Sai riconoscere gli indizi che la vita ti dà? / Life gives clues: can you get them?

Penso che la vita a volte, se non sempre, cerca di farti capire come stanno le cose: ti premia, ti condanna, ti mette alla prova.

Mi riferisco a tutti quegli avvenimenti che, piccoli o grandi che siano, ti succedono e, con il senno del poi, lo fanno sempre per un motivo preciso.
Coincidenze? Fortuna o sfortuna? Destino o l’opera di un qualche dio?

A me piace chiamarli semplicemente “indizi” che, se esaminati e capiti, portano sempre alla risoluzione del caso, del problema, o delle tante domande che sembravano non avere una risposta.
Certo, non è semplice, come non è mai stato facile il mestiere di vivere, per nessuno. Però si piò iniziare, anche dalle piccole cose, a capire ed interpretare le varie “campane a festa” o i “campanelli d’allarme” quando iniziano a suonare.

Quando guardo al passato, posso notare come tante cose sono successe e, soprattutto, quando sono successe. I periodi di sfiga e quelli di fortuna sono veramente solo il frutto dell’altalenante destino? O sono forse i premi o le punizioni per il nostro comportamento?

La vita ti ripaga sempre con la stessa medaglia e a volte con gli interessi.
Non mi voglio avventurare nel discorso complesso del karma (sarebbe troppo lungo), ma se sei baciato dalla fortuna, se ogni cosa ti va bene, è perché probabilmente sei in armonia con te stesso e con il mondo che ti circonda. Così come, al contrario, se guardo indietro adesso, vedo che ogni piccola o grande sfortuna che mi è capitata, è sempre caduta in un periodo buio e particolare, dove forse l’odio, il rancore o la voglia di vendetta, prendevano il sopravvento.
E allora la vita ti mette in guardia, prova a rimetterti in riga per farti capire che stai sbagliando approccio alla vita stessa. Anche dalle piccole cose.

Parlo di quando, per esempio, ti dimentichi il disco orario per due minuti e prendi la multa, o di quando ti dimentichi la macchina aperta due giorni e non succede nulla. Oppure trovare qualcosa e non restituirla e, pochi giorni dopo, dover far fronte ad una spesa improvvisa.
Penso a quando ho dimenticato il portafoglio pieno di soldi al distributore di una grande città, per tornare mezz’ora dopo e ritrovarlo. Oppure ad un cazzotto in pieno volto preso da uno sconosciuto sbucato dal nulla.
O un grande amore che ti sorprende all’improvviso…

È tutto un caso? La fortuna o la sfortuna? Oppure sono i pensieri, le azioni, ad aver creato un effetto?

I think that life sometimes, if not always, tries to make you understand how things are: it rewards you, condemns you, tests you.

I refer to all those events that happen to you and, with hindsight, they always do so for a specific reason.
Coincidence? Luck or bad luck? Destiny or the work of some gods?

I like to call them simply “clues” that, if examined and understood, always lead to the resolution of the case, the problem or the many questions that seemed to have no answer.
Of course, it is not easy, as the job of living has never been easy for anyone. But you can start, even from the small things, to understand and interpret the various rewarding or warning signs.

When I look back, I can see how many things happened and, above all, when they happened. Are the periods of bad luck and those of luck really just the fruit of the fluctuating fate? Or are they the rewards or punishments for our behavior?

Life always pays you back with the same coin and sometimes with interest.
I don’t want to venture into the complex discourse of karma (it would be too long), but if you are blessed with luck, if everything suits you, it is probably because you are in harmony with yourself and with the world around you. Just as, on the contrary, if I look back now, I see that every little or big misfortune that has happened to me has always fallen into a dark and particular period, where perhaps hatred, resentment or the desire for revenge, took over…
And then life warns you, try to get back in line to make you understand that you are wrong approach to life itself. Even from the little things.

I’m talking about when, for example, you forget the parking disc for two minutes and get a fine, or when you forget the car open for two days and nothing happens. Or find something and not return it and, a few days later, have to face a sudden expense.
I think of when I forgot my wallet full of money at the distributor of a big city, to return half an hour later and find it again. Or a punch in the face taken by a stranger who came out of nowhere.
Or a great love that suddenly surprises you…

Is it all a coincidence? Luck or bad luck? Or is it the thoughts, the actions, that have created an effect?


51 risposte a "Sai riconoscere gli indizi che la vita ti dà? / Life gives clues: can you get them?"

  1. ..sei il “ragazzo delle belle citazioni”.
    Positivo , molto positivo….anche se alcuni “ne”i ogni tanto prendono il sopravvento.
    Non sarei mai capace di scrivere una così bella considerazione della vita.
    L’unica mia cosa stupenda, impagabile è aver messo al mondo mia figlia.
    Forse potrà sembrarti scontato, ma non lo è. Credimi.
    Tutto il resto è da cestinare. Se ero una bimba positiva , ora sono una donna spenta.
    Ne senso che rido molto, gioco e volo ,,ma dentro non c’è più quella scintilla che ti fa sentire protagonista. Son solo una spettatrice.
    Però adoro leggere queste belle considerazioni e sorrido …
    La mia citazione “io sono felice se tu sei felice.”
    ..Lo so, non paga però mi fa sentire pulita.
    Nella prossima vita vedrò di far meglio.

    Grazie di questa bella lettura.
    vento

    1. Ciao Vento!
      Prima di tuto grazie dei tuoi complimenti, fa’ sempre piacere sapere che qualcuno ti legge e soprattuto ti apprezza.
      Positivo..mah, provo ad esserlo, anche se come dicevo non è facile. E il discorso del pensiero positivo, come quello del karma, è abbastanza lungo e difficile da affrontare.
      Ma ci provo e ho imparato che se vuoi ottenere risultati positivi, devi prima di tuto pensare positivamente. E se tu godi della felicità altrui, come tu dici, non puoi non essere positiva…e non ci credo che sei una donna spenta.
      Per quanto riguarda il discorso di avere un/a figlio/a beh, non ho ancora avuto la possibilità ma ho sempre creduto che sia la cosa più bella che possa capitare nella vita di una persona…quella che da un senso a tutto il buono e lo sbagliato che c’è stato nella nostra esistenza.
      Grazie a t per essere passata!

    2. Scusa se intervengo, ma AMMP sei sempre protagonista della tua vita. Anche quando guardi la TV (non c’è nulla di più passivo) puoi sempre cambiare canale… meglio spegnere…
      È giusto essere spettatore della vita degli altri, bellissimo esserlo della vita di tuo figlio, la tua… la vivi tu in ogni caso, forse è meglio essere protagonista… prendere qualche decisione…
      p. s.: sono il tuo opposto, avessi un nick meteo sarebbe “calmapiatta” o “ariaimmobile”. :=)

  2. Molto positivo, ma ci sono cose che nella vita ti segnano.
    Il portafogli una volta l’ho ritrovato, la seconda, recidivo, l’ho ritrovato vuoto… entrambe le cose non mi hanno cambiato la vita: sono rimasto lo stesso distratto.
    Se prendo una multa mi do dell’imbecille, non vedo una punizione, il compiersi di un destino, forse generalizzi?
    Se vengo truffato forse sono stato ingenuo, in futuro lo sarò di meno… sono altre le cose importanti, figli a parte.
    No, non credo a nessun piano… o forse si passa la vita cercando di sfuggire al nostro destino e lui è sempre lì che si fa ricordare e non ti dà tregua? Questa è accettabile…
    Tante parole, tante ipotesi… nessuna certezza, ma ognuno pensa ciò che lo fa star bene, forse è meglio.
    :=)

    1. Beh, forse ho generalizzato sia per non dilungarmi troppo, sia per non entrare troppo nel personale. Io credo che nulla succede per caso, quello che succede oggi è il risultato dei pensieri e delle azioni di ieri, e quindi no, non credo nel destino, ma cerco di dare una chiave di lettura alla mia vita, capire se sto sbagliando qualcosa o se sono sulla strada buona.
      Ma come tu dici è una mia convinzione, un mio pensiero e non è detto che sia la verità assolut, ci mancherebbe

  3. Io sono più propensa a credere nel caso, e nella ricostruzione di significato a posteriori. Poi penso anche che quando stiamo bene siamo più presenti e attenti e questo inevitabilmente ci fa funzionare meglio. Quando siamo nervosi o depressi, invece, il nostro cervello non dà le sue migliori prestazioni…
    P.S. Mi piace molto il tuo P.S. e lo sottoscrivo completamente!
    Ciao!
    Chiara

    1. Ciao!
      Come dicevo sopra io non credo al destino, non credo che nulla succede per caso. Penso che se stiamo bene con noi stessi, se viviamo sentimenti di amore e gratitudine verso la vita, quello che abbiamo e che ci circonda, irrimediabilment otterremo piccoli o grandi premi. All’opposto, se viviamo nell’odio, se proviamo a far del male al prossimo, non penso che possiamo pretendere gioie e felicità. E in questa visione non penso che i periodi di fortuna o di sfortuna siano frutto del caso, ma piuttosto una reazione a catena dovuta ai nostri pensieri e alle nostre azioni.
      Il discorso è lungo, si potrebbe parlare per ore coinvolgendo religione, karma o solo parlando della forza del pensiero (ci sono libri e libri al riguardo). E ci sarebbero mille altri esempi da fare…
      Ma rimane una mia, possibile, chiave di lettura
      Ciao

  4. Si, si può iniziare dalle piccole cose per capire il mondo che ti circonda e cominciare a cambiarlo.
    Tutto sembra banale, indistinto, senza senso fin quando decidiamo che ogni gesto, ogni azione nostra o degli altri deve essere finalizzato a qualcosa, quel qualcosa che deve risultare sempre posistivo.
    “Viviamo immersi in infinite possibilità, alcune le scegliamo per divenatre la nostra realta.”
    Dimenticavo, grazie d’aver letto il mio post, gradirei appena possibile anche dei commenti.
    Ciao e buon viaggio ovunque!
    Giovanni

  5. Il caso è quando non sappiamo cogliere un insegnamento dal bello o il brutto che ci accade. Se abbiamo una mente libera e un cuore aperto nulla avviene per caso.
    Un sorriso ^___^

  6. Ti leggo casualmente ora e mi rispecchio…L’atteggiamento favorisce l’incontro con gli eventi, le persone che ti capitano…È mi aggrego a quest’ultima frase…se abbiamo una mente libera e un cuore aperto, nulla avviene a caso…libera da pregiudizi e aspettative, e aperti ad accogliere “l’incontro”….A me sta capitando…mi è’ già capitato!

  7. Come ti ho già detto in un altro commento, credo nello stretto rapporto fra causa ed effetto. Non credo al ‘qui e ora’, che mi sembra più una scusa figa per deresponsabilizzarsi che una vera scelta esistenziale.
    Siamo ciò che abbiamo sperimentato, nel bene e nel male. Ma siamo anche ciò che abbiamo dato e ricevuto. Conosco persone che sembrano refrattarie alle circostanze, che sembrano passare indenni attraverso le catastrofi della loro vita. Io non ci sonomai riuscita: ogni cosa mi è arrivata nel profondo e mi ha lasciato una cicatrice o una lezione da imparare.
    Quella del karma è un’idea che mi affascina. Secondo la saggezza popolare, se fai del bene ti torna indietro…magari non dalla stessa persona che hai aiutato ma da unq perfetto estraneo. Hai mai visto il film “Un sogno per domani”, con Helen Hunt, Kevin Spacey e Bon Jovi? Li si sviluppa la cosiddetta ‘teoria dei 3 favori”‘, una sorta di circolo virtuoso delle buone azioni che porta le persone che ricevono un favore a fare 3 favori ad altrettante persone in difficoltà. E’ un film che lascia il segno e che, secondo me, secondo me contiene una buona idea e parecchi messaggi positivi.
    Quanto alla sfiga e alla fortuna, purtroppo è solo col senno di poi che si può distinguere l’una dall’altra (lapalissiano). Per esempio, quand’ero ragazzina (14-15 anni) mi ero presa una fissa per un coetaneo che, però, si è messo con un’altra. Un classico. Cuore infranto, piagnistei in loop e così per qualche tempo. Sono passati almeno due decenni e quel ragazzino è diventato un uomo, si è sposato…e si è rivelato un marito non proprio modello. Quando l’ho scoperto ho capito che quella che consideravo una delle peggiori sfighe era in realtà l’inizio di importante colpo di fortuna.

    Siamo tutti su barche in mare aperto, senza mappe né bussola, e la nostra sopravvivenza dioende da come sappiamo rapportarci alle esperienze che facciamo di volta in volta.

    1. Bellissimo l’ultimo pensiero! Credo che tutto dipende da come stiamo e da come decidiamo di affrontare le cose, se stai male può essere una catastrofe perdere 10 €, se stai bene non te ne frega nulla di prendere una multa da 100€ , per fare un esempio.

      Bellissimo anche il film, è stato davvero illuminante e per u certo verso ha cambiato la mia vita, nel senso che ho iniziato a fare più del bene, piccoli gesti a sconosciuti magari, ma che fanno bene a loro e soprattutto a me: quello che diamo al mondo torna a noi!
      Sai, ho un tatuaggio sul braccio, “You Get What You Give”, e per anni ho sempre pensato che esprimesse la legge del taglione, ossia quello che mi fai io ti faccio.
      Solo molti anni dopo ho invece capito che quello che faccio io sarà fatto a me.

      Poi certo, sbagliamo tutti, ma come si dice non tutti i mali vengono per nuocere 😉

  8. Sicuramente lo stato d’animo del periodo condiziona la nostra visione delle cose…e a volte accade proprio il contrario. La sfida è trovare un punto d’equilibrio per seguire quella sorta di preghiera indiana attraverso la quale si chiede la forza di cambiare ciò che si può cambiare e di accettare ciò che non si può cambiare (non ne ho sotto mano il testo perciò cito a memoria).

    Il film è potente. È un capolavoro di crescita interiore.

    Del tatuaggio hai parlato in uno dei post che ho letto in questi giorni. Fa pensare il fatto che proprio quella frase ti abbia colpito e che tu abbia proprio – consciamente o inconsciamente? – voluto portartela addosso… Se l’avessi ricopiata su un foglio o sul blog o in una chat forse non avrebbe avuto tutto questo impatto interiore su di te…

    Già. Niente per caso. ..E non tutto il male viene per nuocere. 😉😊

    1. Sì, ho capito anche io la preghiera che intendi, e in realtà, se ci pensi, È inutile cercare di cambiare cose che non dipendono da noi.
      Ma noi sì, noi possiamo cambiare noi stessi 😉

  9. Tema molto delicato che inevitabilmente mette in campo la sfera personale poiché ci può soltanto basare sulle proprie esperienze.
    Io non ho ancora capito se e in chi o che cosa potrei credere perché la mia vita è stata segnata fin dalla nascita.
    Potrei, ad esempio, pensare di aver ereditato un karma funesto, dal momento che appena nata ho sofferto la fame per tre giorni, finché la mia poveva mamma, disperata perché piangevo continuamente, ha capito che il suo latte non aveva nutrienti.
    E poi quando all’età di 6 anni sono iniziate le molestie sessuali e a 13 sono finita per qualche anno nelle mani di un ragazzo violento che mi picchiava minacciando di uccidermi. Che cosa potevo aver già fatto di male a nei primi vent’anni di vita per meritare queste punizioni.
    E i bambini che nascono in africa al cui confronto io sono una fortunella? Sono figli di satana?
    Io non ho proprio alcuna risposta…

    1. Mi dispiace per tutto quello che hai dovuto passare, ed effettivamente le tue parole lasciano dietro molte domande senza risposta.
      Io, in base alle mie di esperienze, cerco di trovare la soluzione giusta per me, e i base ai corsi e ricorsi storici che ci sono stati nella mia vita, ho cercato di decifrare quegli indizi.
      E, in base a quelli, mi regolo…

      1. Certo, ogni vita è diversa. Comunque anch’io ho pensato che, in età adulta, certe azioni consapevoli talvolta danno frutti più o meno gradevoli…

      1. Ovvio che la pensi così, perché è così che ‘funzioni’. Le cose accadono e siamo noi che diamo significati diversi a seconda dei filtri personali. La nostra specie racconta storie fin dall’inizio, partendo da rupestre impronte di mani e via via sviluppando una peculiarità forse unica. A questo somma il meccanismo animismo + semplicismo (tutto ha uno scopo, tutto ha un perché) ed otterrai significati visti ovunque, creazioni di poemi epici fini ad arrivare, ad esempio, all’astrologia. Un qualcosa che mi affascina da sempre.

  10. Cercare di mettere in ordine, trovare un senso, connettere cause ed effetti, inserire tutto in una auto-narrazione che ci ponga al centro della storia, come protagonisti, è un’eredità genetica del nostro essere umani. Non c’è niente di male, in questo, è naturale, antropologico. E’ la quantità minima di informazione necessaria all’esistenza dell’identità. Ma alle volte si dubita, si fa un passetto oltre: allora ci si rende conto di quanto si è parziali, a quanta informazione sul conto proprio e altrui si tralascia perché non ci fa gioco, a quanti eventi la nostra percezione selettiva ha scelto e messo in risalto a discapito di altri, per rafforzare le nostre convinzioni, per un attimo baluginano i bias della percezione. Allora si esce per un poco da se stessi, ci si vede in moto nei propri meccanismi inconsci. Ed è un bene.

    1. Grazie Andrea, bello lo spunto che da il tuo commento.
      Sicuramente, in qualità di esseri viventi, abbiamo le nostre autodifese, e tra queste la parzialità dei nostri commenti e delle nostre convinzioni: lo stesso evento, la stessa situazione, può per noi rappresentare qualcosa di totalmente diverso, alla fine siamo noi a scegliere.
      Ma, come dici tu, è un bene ache guardarsi dall’esterno e, al tempo stesso, fare dell’introspezione, rivedendo le cose…

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