Una nuova Possibilità / A new Opportunity

Nonostante tutto, penso che questo virus ci stia donando una grande Possibilità, adesso per la seconda volta…

Ci siamo resi conto che siamo vulnerabili.
Ci siamo resi conto che siamo mortali.
Ci siamo resi conto che tutto può cambiare, da un giorno all’altro.
Ci siamo resi conto che niente è da dare per scontato, né il nostro domani, né la nostra libertà.
Ci siamo resi conto che siamo soli.
Ci siamo resi conto che agli altri, che ci circondano, non frega un cazzo né di noi, né dei nostri cari.
Ci siamo resi conto di aver paura.
Ci siamo resi conto, forse, di quello che era, ed è, veramente importante nella nostra vita.
Ci siamo resi conto, lo spero, di chi e cosa era, ed è, veramente essenziale nella nostra vita.
Ci siamo resi conto che forse ci serve meno per essere veramente felici.
Ci siamo resi conto di tante altre cose, ad ognuno la sua…

Bene.
Quando il peggio sarà passato, perché passerà, spero che avremo tutti una visione diversa della nostra vita, nuovi propositi e un’infinita voglia di cambiare. In meglio.
Quando tutto sarà finito, perché finirà, spero che tutti avremo la voglia di prenderci la nostra vita, di coronare i nostri sogni.

Adesso che ci siamo resi conto di essere mortali.
Adesso che ci siamo resi conto che tutto può cambiare.
Adesso che ci siamo resi conto che dovremmo pensare più a noi stessi.
Adesso che ci siamo resi conto di chi e cosa è veramente importante.

Non sprechiamo questa grande Possibilità… anche questa volta…

Despite everything, I think this virus is giving us a great chance, once again…

We realized that we are vulnerable.
We realized that we are mortal.
We realized that everything can change, from one day to the next.
We realized that nothing is to be taken for granted, neither our future, nor our freedom.
We realized that we are alone.
We realized that the others around us don’t give a shit about us or our loved ones.
We realized we were afraid.
We realized, perhaps, what was, and is, really important in our life.
We realized, I hope, who and what was, and is, truly essential in our life.
We realized that maybe we need less to be truly happy.
We realized many other things, everyone his own…

Well.
When the worst will be over, because it will be, I hope that we will all have a different vision of our life, new purposes and an infinite desire to change. For the better.
When everything will be over, because it will end, I hope that we will all have the desire to re-take possess of our own life, to fulfil our dreams.

Now that we have realized we are mortal.
Now that we have realized that everything can change.
Now that we have realized that we should think more of ourselves.
Now that we have realized who and what is really important.

Let’s not waste this great possibility, again…


62 risposte a "Una nuova Possibilità / A new Opportunity"

  1. Quanto tempo passato a dire…cosa vuoi che accada. E ora a Bergamo siamo costretti giustamente a non uscire di casa. Conviviamo e siamo dipendenti come in tutta Italia da maschere e ospedali. Solo una speranza, che finisca e che si torni indietro di 20 anni nello stile di vita….almeno non sarà tempo sprecato. Ciao e buona serata

    1. Appena letto, come ti ho detto da WP on posso commentare direttamente sul tuo blog, non so perché.
      Che dire, tutto vero e chi ha fatto le nostre esperienze lo può capire.
      Ma spero lo possano capire anche gli altri, il più possibile: riscoprire se stessi, riscoprire la propria vita e quello che è veramente importante.
      E se sappiamo che non saranno tutti ad accorgersi di questa grande opportunità, se solo saranno in più di quelli di ieri, sarà già un mondo migliore.
      ❤️

      1. Chissà perché non ti fa commentare…mistero ..
        Comunque credo che chi abbia fatto esperienze simili alle nostre sia avvantaggiato..forse se non l’avessi fatta probabilmente avrei affrontato tutto questo con meno serenità ❤

      2. Indubbiamente… e speriamo che spinga altri a fare simili esperienze ❤️

        PS
        Penso che sia un problema mio, succede a tutti gli articoli che rimandano direttamente al blog: li posso leggere ma non commentare o mettere likes come qui sul reader 😦

  2. Non ho nulla da aggiungere. Hai espresso il pensiero di molti che, ovviamente, condivido in pieno.Mi domando solo una cosa: ma davvero… solo in questa triste circostanza ci si è resi conto del superfluo e superficiale a cui eravamo abituati? Forse, anzi, senza forse, ora sapremo, spero da adesso e in futuro, cosa conta davvero. Ne verremo fuori, rinnovati e rinati, lo spero profondamente. ❤

  3. Guarda io concordo sull’immagine della GRANDE POSSIBILITà, come una Benedizione, alla Tiziano Terzani, sì, che mi ha aperto la mente : in ogni momento collettivo di disastro, bisognerebbe trarre un’insegnamento, che si deve vivere con meno, che su questo Pianeta non siamo i soli e gli unici, ma ci sono anche gli animali, gli alberi, i torrenti… Insomma concordo su tutto tranne che al fatto “ci siamo resi conto che siamo soli e che a nessuno gli frega di noi”, mmm no non la vedo così, al contrario, questo virus è stato talmente collettivo, che ci ha fatto accorgere dall’oggi al domani che se non collaboriamo all’unisono, estingueremo la maggior parte degli esseri umani, e c’ha fatto capire che se non la smettiamo di essere egoisti ma invece, propensi a proteggere gli altri (il prossimo etc etc), beh capito no? è stato un virus illuminante per me io per esempio per la prima volta sto riducendo la mia libertà per persone del nord del sud del piano di sotto, che non conosco, ma che oggi, mi pare che ci si conosca davvero 😉

    1. Ciao Marianna
      quell’essere soli era riferito al fatto che la gente ha assaltato i supermercati, fregandosene degli altri, la gente continua ad uscire, fregandosene degli altri, e molti Stati stano prendendo o non prendendo decisioni, fregandosene degli altri.
      Per il resto sono completamente d’accordo co te, e soo contento di vedere tanti Italiani riscoprire un senso di appartenenza che forse ci mancava 🇮🇹

  4. Sì sì è vero, poi l’ho capito dopo… sì in effetti….. all’inizio è sembrato d’aver a che fare con abitanti dello stesso Stivale-della stessa Patria un tantino menefreghisti, poi dopo…. ma parlo per me, sento una specie di appartenenza, di vicinanza, di fratellanza, cioè sai, poco fa mi son affacciata al mio balcone e ho ballato insieme a decine di persone lontanissime, dall’altra parte dell’isolato, e mi sento mossa da una buona spinta : quella di poter far qualcosa, aiutare “gli altri” i più fragili, a proteggere anche chi, apparentemente non si conosce affatto. In sintesi c’è voluto un minuscolo parassita a farci riinnamorare delle buone maniere, della partecipazione, riinnamorare della nostra salute… che senza quella… ehh si diceva sempre in modo astratto vero? ^^
    Bei Post i tuoi, sempre con una luce e uno spunto in sù

    1. Penso che, adesso come adesso, tanta gente si trova nelle stesse tue e mie sensazioni, con un senso di speranza e magari tanta speranza e voglia in più.
      Quello che succederà dopo dipende anche da questo ❤️🇮🇹

  5. Ci siamo resi conto che siamo mortali. Hai perfettamente ragione. L’unica cosa che temo è che tanti se ne dimenticheranno un minuto dopo la fine di questo incubo, continuando a vivere come prima, egoisti e superficiali come prima. In un angolo del mio cuore continuo a sperare nel cambiamento, perché se non ora quando?

    1. Anche io continuo a sperare che, almeno, ci siano più persone che rivaluteranno la propria vita e che cambino per il meglio. Sarebbe già un bel passo avanti 😉
      Grazie per il commento e lo spunto 😊
      Buona giornata!

  6. Nonostante tutto penso che dovremmo fare tutti branco ma alla fine c’è sempre qualcuno che si dissocia. Speriamo che questa esperienza insegna davvero qualcosa tutti buona giornata

    1. Beh, ognuno ha la sua visione…
      Io penso che in alcune situazioni, per forza di cose, si è completamente soli. E a parte forse i legami davvero più stretti, a chi frega veramente di noi? Al governo? Al vicino? al collega?

      1. Ciao Manuel, la visione d’insieme è certamente fondamentale. Percepirsi in un certo modo, ad esempio soli, può anche essere una sensazione ed un vissuto di certe situazioni. Ne capitano tante…

      2. Ciao Leonardo!
        Indubbiamente, tutto o quasi dipende dalle situazioni vissute.
        Forse sono cinico, ma penso che sul punto di morte si è soli, anche se circondati da tutte le persone che ci amano veramente: la morte, come la vita è la nostra e nostra soltanto.
        Nel caso del covid, poi, si moriva davvero da soli…

      3. No Manuel non sei cinico, è che la morte è un tema sempre doloroso e difficile da mandare giù tutto d’un colpo. Il periodo Covid che viviamo ha trovato tutti impreparati e sicuramente tante cose non sono andate bene ed a livello planetario ancora ci si sta battendo per venirne a capo. Sono vicino al dolore di tutti coloro che ci hanno lasciati e dei loro familiari.

      4. Ovvio che sono vicino anche io, anzi qui in Svezia mi sto battendo contro il lasciar morire le persone di proposito nel cinismo più assoluto… ma quello è un altro discorso.
        Proprio perché ci ha trovati impreparati, la pandemia ha scombussolato la nostra visione e la scala dei valori della nostra vita. Speravo che la gente pesasse di più a quello veramente importante, ma mi sa che siamo tornati alla normalità…

      5. Questo dispiace anche a me, ho anch’io una sensazione sgradevole come di aver perso motivazione. Voglio fortemente vederla così, come un seme di nuova consapevolezza che è stato piantato e che sboccera’. Spero non ci occorrano esami di riparazione e che si sia compresa la lezione.

  7. Un bel post, niente da dire, ma… quanto sei giovane?
    Quello che dici è sacrosantemente giusto, ma quelli della mia generazione (e di quella precedente) lo sapevano già, poi… poi le cose sono peggiorate con spaventosa velocità e chi è venuto dopo ha scordato, ha perso-per molti versi- il contatto con ciò che noi sapevamo, ciò che tutti hanno sempre saputo per dall’inizio dell’Uomo a..a “ieri”; ed è lì che sono cominciati i guai.
    Purtroppo la vita non è un video gioco, quando ci si ammala non sempre si guarisce perfettamente, quando si muore si muore davvero, non si può ricominciare, non si può attuare una diversa strategia e cambiare le cose.
    La mia generazione e quelle che l’hanno preceduta lo sapevano bene, ne eravamo consci, c’era, se mi passi l’espressione, un rapporto “più sano” con la malattia e la morte, un rappiorto-se vuoi- più “vero”, più realistico, un diverso modo di affrontare la vita; non so dirti se la vivevamo più intensamente o più realisticamente, quel che so è che cercavamo (mica detto che sempre ci si riuscisse) di viverla per ciò che era e questo, forse, ci dava i mezzi per ricordarci ciò che era importante e ciò che non lo era.
    Credimi le cose che veramente contano non sono poi tante: la famiglia, gli amici, la salute e poter vivere dignitosamente; l’ultimo modello di smartphone, gli account social (sig), gli influencer, i followers,…e compagnia cantando non cambiano la vita di nessuno. Quel che cambia la vita, che la rende degna di essere vissuta, sono i rapporti veri, il sociale vissuto (e non letto o visto da remoto), e sopratutto la consapevolezza dell’importanza “dell’altro” .
    Mi auguro come te che ciò che stiamo vivendo possa, alla fine, portare ad un più vero rapporto con la realtà, con i valori “veri” dell’esistenza, ma come te ho forti dubbi in proposito e la cosa è sconfortante.
    Auguriamoci che, sia come sia, questo virus ci abbia insegnato qualcosa e- io almeno lo faccio- preghiamo che sia così.
    Non mollare e non lasciarti abbattere, ripartiamo, pur con tutte le limitazioni che il momento ci impone, e ripartiamo da subito mettendo le cose nella giusta prospettiva, questo possiamo già farlo e, credimi, è già tanto.

    1. Guarda, io ho 45 anni e penso di essere stato dell’ultima generazione social free, ossia ho vissuto la mia giovinezza senza telefonini e senza, appunto, i social.
      La vita era da vivere, si usciva di più, si chiacchierava di più, si viveva tutto sulla propria pelle (sai quante volte penso che gli sganassoni presi per strada mi hanno fatto più che bene?).
      Adesso, come tu dici, è tutto veloce, illusorio, virtuale e manca, appunto, quel legame con la vita vera e le cose importanti. Questo virus ci ha permesso di capire alcune cose, molti si sono fatti delle domande e forse cercheranno delle risposte per cambiare la vita quando tutto questo sarà finito.
      Io, e da quanto ho capito anche tu, sono una di queste 😉

      Che se schifavo il mondo prima, figuriamoci adesso 😂😂😉
      Un abbraccio, e grazie ancora ❤️

  8. Meravigliose parole, Manuel grazie mille… Mi hai fatto venire le lacrime agli occhi mannaggia….
    Mi hai fatto venire un idea sulla mia prossima “poesia”.
    Thank you.

  9. Ora sarebbe il momento di riflettere su quante cose non vanno in questo mondo. Su quanto si sia lasciato andare, su quanto si sia sbagliato nel far credere ai giovani che un Fedez e consorte valgano più di tutti . Oggi si è addormentato per sempre un grande uomo che con la sua intelligenza e misura ci ha regalato cinquant’ anni di sorrisi dedicando la sua vita al teatro. A questo genere di persone, di grande morale, con dei principi sani, legati alla propria famiglia si deve far riferimento. A chi non è mai stato volgare, a chi con misura e garbo ha vissuto. Ricominciare dalla cultura come bene primario. E partire, guardando avanti con fiducia al futuro che se sarà buono, lo sarà per delle basi altrettanto buone da cui si è partiti. Un caro abbraccio e buonanotte. Isabella

    1. Grazie mille, Isabella, del tuo bel messaggio, che non posso che condividere.
      Sai, penso che le generazioni più vecchie abbiano sempre guardato, con preoccupazione e diffidenza, alle nuove e all’evolversi della società (Se lo chiedeva anche Seneca… ). Il discorso, però, è che con le velocità attuali, sembra veramente che stia tutto colando a picco, senza lasciarsi appigli, non ultimo proprio Gigi Proietti.
      Chissà, io spero sempre in una improvvisa controtendenza… speriamo.
      Grazie ancora e buona serata!
      😘

      1. Scusa il ritardo caro Manuel ma qui sempre impegni…vedi è sempre una corsa. Quanto si perde correndo. Io purtroppo preferirei di gran lunga la calma…che mi è negata Ciao e grazie. Isabella

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