I nuovi Valori / The new Values

Oggi vado un po’ al di fuori dei soliti post, ma neanche tanto alla fine.

Ho trovato questa foto e penso che, purtroppo, rispecchia al 100% la situazione social attuale… e mi lascia perplesso.
E non parlo del fatto che sulle centinaia di pagine di fotografia su FB (dove ho smesso di pubblicare) una foto fatta male e con un cellulare, ma che ritrae una donna seminuda, riceva più likes di tante belle foto di paesaggi, arte, o animali.
I likes sui social lasciano il tempo che trovano, almeno per me e a parte soddisfare il bisogno innato di essere accettati, non ne vedo l’utilità.
Ma io ho 44 anni e so come gira il mondo…

Il “problema” è che ho una figlia, di 3 anni, che in un batter d’occhio sarà teenager…
Io posso fare di tutto per farle capire la realtà delle cose, che essere è più importante che apparire, che non è l’essere accettati da gli altri a renderci migliori o felici, ma è il conoscere se stessi, l’accettarsi, il piacersi nonostante tutto e tutti!
Ma se il mondo gira a questa maniera, se la mia voce si perde nel grido super-amplificato dei socials che sempre più governano la nostra vita… che strada seguirà?

Sono questi i soli valori importanti adesso?
Basta veramente essere belli, provocanti o addirittura solo mostrare un culo e un seno per piacere e piacersi?

PS
Per curiosità ho fatto un giro su TikTok, l’ultima piattaforma per adolescenti… dategli uno sguardo e, se avete figli, riflettete e giudicate voi…

Today I go a bit off-topic, but not even so much at the end.

I found this photo and I think, unfortunately, it reflects 100% the nowadays life on socials… and leaves me perplexed.
And I am not talking about the fact that on the hundreds of pages of photography on FB (where I stopped publishing) a photo made badly and maybe taken by a mobile phone of a half-naked woman receives more likes than many beautiful photos of landscapes, art, or animals.
The likes on social are quite useless, at least for me, and apart from satisfying the innate need to be accepted, I don’t see their importance.
But I’m 44 and I know how the world goes…

The “problem” is that I have a 3-year-old daughter who will be a teenager in the blink of an eye …
I can do everything to make her understand the reality of things, that being is more important than appearing, that it is not being accepted by others to make us better or happy, but it is knowing ourself, accepting ourself, enjoying oureself despite everything and everyone!
But if the world turns in this way, if my voice is lost in the super-amplified scream of the socials that increasingly govern our life … which path will she follow?

Are these the only important values ​​now?
Is it really enough to be beautiful, provocative or even just show an ass and tits for pleasure others and ourself?

PS
Out of curiosity I took a ride on TikTok, the new popular platform for teenagers … take a look and, if you have children, reflect and judge yourself …

22 pensieri su “I nuovi Valori / The new Values

  1. allora io credo che, per fare in modo che la tua voce di genitore non si perda tra le mille voci urlanti dei social, sia utile educare a essere critici. lungi da me dire come educare un figlio ma la cosa che a me è stata utile è crearmi una mia voce critica personale dove, di fronte a degli interrogativi, rispondevo con le mie idee sul mondo e con i miei valori. credo questo possa salvare tutti dall’esibire immagini di sé che non corrispondono a come siamo in realtà.
    poi per i likes riguardanti foto di paesaggi, dipinti ecc non posso che essere d’accordo con te: non sono di interesse nei social dove la cosa più importante è esibire se stessi come dei prodotti pronti al consumo. grazie per la tua riflessione.

    • Ciao Alessandra e grazie del tuo spunto prima di tutto.
      In un film, non mi ricordo quale, dicevano di come sia strano che per fare ogni cosa abbiamo bisogno di licenze, attestati, corsi e documenti e di come nessuno ci insegni ad essere genitori… Alla fine ognuno cerca di fare il suo meglio e, sicuramente, ognuno finisce con il fare i propri sbagli. Sicuramente cercare di infondere la sicurezza ai prorpi figli, soprattutto in questo contesto, è importantissimo e, come te, la capacità di scegliere e domandarsi quale possa essere la risposta giusta. Cercherò, cosa che ho fatto da sempre, di insegnarle che quello che la farà stare veramente bene dovrà essere quello che dovrà inseguire, anche se fosse contrario a tutto quello che il mondo attorno dice. Spero di riuscirci, chissà…
      Grazie ancora per lo spunto 🙂

      • sono d’accordo con te. per amare o fare tutto con amore ci vuole immenso coraggio. non sempre siamo capaci di avere il coraggio e anche il coraggio di amare. perché amare significa rinunciare a portare una maschera e cedere una parte del potere di sé sulla persona che si ama. ecco perché è così difficile.

      • Mi unisco alla preoccupazione di genitore e anche io, sebbene la mia pulcina abbia meno di due anni, sto cercando di seguire la strada del ragionamento. Penso o forse spero, che insegnandole a capire il perché delle piccole cose, impari ad usare la logica per ogni situazione. Ovviamente sarà più complicato quando durante l’adolesenza tutta una serie di nuove emozioni e paure prenderanno il sopravvento, ma, meglio fare un passetto per volta. Per quanto riguarda la storia dei like…condivido a pieno e mi auguro, che come tutte le mode, presto incontri il suo declino.

      • Da genitori è una bella preoccupazione, anche perché non oso immaginare come sarà il mondo frÀ una decina d’ani quando le nostre bambine, la mia ne ha tre e mezzo, inizieranno forse il loro periodo più complicato e importante, ossia l’adolescenza. Il mondo va a vanti e cambia velocemente, spero solo che noi riusciamo a stare al passo co i tempi e che, nel frattempo, facciamo del nostro meglio per preparare le piccole ad affrontare la vita.
        Speriamo di riuscirci e speriamo in un cambio di tendenza …

  2. Concordo pienamente. Anch’io, forse, sarò una persona utopica perché confido in un’inversione di marcia dove conta l’interiorità di una persona e non l’esteriorità.
    Chissà se abolissero i “like”…

  3. Penso che per certe persone sia difficile cambiare, perchè soffrono di una vera e propria dipendenza dai like, cercano continue conferme e… non è mai abbastanza. Se dipendesse da me, i social chiuderebbero, l’unica foto che ho in rete è quella del profilo, pubblicata dopo anni di blog. Non amo essere fotografata né essere al centro dell’attenzione, si va da un estremo all’altro… ma tra i due estremi preferisco il secondo. Non vorrei essere ripetitiva, ma tra un palestrato con la zucca vuota :/ e un bel tramonto… beh… ce ne corre, secondo me.
    Sì, le cose dovrebbero cambiare… devono cambiare.

    • Diciamo che la voglia di apparire c’è sempre stata, e conn questa quella di essere accettati… ma adesso è più facile e per questo crea falsi miti e dipendenza.
      E non tutti preferiscono il tramonto, purtroppo…
      Ma noi cerchiamo di cambiare le cose 🙂

  4. Ciao Manuel,
    finalmente un uomo che lo dice! Premesso che piace anche a me una BELLA foto di una (bella) donna, nuda o vestita elegantemente, non ne posso piu’ di vedere ovunque (almeno su internet, ho buttato via la televisione 14 anni or sono) foto di tette e culi, piu’ raramente gambe ne’ di sentire commenti di maschi riguardo a tutte quelle che passano per strada (da che mi ricordi di quand’ ero piccola e ascoltavo i commenti di chi era piu’ grande di me e poi anche dei coetanei: sono sempre gli stessi argomenti! Mi sono fermata ad un passo dal guardare anch’ io tette e culi con lo stesso occhio dei maschi, tanto mi ha condizionata l’ insistenza ripetitiva dei loro commenti). Riguardo ai figli, per me e’ essenziale che un genitore sia presente, offrendo un esempio valido e stabile da seguire, senza imporsi “contro” altre proposte che vengono dall’ esterno. Citando sua maesta’ Ranja di Girodania “you don’t kill a bad idea with a bullet, but with a better idea”. Ho un figlio adolescente, da sempre cerco di insegnargli ad usare la sua testa e ad essere critico, a non credere a qualcosa senza averci ragionato sopra, nemmeno se glielo dico io: riconosco davanti a lui la mia fallibilita’ di persona e i miei limiti, ho sempre da imparare, soprattutto da lui. Per cercare di staccarlo dal computer gli propongo altre cosa da fare insieme a me, che – a parte lo sbuffo iniziale per definizione – poi gli interessano. Se io accetto mio figlio per quello che e’, lui non avra’ bisogno di essere accettato e apprezzato dal resto del mondo (cosa che, comunque fa piacere a chiunque: ma c’e differenza tra desiderare qualcosa e averne bisogno a tutti i costi). La tua voce di genitore e’ unica ed essenziale per tua figlia: le cretinate dei social passano e vanno, le idee solide di un genitore restano, chi non puo’ fare affidamento su genitori affidabili, cerca idee a cui appigliarsi altrove (social, correnti di pensiero, religioni…). questi sono solo spunti di riflessione, lungi da me dare consigli o pontificare sul mestiere di genitore 🙂

    • eh, sicuramente il ruolo di genitore non è facile per nessuno, ma sono perfettamente d’accordo con te quando dici che siamo noi ad insegnare loro ad accettarsi. Almeno lo spero, ci proviamo.
      Certo, rimane difficile perché, appunto, la nostra è una piccola voce in un mondo che strilla il contrario. Ma se quella voce entra dentro i nostri figli, saprÀ suggerire loro la strada da seguire…

  5. Pingback: Instagram: non farlo! / Instagram: don’t do it! | Manuel Chiacchiararelli

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