I pappagalli “europei” / “Europans” parrots

Forse non tutti sapranno che in Italia, ma anche in altre regioni europee, ci sono delle colonie di pappagalli che vivono spesso nelle grandi città. 

Si tratta di due razze diverse, anche se appartenenti alla stessa famiglia: il Parrocchetto dal collare (Psittacula krameri) originario dell’Asia ed Africa, e il Parrocchetto monaco (Myiopsitta monachus), proveniente dal Sudamerica.

Il loro arrivo in Europa non è certo dovuto a una lunga migrazione, ma al contrabbando o vendita illegale di questi uccelli come animali da compagnia e ornamentali: alcuni di essi sono riusciti a scappare, altri saranno stati liberati,  e così hanno iniziato poco a poco a prendere possesso del territorio.

Per quanto riguarda la loro presenza in Italia, a Roma c’è la colonia più grande, quantificata in circa 1000 coppie, che si sono stanziate principalmente nei parchi cittadini.

Era da un po’ che volevo fotografarli, visto che spesso li vedevo dal balcone di casa dei miei, passare davanti per dirigersi verso zone più verdi. 

Così ho preso la reflex e sono andato a fare una passeggiata nella vicina e bella Villa Gordiani, dove ho potuto trovare qualche esemplare di Parrocchetto monaco.

Grande circa 30 cm, e ricoperto da un piumaggio molto colorato, è sicuramente una presenza simpatica, e per questo apprezzata, nelle nostre città.

Tuttavia bisogna ricordare che è una specie invasiva e che per questo causa problemi ad altre specie di uccelli, per esempio prendendo possesso dei loro nidi e scacciandoli.

La loro presenza, inoltre, non deve essere sottovalutata anche per un altro motivo: cibandosi principalmente frutta, bacche, fiori, foglie, semi vari e gemme, se dovessero trasferirsi nelle campagne, il loro impatto potrebbe essere devastante.

Sono contento di averli potuti ammirare e fotografare, ma spero che venga presa una decisione per evitare qualsiasi danno alle specie autoctone del nostro territorio.

Foto scattate con Nikon D500 + Tamron SP 150-600mm F/5-6.3 Di USD G2 SLR

Perhaps not everybody knows that in Italy, but also in other European regions, there are colonies of parrots that often live in large cities.

These are two different breeds, although belonging to the same family: the Rose-ringed parakeet (Psittacula krameri) originating from Asia and Africa, and the Monk Parakeet (Myiopsitta monachus), originating from South America.

Their arrival in Europe is certainly not due to a long migration, but to the smuggling or illegal sale of these birds as pets and ornamental animals: some of them have managed to escape, others will have been freed, and so they have gradually begun to take possession of the territory.

As for their presence in Italy, in Rome there is the largest colony, quantified in about 1000 couples, who have settled mainly in city parks.

It had been a while since I wanted to photograph them, since I often saw them from the balcony of my parents’ house, passing by to head towards greener areas.

So I took the reflex camera and went for a walk in the nearby and beautiful Villa Gordiani, where I was able to find some specimens of monk parakeets.

About 30 cm large, and covered with a very colourful plumage, it is certainly a nice presence, and therefore appreciated, in our cities.

However, it must be remembered that it is an invasive species and that for this reason it causes problems for other bird species, for example by taking possession of their nests and driving them away.

Furthermore, their presence should not be underestimated for another reason: eating mainly fruit, berries, flowers, leaves, various seeds and buds, if they were to move to the countryside, their impact could be devastating.

I am happy to have been able to admire and photograph them, but I hope that a decision will be made to avoid any damage to the native species of our territory.

Pictures taken by  Nikon D500 + Tamron SP 150-600mm F/5-6.3 Di USD G2 SLR


27 risposte a "I pappagalli “europei” / “Europans” parrots"

  1. Nel bosco qui vicino ci sono tanti parrocchetti e ogni tanto passano da me. Li ho fotografati sulla magnolia. Poi nel parco dove vado a passeggiare ce ne sono una colonia. Riconosco il loro grido e li cerco tra gli alberi. Il mese scorso stavano preparando il nido, su una palma che preferiscono, e portavano rami secchi da un’acacia. Si infilavano tra le foglie della palma e stavano indaffarati in coppia intrecciare rami. Ci passo il tempo a guardarli.

      1. Sì è vero, infatti bisogna documentarsi molto bene prima di prenderli, cosa da fare con qualunque animale a prescindere, secondo me! 😊

      2. Esatto! Vorrei tanto un animale da anni, ma so che al momento avendo vari problemi di salute, famigliari ed economici sarebbe un azzardo… Non vorrei privarlo di niente e curarlo al meglio, quindi aspetto.

  2. Io ho un parrocchetto bello bianco e celeste con coda molto lunga. Un maschio credo di 10 mesi, ormai te li regalano chi li vende perché il canto è sgraziato se paragonato ad un canarino. Mi è morto il canarino che cantava da tenore forse perché una notte a settembre (ma 20 gradi) l’ho lasciato fuori e dopo qualche giorno non aveva quasi più voce. Il rivenditore mi ha detto che sono delicati e forse aveva preso polmonite oppure nel cambio penne non ce l’ha fatta. Così ho preso la cocorita che ho già avuto anni fa. Ovviamente è molto più intelligente del canarino ma farle compagnia richiede impegno. Questo poi ha paura essendo animali predati e non predatori, così da 1 mese cerco di mettere 1 mano vicino a lui. Al momento mi guarda…..menomale che non parla altrimenti!!

    1. Mi dispiace per il canarino, anche noi li avevamo quando ero piccolo, ma era difficile tenerli perché, appunto, molto delicati.
      I pappagalli sono molto divertenti e penso che tengano molta compagnia, soprattutto quelli che parlano… anche se poi bisogna a stare attenti a quello che si dice 😉😃

  3. Non sapevo che si chiamassero così in italiano e mentre facevo una rapida ricerca per capire se è la stessa specie che abbiamo qui, ho trovato diversi articoli che parlavano dei piani di sterminio in Spagna. A quanto pare, le cotorras non le vuole nessuno. Io spesso le ho fuori dalla finestra perché vengono a mangiarsi le bacche dell’albero condominiale. A me personalmente non danno fastidio, ma mio marito le considera una piaga e li scaccia via, con grande disappunto della gatta. Lui ha detto che vengono dal nord del paese, a confine con il Brasile. Domani guarderò sul libro degli uccelli argentini per vedere se è una diffusione recente.

    1. Sì, anche un altro argentino ha commentato su IG che ce ne sono molti da voi. Sicuramente quelli sono arrivati spontaneamente, questi no e sono molto invasivi: non credo se lo sterminio sia la soluzione, ma qualcosa si dovrebbe fare 😉

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