Ritornare in Natura: sì, ma con rispetto! (2)/ Coming back to Nature: yes, but with respect! (2)

Con la bella stagione, e la ritrovata libertà, finalmente abbiamo tutti la possibilità di riavvicinarci alla Natura, e sapere che sempre più persone sentono questo richiamo, non può che rendermi felice.

Ci sono, però, anche delle preoccupazioni — come spiegavo in questo post — e penso che sia necessario fare dell’istruzione su come comportarsi in Natura e, in particolare, insegnare le cose che si possono, non si possono, o non si devono assolutamente fare. 

Da amante della Natura, e da guida naturalistica, ve ne ricordo qualcuna:

Non vi avvicinate MAI troppo agli animali e, soprattutto, valutate sempre che la loro possibile via di fuga sia libera da ogni pericolo per loro e per gli altri: un animale spaventato può essere imprevedibile, non valutare i pericoli (per esempio una strada) e diventare anche pericoloso. Se proprio volete raggiungere la distanza ottimale per una foto o video dal cellulare, armatevi di santa pazienza (parliamo di ore o giorni) e lasciate che sia l’animale a decidere la distanza di sicurezza.

Non cercate di far avvicinare gli animali offrendo loro del cibo, un metodo purtroppo sempre più in uso anche tra fotografi affermati e non solo. Interferiamo già troppo e abbiamo un impatto enorme sulla Natura, non abituiamo gli animali ad essere sfamati dall’uomo (sono capaci di nutrirsi da soli) e, SOPRATTUTTO, non diamo loro del cibo innaturale che può fare loro solo del male: per esempio, il pane che si da agli uccelli li porta alla morte perché contribuisce in maniera sostanziale allo sviluppo di una deformazione chiamata “ala d’angelo” in quanto un’eccessiva assunzione di carboidrati e zuccheri, oltre a rovinare l’apparato digestivo, compromette ossa e cartilagini. Sempre a riguardo, ultimamente gira un’invito, che io trovo assurdo, a sfamare i ricci con carne cruda non salata, carne macinata, cibo per gatti ma non pesce;  adesso ditemi: avete mai visto un riccio al supermercato in coda dal macellaio? I nostri cibi sono veleno per gli animali, lasciamo a noi il gusto e la gioia di ingerirli.

Tenete il vostro cane al guinzaglio! Lo so, molti di voi storceranno la bocca dicendo che il vostro cane è il più buono del mondo, e probabilmente è vero, ma non è questo il punto: un cane, anche per semplice curiosità, può spaventare gli animali causandone una fuga insensata e pericolosa (vedi punto uno); può causare la separazione della mamma dal piccolo, soprattutto in questo periodo;  può spaventare a morte gli animali (sì, anche loro possono morire d’infarto); oppure, anche se per la sola voglia di giocare, può mordere, uccidere, o causare lesioni gravi. ai cuccioli indifesi. Ci sono guinzagli abbastanza lunghi da permettere al vostro cane di esplorare e divertirsi lo stesso. In sicurezza. 

Alle prime luci dell’alba, al tramonto e durante la notte, quando gli animali sono più attivi, guidate con prudenza: ne va della vostra e loro vita.

Ultimo, ma non meno importante: non lasciate morire gli animali nel secchiello sulla spiaggia. Mostrateli pure ai vostri bambini, ma insegnate loro a rispettarli ed amarli, lasciandoli liberi di andare e maneggiandoli con cura. Il futuro del mondo dipende anche da questi piccoli gesti.

Torniamo in Natura, ma con rispetto. Sempre.

With the summer and the newfound freedom, we finally all have the opportunity to get closer to Nature, and knowing that more and more people feel this call, can only make me happy.

However, there are also some concerns – as I explained in this post – and I think it is necessary to do some education on how to behave in Nature and, in particular, to teach the things that can, cannot, or should not absolutely be done.

As a lover of Nature, and a naturalistic guide, I remind you of a few:

NEVER get too close to animals and, above all, always evaluate that their possible escape route is free from any danger for them and for others: a frightened animal can be unpredictable, do not evaluate the dangers (for example a road) and also become dangerous. If you really want to reach the optimal distance for a photo or video from your mobile phone, arm yourself with patience (we are talking about hours or days) and let the animal decide the safety distance.

Do not try to bring animals closer by offering them food, a method unfortunately increasingly in use even among established photographers and beyond. We already interfere too much and have a huge impact on Nature, we shouldn’t get animals used to being fed by humans (they are able to feed themselves) and, ABOVE ALL, we must not give them unnatural food that can only harm them: for example, the bread that is given to birds leads them to death because it substantially contributes to the development of a deformation called “angel wing” as an excessive intake of carbohydrates and sugars, in addition to ruining the digestive system, compromises bones and cartilages. Also in this regard, lately an invitation has been circulating, which I find absurd, to feed the hedgehog with raw unsalted meat, minced meat, cat food but not fish; now tell me: have you ever seen a hedgehog in the supermarket queuing up to the butcher? Our foods are poison for animals, we leave the taste and joy of ingesting them to us.

Keep your dog on a leash! I know, many of you will not agree saying that your dog is the best in the world, and this is probably true, but that’s not the point: a dog, even out of simple curiosity, can scare animals by causing them to flee senseless and dangerous (see point one); it can cause the separation of the mother from the baby, especially in this period; it can scare the animals to death (yes, they too can die of a heart attack); or, even if for the sole desire to play, it can bite, kill, or cause serious injuries to defenceless puppies. There are leashes long enough for your dog to explore and have fun. In security.

At the first light of dawn, at sunset and during the night, when the animals are most active, drive carefully: yours and their lives are at stake.

Last but not least: don’t let the animals die in the bucket on the beach. Show them to your children as well, but teach them to respect and love them, letting them go free and handling them with care. The future of the world also depends on these small gestures.

Let’s go back to Nature, but with respect. Always.


26 risposte a "Ritornare in Natura: sì, ma con rispetto! (2)/ Coming back to Nature: yes, but with respect! (2)"

  1. Io aggiungerei di non fare fotografie prendendo gli animali acquatici e tirandoli fuori dall’acqua; non togliere le Posidonie dalle spiagge, perché quando si notano sulla battigia non è sinonimo di ‘acqua sporca’ (è come dire di togliere le foglie secche in un bosco); di andare in montagna e di non lasciare sporcizie lungo i sentieri; di guardare sempre ciò che ci circonda con gli occhi pieni di meraviglia e rispetto e di non avere paura se si incontrano animali ‘pericolosi’, perché si ha paura solo di qualcosa che non si conosce. La chiave è informarsi ed essere curiosi, sempre 🙂 Grazie per questo tuo post, apprezzo tantissimo!

    1. Grazie mille, ancora una volta, a te!
      E dici bene, ci sono tante cose da fare e non fare in Natura, l’importante è sempre cercare di proteggerla e non di usarla!

  2. Il mio cane é una chihuahua di 2 kg, la tengo al guinzaglio perché ho paura per lei. Ho 5 gatti tutti provenienti dalla strada. Odio i giochi col secchiello al mare dove i bimbi sotto gli occhi vigili dei genitori seviziano e maltrattano gli animali. Sul cibo poi prenderei a randellate chi lo fa o gli direi di farlo con un orso marsicano. Dulcis in fundo, l’ambiente, non dovremmo lasciare traccia del nostro passaggio, le nostre mollicone di plastica e zozzeria varia.

  3. Ben detto Manuel. Concordo pienamente. In Canada, mio paese natale, in un parco c’erano cartelli ovunque con la scritta, Non date da mangiare al coyote. Spiegava anche che possono assomigliare a un cane ma è comunque un animale selvatico e può essere pericoloso. Un altro problema in Canada è che danno da mangiare alle oche selvatiche e queste sembrano indifese ma quando fai un picnic te li trovi accanto cercando cibo e sappiamo tutti che il loro becco può pizzicare e far male quanto un morso di un cane. Il problema maggiore con i turisti sono le bottiglie di plastica usa e getta che la gente si porta a presso e abbandona in natura. I sacchetti con dicitura bio-plastica o compostabile, non sono biodegradabile in natura ma solo trattate in strutture attrezzate. Quindi non buttate i vostri prodotti compostabile per strada, inquinano. Manuel, durante le tue gite naturalistiche hai fatto caso al problema plastica?

    1. Ciao Eleanor, e grazie mille!
      Non sapevo che in Canada ci fossero questi problemi, ma penso che oramai siano ovunque: anche qui a Malmö, per esempio, ai parchi la gente da da mangiare agli animali, come pane agli uccelli o frutta secca agli scoiattoli, poi possiamo dire che corvi e gabbiani ormai si cibano solo dei nostri rifiuti…
      Per quanto riguarda la plastica, anche qui la trovo in giro, insieme ad altri rifiuti come mozziconi, lasciati in giro anche da fotografi e birdwatchers che, in teoria, dovrebbero amare la Natura, mah!
      Io ho sempre con me delle buste per raccogliere i rifiuti che trovo e, spesso, i miei clienti sono stati ben contenti di aiutare 😉

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