Consigli pratici per un’entusiasmante avventura in solitaria

Hai intenzione di intraprendere un viaggio, zaino in spalla, di qualche giorno ma hai un po’ paura? Vuoi fare un trekking impegnativo e in solitaria, ma non sai come organizzarti? Hai difficoltà a capire quello di cui avrai veramente bisogno?

Bene, qui troverai alcune risposte e consigli che mi sento di dare dopo la mia esperienza.

Cinquantadue giorni di trekking, più di 1550 km e circa 40000 m di dislivello in attivo, questi sono i numeri del mio trekking in solitaria dagli Appennini Abruzzesi al Monviso, dove ho dovuto purtroppo interrompere per problemi fisici.
È stata la mia prima esperienza del genere e, a posteriori, posso condividere con te quello che ho imparato, sia dai miei sbagli in termini organizzativi, sia dalle mie esperienze durante il cammino.
Di seguito troverai i miei consigli, con alcuni dei quali si può certamente non essere d’accordo, basati appunto sulla mia avventura:

 

Pianificazione:

Prima di partire è doveroso studiare a fondo e il più dettagliatamente possibile il tragitto che si vuole percorrere: viviamo nell’era digitale e una semplice ricerca sul web può portare a trovare e raccogliere infinite informazioni, testimonianze ed esperienze; e grazie anche alle molteplici app dedicate al trekking, potrai facilmente scaricare anche eventuali tracce gps e trovare tutti i dettagli che ti servono, come le distanze, l’altimetria e la durata del percorso.
Non essere però troppo rigido nella stesura delle tappe, ossia informati bene anche su quello che incontrerai prima della tua destinazione giornaliera, e quello che c’è dopo: le condizioni fisiche, e quelle atmosferiche, possono cambiare di giorno in giorno, allungando o accorciando il tuo percorso; sapere dove poter dormire, mangiare o reperire acqua, ma anche dove sono banche, farmacie e uffici postali, è molto importante. Questo ti darà completa autonomia.

Una volta che avrai trovato e organizzato tutte le informazioni che ritieni importanti, non dare mai nulla per scontato: alcune info, soprattutto se prese della rete, potrebbero essere obsolete o sbagliate: per esempio, una determinata struttura dove pensi di poter dormire, o un negozio dove pensi di poterti rifornire, potrebbe avere la chiusura settimanale, essere chiuso per ferie o essere chiuso del tutto! Il mo consiglio è quello di raccogliere tutti i contatti possibili, avere almeno tre o quattro opzioni per ogni tappa, e assicurarsi prima di partire che queste strutture siano aperte.
Arrivare in un luogo e non trovare nulla da mangiare non è una bella sensazione, te lo posso assicurare…

Preparazione:

A parte l’adeguata preparazione fisica, presupponendo che se hai intenzione di fare un cammino lungo tu sia già preparato fisicamente, bisogna decidere quello di cui si ha bisogno durante il viaggio, ossia quello che andrà a riempire il tuo zaino.
Prima di tutto proprio la scelta dello zaino è importantissima: ce ne sono migliaia sul mercato, ognuno con specificità diverse. Cerca quello migliore per te, fai una ricerca e leggi le recensioni, vai al negozio a provarlo, senza fretta, anche se il commesso inizia a spazientirsi. Lo zaino sarà il tuo compagno di viaggio e deve essere tuo amico, non solo un peso fastidioso da portarsi dietro: deve essere ergonomico, per scaricare bene il peso, e pratico, per permetterti di organizzare le tue cose come meglio credi e secondo le tue esigenze. La stessa accuratezza la devi poi utilizzare nella scelta dell’abbigliamento tecnico in base al percorso che dovrai affrontare: nel mio caso, pianificando un viaggio che avrebbe coperto tre stagioni e attraversando un’infinità di zone climatiche differenti, dovevo essere preparato per il caldo estivo come per il freddo invernale che avrei potuto incontrare sulle Alpi. Ho fatto molte ricerche, letto molte recensioni e, solo come ultima cosa, ho guardato al prezzo: il mio consiglio è di non risparmiare a qualunque costo, la qualità si paga!

Una volta comprato quello che ti serve vai a provarlo, se possibile nelle diverse situazioni possibili: sapere cosa ti tiene caldo o no, sapere come e quanto puoi ripararti dalla pioggia e dal vento, conoscere, prima di partire, la resistenza ma anche la praticità dell’abbigliamento, della tenda, del sacco a pelo e materassino, è di vitale importanza!
La Natura non va mai sottovalutata…

In Cammino:

Bene, sei partito per la tua avventura, ti senti pronto e preparato su tutti i fronti sopra elencati e puoi finalmente goderti il cammino.
Ma ci sono ancora un paio di accorgimenti che mi sento di darti:

La gente del posto, ossia quella che incontrerai nei paesi, nelle città o nei rifugi, è e sarà la tua risorsa principale di informazioni utilissime sul territorio, sul tempo, sullo stato dei sentieri, i tempi di percorrenza, eventuali deviazioni; potranno inoltre consigliarti luoghi particolari e interessanti, o magari solo indirizzarti verso una struttura piuttosto che un’altra.
Non esitare a chiedere, fai due chiacchiere e raccogli informazioni e consigli da più persone possibili, potranno tornarti molto utili.

Quando sei da solo, controlla bene il territorio prima di prendere decisioni affrettate e seguire eventuali scorciatoie: non è detto che la strada più corta sia la più facile e veloce. Inoltre, se stai seguendo su un sentiero segnato, assicurati sempre di non perderlo: se non vedi segni da 2-3 minuti, torna indietro e controlla che non hai preso la strada sbagliata. Perdersi è più facile di quanto si pensi.

Se vai in zone selvagge, consiglio anche di avere sempre un GPS e, magari, di affiancarlo a una buona app sul telefonino. Non seguire però eventuali tracce su questa app se non sei sicuro, potrebbero essere sbagliate e portarti in luoghi impervi e difficili, te lo dice uno che si è trovato a guadare fiumi, attraversare proprietà private e con il fango fino al ginocchio. La strada o sentiero principale, specialmente se marcato, sono le scelte migliori anche se ti sembra di allungare.

È inoltre importante, proprio se vai in luoghi isolati, avere la possibilità di mandare l’S.O.S. nel caso ti succeda qualcosa: le precauzioni non sono mai abbastanza e anche se hai seguito la procedura base, ossia hai lasciato detto dove andavi e hai già telefonato a destinazione per far sapere del tuo arrivo, essere rintracciabili in breve tempo da eventuali operazioni di soccorso può significare la differenza tra la vita e la morte.
Esiste un’applicazione del CAI, che funziona solo in Italia,  che ti permette di mandare la tua posizione, ma non funziona se non hai copertura (anche se, dalla tua ultima posizione registrata, restringerebbe di molto l’area di ricerca).
Personalmente ho optato per un localizzatore GPS: costa un po’, solitamente devi fare un abbonamento annuale, ma ti permette una più precisa localizzazione, e ha molte altre funzioni tra le quali anche quella di mandare un messaggio personalizzato a chi vuoi tu, anche quando non hai copertura telefonica. Per me è stato essenziale almeno un paio di volte, rassicurando la mia famiglia, e sicuramente avrebbe potuto salvarmi la vita quando mi sono trovato in zone lontane da tutto e tutti.

Un ultima cosa: fai sempre rifornimento di cibo e acqua dove è possibile, anche se sei quasi sicuro al 100% che li troverai lungo il cammino: le sorgenti, per esempio, potrebbero essere asciutte o difficili da trovare, oppure potrebbero essere inquinate. Meglio avere sempre le borracce piene e qualche kg in più di cibo sulle spalle, questo ti permetterà anche di decidere e scegliere dove accamparti per la notte.

Ho tralasciato volutamente, e per motivi di spazio, gli altri consigli di base che troverai sicuramente sulle principali pagine dedicate al trekking e ai viaggi.
Spero di esserti stato utile e di averti mostrato qualche possibilità in più per rendere il tuo viaggio, la tua avventura, ancora migliore.

E a questo punto non mi resta che augurati: Buon Cammino!

PS

Se hai altre domande o curiosità non esitare a contattarmi, sarò più che contento di aiutarti.
E se hai trovato questo articolo interessante, e pensi che possa essere d’aiuto a qualcuno che conosci, non esitare a condividerlo.
Grazie!

Sul sito, www.wanderingitalia.it, troverai tutte le informazioni sulla mia traversata in solitaria di Alpi e Appennini, dalla preparazione a tutti i resoconti giornalieri, fino alla fine.
Anche se, un’esperienza così, non finisce mai…

Wandering Italia sarà presto ache un libro e una raccolta fotografica.


5 risposte a "Consigli pratici per un’entusiasmante avventura in solitaria"

  1. Io ho tante idee di hiaggi, non turistici, ma siccome faccio delle terapie mediche non saprei come fare a rimanere lontana sall’Italia per lunghi periodi. Infatti mi è capitato tempo fa di essere in Olanda e di aver finito delle pillole molto importanti per la mia salute. Ebbene ho dovuto pagare 100 euro da un dottore olandese per avere 3 pillole contate fino al giorno della partenza. Qui di mi chiedo se avessi voluto restarmi là magari come avrei potuto fare? 😐

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