Se questo è un uomo… / If this is a man…

Se mi seguite da un po’ di tempo, saprete del mio smisurato Amore per la Natura e di quanto e come sia attratto e ammaliato dalla magia delle foreste. 

Potete quindi immaginare quanto mi senta colpito e affranto dalle continue notizie di incendi che stanno divampando su tutto il pianeta cancellando, dicono le stime,  tre milioni di ettari di foreste (pari a 2,2 miliardi di alberi) nel solo 2021.

E se in Siberia si sta consumando il più grande incendio mai registrato, con un fronte di 2000 km (DUEMILA CHILOMETRI!), brucia ancora mezza Italia, la Turchia, la Grecia e via dicendo, mandando in fumo anche migliaia di alberi secolari, indifesi custodi della nostra storia (l’Ulivo di Roviés, per esempio aveva duemilacinquecento anni…).

E la cosa che più mi fa infuriare, e che non riuscirò mai ad accettare, è che nel 98% circa dei casi, la colpa di questi incendi è da addossare all’uomo!

Lo stesso uomo che sta distruggendo il pianeta, l’unico che abbiamo al momento.

Lo stesso uomo che, senza entrare nel merito, ha prodotto in laboratorio un virus letale.

Lo stesso uomo che oggi, senza entrare nel merito, resta a guardare l’Afghanistan.

Lo stesso uomo che, ad oggi, mi fa sempre più schifo…

Foto scattate con: NIkon D750 + Nikon Nikkor 24-120 f4

Pictures taken by: NIkon D750 + Nikon Nikkor 24-120 f4

If you have been following me for some time, you will know of my boundless Love for Nature and how much and how I am attracted and bewitched by the magic of the forests.

So you can imagine how shocked and heartbroken I feel by the constant reports of fires raging across the planet, erasing, according to estimates, three million hectares of forest (equal to 2.2 billion trees) in 2021 alone.

And if the largest fire ever recorded is taking place in Siberia, with a front of 2000 km (TWO THOUSAND KILOMETRES!), half of Italy, Turkey, Greece and so on are still burning, erasing thousands of ancient, trees, defenceless guardians of our history (the Olive tree of Roviés, for example, was two thousand five hundred years old…).

And the thing that infuriates me most, and that I will never be able to accept, is that in about 98% of cases, the blame for these fires falls on man!

The same man who is destroying the planet, the only one we have at the moment.

The same man who, without going into the merits, produced a lethal virus in the laboratory.

The same man who today, without going into the merits, remains to look at Afghanistan.

The same man who, to date, makes me more and more disgusting…


40 risposte a "Se questo è un uomo… / If this is a man…"

      1. Purtroppo i veri “Umani” in questo pianeta sono pochi, i veri umani per me sono gli animali, di uomini Umani ce ne sono veramente pochi

  1. carissimo Manuel, festeggio il tuo ritorno da queste parti.

    il tuo post è più che giusto, mi hai tolto molte parole di bocca, ma non mi sento di ribloggarlo per un dettaglio soltanto, ma poi non tanto secondario: la tua frase “Lo stesso uomo che, oggi, resta a guardare l’Afghanistan.” potrebbe suonare un po’ ambigua, visto che per vent’anni noi occidentali non siamo stati affatto a guardare, abbiamo bombardato e massacrato per imporre la nostra cultura e i nostri valori, e ora va be’, siamo anche in fuga, perché sono stati vent’anni persi, in nome non si sa bene di che cosa, e forse avremmo meglio a stare a guardare già vent’anni fa.
    ma forse non sei d’accordo oppure ho visto nelle tue parole quello che non voleva esserci.

    comunque un grande abbraccio, e ben tornato!

    1. Ciao Mauro caro, piacere ritrovarti.

      Hai ragione, la frase poteva essere fraintesa e il discorso sarebbe troppo lungo.
      Ho aggiunto, cone per la frase precedente, “senza entrare nel merito” visto che in entrambi i casi il discorso sarebbe lungo.
      Ma, di fatto, l’uomo non ce la racconta giusta…

      Un abbraccio

  2. Manuel… Capiremo qualcosa quando non avremo più niente intorno e poi ci malediremo … siamo destinati all’estinzione di questo passo ma forse è proprio quello che vogliamo o meglio, mi correggo, quello che vogliono in molti…

  3. Purtroppo non vogliamo vedere al di là dell’interesse immediato. Se chi apicca i roghi potesse credere alla gravità della situazione, magari non li accenderebbe, ma se si tratta di far tanti soldi (o di ricevere un piccolo compenso) ogni appello alla responsabilità resta inascoltato. E dire che, proprio perché c’è il riscaldamento climatico globale, avremmo bisogno di più alberi, e gli alberi persi alimentano, bruciando, il riscaldamento globale, in un circolo vizioso difficile da interrompere, di cui facciamo le spese tutti.

    1. Purtroppo penso che abbiamo superato da tempo il punto di non ritorno e ci stiamo dirigendo, a folle velocità, verso la distruzione di questo pianeta.
      Mi consola sapere che, però, Madre Terra saprà rigenerarsi, quando noi non ci saremo più…

  4. L’interesse privato è quasi sempre anteposto al bene pubblico e i risultati si vedono
    Per l’Afghanistan non sono per nulla sorpreso, era chiaro che dei civili non importava un cavolo a nessuno, altrimenti non avremmo fatto una guerra che uccide per lo più i civili.
    Inascoltati vent’anni fa, inascoltati adesso

  5. A me sembra una donna che allarga le braccia al cielo, cercando di chiedere aiuto x quello che accade nel mondo che persone cattive stanno creando danni a persone e cose.
    Sembra l’albero della vita.
    Sembra avere poca forza xke triste e con tanti dolori, ma con tanta vita e con il cuore pieno di speranza.

    Ben tornato manuel.
    Buona giornata. Isa

  6. È una vecchia notizia, ma carina: i super ricchi avevano individuato la Nuova Zelanda come luogo in cui trasferirsi in blocco. Non li hanno voluti, non gli hanno venduto i terreni. Incredibile… Temo che però non abbiamo mollato l’osso, vedremo. La ricerca di paradisi continua. 😎

  7. Ne stavo parlando proprio oggi con una mia collega. Ci sono individui pessimi che oscurano sempre le intenzioni di chi invece si impegna per il rispetto e la tutela dell’ambiente

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