedicare 40-50 ore a settimana al lavoro. Poi, quello che faccio con quei soldi sono fatti miei 😉

  5. Ma la “ricchezza” in tutti questi 30/40 anni è sempre aumentata, solo che si è concentrata. Si chiama capitalismo: chi è ricco si arricchisce e gli altri si impoveriscono. È demenziale, ma è quello che vuole la maggior parte della gente del mondo occidentale, votando politici che incensano questo sistema, comprando merce che non serve, dando soldi alla grande distribuzione, a grandi multinazionali, ai grandi gruppi finanziari. Infischiandosene se evadono le tasse, se inquinano, se delocalizzano, se sfruttano. L’unica cosa che ci interessa è il nostro piccolo tornaconto immediato. Sarebbe anche abbastanza facile mettere in crisi questo sistema dai piedi d’argilla, basterebbe fossimo uniti. Ma lo siamo? Ci interessa davvero?

    1. No, non lo siamo, soprattutto noi italiani, proprio perché ognuno ha il proprio tornaconto, il proprio intrallazzo. E fino a quando la gente, italiana, se ne frega che un >10% vive in povertà, numero che dovrebbe spaventare, senza capire che la ruota gira e non per il meglio, non andremo mai da nessuna parte…

  6. Caro Manuel, scusa ma non riesco a leggere testi così lunghi e difficili, ma ti dico due cose:
    1. In questi due anni ho conosciuto molte persone che mi hanno resa orgogliosa della mia scrittura.
    Molte persone si sono conosciute in modo più profondo perché “costrette” a vivere “di nuovo” sempre sotto lo stesso tetto….
    E pensa, tante persone uomini e donne bambini e bambine nonni e nonne…. Hanno imparato a fare tantissime cose xke obbligati ad arrangiarsi per mangiare.
    2. Adesso tutti quanti ne approfittano del covid per aumentare tutti i prezzi ecc…

    Ti abbraccio con affetto isa

    1. Ti rispondo così:
      1. Ci sono stati molti che sono riusciti a cogliere il senso, ed il meglio, dalla pandemia. Purtroppo ancora troppo pochi.
      2. Come al solito, ma stavolta vanno verso la chiusura. Spero.

      Ti abbraccio anche io

  7. Ne parlavo proprio ieri con un mio amico: noi ci lamentiamo nei nostri problemi, il nostro periodo ci sembra il peggiore in assoluto, ma ogni generazione ha avuto le sue preoccupazioni, i suoi ostacoli e ogni periodo ha le sue difficoltà, più grandi i più piccole. Perciò è meglio pensare che è soltanto una fase e che passerà. Ma il tuo quesito è giusto: stavamo veramente così bene prima? E staremo veramente meglio di così dopo?

    1. Il discorso è lungo e complicato, diciamo che anche noi, figli delle generazioni del boom economico e dei soldi, abbiamo sperperato invece di fare sacrifici in quanto tutto ci sembrava dovuto.
      Bene, abbiamo visto che nulla è dovuto, ma non sarebbe ora di riprendersi almeno quello che ci spetta?

  8. Tra euro, rincari, crisi varie, ecc ecc la situazione in Italia si potrebbe tranquillamente definire “alla canna del gas”. Ma bisogna essere fiduciosi e anche se, dopo due anni di pandemia, pensare ad un futuro sereno è abbastanza complicato, non bisogna mai disperare, perché come dice quel detto: “La speranza è l’ultima a morire”, 😉.

    1. Certo, ma io la vedo veramente brutta e, in un certo senso, ce lo meritiamo. Brutto a dire, ma abbiamo lasciato passare troppe oscenità per normalità… e ancora non lo capiamo

      1. È proprio questo il guaio dell’essere umano, o meglio, dell’uomo: una tendenza a sottovalutare determinate situazioni e quando arriva il momento della verità, invece di dire “Era meglio intervenire prima” e fare un mea culpa, si sminuiscono i fatti o ci di sorvola sopra, come se non fosse successo niente. Ed il peggio del peggio è che, se la cosa si ripete, si continuano a ripetere gli stessi errori, pur essendo coscienti che la situazione si sta nuovamente ripetendo, 🤦‍♀️.

  9. Se almeno avessimo approfittato del Covid per mettere in discussione il nostro modello economico! In realtà l’obiettivo dei governi è sempre stato quello di tornare al sistema consumistico, non appena fosse stato possibile finirla con i lockdown. In realtà l’obiettivo dei governi è sempre la crescita economica (per alcuni, non certo per tutti), con buona pace della “transizione ecologica” o della natura che si riapproriava delle strade urbane quand’eravamo chiusi in casa. E per la soddisfazione dei bisogni della gente, la ricetta proposta è sempre la stessa: comprare, comprare, comprare! Anche senza soldi, comprare!

    1. A inizio pandemia dicevo che avevamo una grande opportunità per rivedere la nostra vita e i nostri valori: molti lo hanno fatto, ma la maggior parte no, è tornata quella di sempre. Quella che ci ha portato dove siamo…

  10. Ormai stiamo precipitando nel baratro e nessuno potrà salvarci. E’ orribile dirlo ma…un’altra guerra è alle porte. Corsi e ricorsi storici, è inconfutabile!

      1. Hai ragione, sono fortunato…certo la vedo brutta! Mi spiace per voi giovani…SPERIAMO IN BENE!

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