La Svezia non è il Paradiso / Sweden is not Heaven

Spesso, parlando con la gente, quando vengono a sapere che da circa un ventennio, ormai, vivo in Scandinavia, rimangono affascinati.
Quando poi preciso che da 10 anni vivo in Svezia, solitamente sembrano quasi invidiarmi e, quasi tutti, mi dicono:

“Ah, che bella che deve essere la Svezia, eh? Lì sì che si deve stare bene!”

Sì, in Svezia si sta bene… per alcune cose, e si sta male per altre, come dappertutto.
Ma la Svezia non è quel paradiso, o almeno non lo è più, che si vuole tanto credere e decantare.

Premetto che il principale motivo per cui sono qui è per vivere e godere delle meraviglie che la Natura svedese sa offrire, la vastità di territori ancora selvaggi (anche se vivo in una delle zone più popolate) e la possibilità di avvicinare una fauna selvatica numerosa, ricca e varia.
Per il resto apprezzo molto la quasi nullità della burocrazia che, per esempio, invece affonda l’Italia.

Ma negli ultimi anni ho visto un peggioramento, netto, di tante cose, tra cui il “famoso” modello di welfare svedese che inizia a fare acqua, soprattutto per quanto riguarda la sanità e l’assistenza sociale agli anziani; e poi c’è l’aumento della criminalità.

Se parlerò degli altri problemi un’altra volta, parlando magari anche delle differenze sociali che dovrebbe prendere in considerazione chiunque pensi di trasferirsi in Svezia, oggi voglio affrontare quest’ultimo problema.

Per farvi capire che non viviamo proprio in un paradiso, nelle ultime due settimane ho raccolto un po’ di notizie su quello che succede a Malmö:

28 maggio: 4 macchine incendiate
31 maggio: 13enne rapinato e picchiato
1 giugno: Donna violentata a Lindängen
3 giugno: Tentato omicidio
3 giugno: Furto durante partita di calcio, spogliatoi saccheggiati
3 giugno: Ore 18:30, sparatoria in periferia
4 giugno: coppia anziana rapinata in pieno giorno a Limhamn (fino a poco tempo fa zona “buona della città”
5 giugno: 70enne rapinata e picchiata nella sua villa
6 giugno: Omicidio per colpi di arma da fuoco in pieno centro
6 giugno: Rapina con accoltellamento in un locale
7 giugno: Colpi di arma da fuoco contro un appartamento
8 giugno: Gravi risse e colluttazioni a Möllan
9 giugno: Incidente stradale con successivo furto di macchina
10 giugno: Sparatoria della polizia contro individuo sospetto alla stazione centrale di Malmö, ore 10:10 am. Possibile presenza di esplosivo e intervento degli artificieri
10 giugno: Sparatoria ore 13:15, 20enne deceduto
10 giugno: Sparatoria ore 21:00, due 20enni feriti
11 giugno: 2 esplosioni nel cuore della notte, una a Rösengård, l’altra contro un night club in pieno centro, appena dietro il municipio.

Adesso, tralasciando magari gli episodi di microcriminalità, il dato allarmante, secondo me, sono le continue sparatorie ed esplosioni.
C’è chi dice che Malmö è una città vivibilissima, anche la sera, e che non c’è da preoccuparsi perché siamo nella media Europea, anzi forse un pochettino sotto. E poi, aggiungono altri, finché si ammazzano tra di loro qual’è il problema?

Trovo questa indifferenza allarmante, forse quanto l’aumento della criminalità, ma in Svezia vige un senso di omertà e, alcuni discorsi, sono tabù.

Qualche settimana fa, l’ambasciata svedese in Italia si è sentita in dovere di smentire un servizio del TG2, facendo però delle precisazioni. Il servizio riguardava le cosiddette “no-go-zones” ossia quelle zone della città dove la polizia fa fatica o è addirittura impossibilitata a lavorare.
Ci fu anche un servizio de la7 circa due anni prima, senza alcuna smentita da parte della stessa ambasciata, così come non ci furono smentite da parte dell’ambasciata svedese in Inghilterra per alcuni servizi della BBC al riguardo, o di quella in Russia per un servizio della RT.
Gli altri, al di fuori, ne parlano, mentre in Svezia si cerca di nascondere, negando spesso l’evidenza quando, proprio pochi giorni fa, la stessa polizia svedese ha rilasciato la nuova lista delle 60 zone pericolose, quelle che loro non chiamano “no-go-zones”, ma aree vulnerabili.

Ma di queste situazioni si cerca di non parlarne e, anzi, si cerca di dare meno informazioni possibili su quanto succede, per evitare di creare “razzismo”.
In pratica: in Svezia non è possibile sapere che il clan Tizio è in lotta contro il clan Caio; in Svezia non è possibile sapere di quale clan faceva parte il 20enne ammazzato ieri; in Svezia non è possibile sapere il perché le violenze sessuali, soprattuto quelle di gruppo, sono aumentate del 5-6% negli ultimi 10 anni (lo scorso hanno ci sono stati 22500 reati sessuali di cui 7960 registrati come stupri)
Si vive continuando a fare finta di nulla con quella diffidenza allarmante tipica degli svedesi, e non solo, del “fino a quando tocca agli altri…”.

Io, invece, mi sto preoccupando e non poco, visto che alcune sparatorie sono successe anche vicino casa, o in pieno centro e in pieno giorno, in luoghi dove io sono passato più volte con il passeggino. O visto che sarei potuto passare davanti ai locali che hanno fatto saltare più di una volta nel salottino buono di Malmö (Lillatorg).

Saremo anche nella media Europea, ma questo non vuol dire che ce ne dovremmo fregare, che dobbiamo aspettare di arrivare a dover mettere anche noi le sbarre alle finestre. Ad aver paura ad andare in giro la sera, soprattutto in inverno quando dopo le 18:00 c’è già il coprifuoco, già ci siamo arrivati.
Cosa dobbiamo aspettare ancora?

E comunque, sempre secondo me, questa non è la visione che ho io del paradiso.
Non so voi…

Often, when talking to people, when they got to know that I have been living in Scandinavia for about twenty years now, they remain fascinated.
When I then say that I have been living in Sweden for 10 years, they usually seem to envy me and almost all of them tell me:

“Ah, how beautiful Sweden must be, eh? It must be a Paradise!

Yes, in Sweden life is good … for some things, and it’s bad for others, like everywhere.
But Sweden is not that paradise, or at least it is no longer, that people want to believe and magnify so much.

I state that the main reason I am here is to enjoy the wonders that Swedish Nature can offer, the vastness of still wild territories (even if I live in one of the most populated areas) and the possibility of approaching a large amount of wildlife.
For the rest, I very much appreciate the almost nullity of the bureaucracy that instead sinks Italy, , for example.

But in recent years I have seen a worsening of many things, including the “famous” Swedish welfare model that is starting to crash, especially about the healthcare and social assistance for the elderly; and then there is the increase of crime.

I will write about other problems another time, maybe even talking about the social differences that should be taken into consideration by anyone thinking of moving to Sweden; today I want to tackle this last problem.

To make you understand that we do not live in paradise, in the last two weeks I have gathered some news about what happens in Malmö:

May 28: 4 cars burned
May 31: 13 year old kidnapped and beaten
June 1: Woman raped in Lindängen
June 3: Attempted murder
June 3: Theft during a soccer game, looted dressing rooms
June 3: 6.30pm, shooting in the suburbs
June 4: elderly couple robbed in full day in Limhamn (until recently “good” area of the city)
June 5: 70 year old kidnapped and beaten in her villa
June 6: Murder by gunshots in the center
June 6: Robbery with stabbing in a restaurant
June 7: Gunshots against an apartment
June 8: Serious fights and scuffles at Möllan
June 9: Road accident with subsequent car theft
10 June: Police shooting against suspicious individual at Malmö central station, 10.10 am. Possible presence of explosives and bomb squad intervention
June 10: Shooting at 13:15, 20 year old deceased
June 10: Shooting at 21:00, two 20 year old injured
June 11: 2 explosions in the middle of the night, one in Rösengård, the other in a night club in the center, just behind the town hall.

Now, leaving out perhaps the episodes of petty crime, the alarming data, in my opinion, are the continuous increment of shootings and explosions.
There are those who say that Malmö is a very liveable city, even in the evening, and that there is no need to worry because we are in the European average, indeed maybe a little bit below. And then, they add others, until they kill each other, what’s the problem?

I find this indifference alarming, perhaps as much as the increase in crime, but in Sweden there is a sense of silence and, some speeches, are taboo.

A few weeks ago, the Swedish embassy in Italy felt compelled to deny a TG2 (Italian news) report, but made some clarifications. The report was about the so-called “no-go-zones”, those areas of the city where the police are struggling or even unable to work.
There was also a La7 report (other Italiana media) about two years earlier, without any denial from the embassy itself, just as there were no denials from the Swedish embassy in England for some BBC reports in this regard, or from the one in Russia for a RT report.

The others, outside the country, talk about it, while in Sweden they try to hide, often denying the evidence when, just a few days ago, the same Swedish police released the new list of the 60 dangerous zones, those which they don’t call “no- go-zones ”, but vulnerable areas.

But swedes try not to talk about these situations and, on the contrary, they try to give as little information as possible about what happens, to avoid creating “racism”.
In practice: in Sweden it is not possible to know that the X gang is fighting against the Y gang; in Sweden it is not possible to know of which gang was member the 20 year old killed yesterday; in Sweden it is not possible to know why sexual violence, especially group violence, has increased by 5-6% in the last 10 years (last year there were 22,500 sexual crimes, of which 7960 registered as rape)
We live by continuing to pretend nothing happened with that alarming distrust typical of the Swedes, and not only, of “until it’s happening to the others …“.

On the other hand, I am worrying and not a little, because some shootings have happened even near where I live, or in the center and in broad daylight, in places where I have spent several times with my daughter in the stroller. Or since I could have passed in front of the nightclubs which was bombed more than once in the best square in Malmö (Lillatorg).

We will also be in the European average, but this does not mean that we should no care about crime, that we have to wait until we have to put the bars on the windows; To be afraid to go around in the evening, especially in winter when the curfew is already after 18:00, we are already there.
What should we wait for?

And anyway, in my opinion, this is not the vision I have of paradise.
I don’t know about yours …

16 pensieri su “La Svezia non è il Paradiso / Sweden is not Heaven

      • Sono d’accordo.
        Forse è esterofilo chi soprattutto non viaggia e non vive il luogo, ed è facile pensare subito “l’erba del vicino è sempre più buona”.
        È davvero un peccato essere abbandonati da chi dovrebbe meglio proteggerci, come è un peccato l’omertà, l’egoismo e l’indifferenza.

  1. Oh, Manuel. I’m REALLY sorry to hear about what you spoke of. I’d absolutely LOVE to engage a LONNNNNG dialog about this (anything social regarding humans beings I FIND ABSOLUTELY FASCINATING), BUT I would not be appropriate for this forum; time and space would inhibit.

    I will point out this: What you say sounds very much like what is going on in America right now. If you watch or listen to American politics, it sounds very much the same except for maybe…”fewer” actual terrorist attacks.

    Please pardon me, but I want to make one specific point, and then I won’t say anything more about it, and I’m sorry for taking up space and time.

    Between capitalism and Socialism, Each of our primary political parties ALWAYS struggle to check and balance each other. This in mind, one of our most heated debates that has gone on for a REALLY long time is “Gun Control.”

    Our SECOND amendment of our US Constitution (Second infers IT’S BEEN AROUND SINCE THE BEGINNING OF OUR NATION) states “A well regulated Militia, being necessary to the security of a free State, the right of the people to keep and bear Arms, shall not be infringed.”

    PERSPECTIVE: Our nation is founded on the premise to be FREE FROM TYRANY. Part of this Amendment implies that our citizens are expected defend the nation for outside Tyranny. The other half was in consideration of our founding father’s in light of human nature and repeated history, so this constitutional LAW make provision to protect ourselves FROM OUR OWN GOVERNMENT SHOULD IT DECIDE TO TRY AND REMOVE OUR FREEDOMS AND SECURITY FROM ANY THREAT THAT INHIBITS FREEDOM BY THE NATION’S GOVERNMENT. THEY KNEW that government may find itself trying to do take away freedom. Human Nature is a conundrum.

    In America, we find that the more liberal/socialistic a state is that has anti-gun laws then the more guns are found to commit gun related crimes because the people can’t defend themselves but EVIL doers have no inhibition to this…evil is evil and will do what evil does. At the core, ALL EVIL does one singular thing: steals a person’s choice; murder being the ultimate theft of choice, but so is rape, child molestation, theft, kidnapping…anything that steals a choice.

    Less (but not absent of) socialism has less crime because an evil doer never knows if his target is packing a gun and he’ll have his head blown off for trying to take a choice (as described above).

    It’s very interesting, and this is just one single consideration within a free society.

    Sorry for the long response…I LOVED YOUR ARTICLE! Thank you for letting me say this…and if it is too long, then don’t post it and know it is meant only for you.

    PEACE

    • Thanks Ian

      and you are right, it’s not this the place.
      And I also would not like to talk about politics, in general I try to avoid those arguments, because they will never end and often they degenerate in accusations and offences.
      I just felt to write “my truth” about Sweden because a lot of people they are never been here and they believe based on reports or friends. And As we know that can’t always be the truth 😉
      Take care!

      • In deed. I didn’t mean to offend. I hope I didn’t (I’d be embarrassed).

        In Sweeden, that culture has it’s many truths. In other countries…they have Truths there, too…but ultimately the “Human Truths” are all the same.

        What opposes between Truths…each side is a sovereign truth.

        Of what creates and fosters harmony: Sharing truths and accepting they are real, valid…worthy to consider to make truths…more universal….I think, and hopefully better as we get to our future.

        I hope I didn’t offend. I would never mean to, but thanks for your article. It was super good. I really loved reading it.

      • No no, don’t worry Ian, you didn’t offend me at all, I really appreciate your input! And thanks for that!
        About ““Human Truths” are all the same” I think it’s part of the globalisation, unfortunately we are not looking at the right examples, but at what is better for economy and personal purposes.
        Long topic, better leave 😉

        We can just try to do everything possible, in our little, to express and share love and kindness, it can be a change for the better.

        Thanks again for always interesting comments 😉

      • When I read your article, it made me mad to realize that what we know here of Sweeden is actually in our news and media feeds and it IS INFURIATING!!! SWEDEN is known here for it’s peacefulness, cooperative structure and social support.

        It is INFURIATING to see something beautiful be torn down. I mean that.

        My response was not in the most peace loving state. I just hate to see beauty marred.

        I’ve worked with two Swedish nurses in my career…and They LOVED their country! This was before all that is happening there now.

        Again, I am so sorry to hear about what is happening there. I am part Scandinavian (though you’d never know it really by looking at me). LOL…

        Peace. I am so glad I didn’t offend. I am now also unhappy about being infuriated by all the violence and suffering we see in our world. It IS escalating, but I do PRAY always for peace!

        Love in Spirit

    • Senz’altro, ma penso che se si può arginare l’essere umani, o meglio, se non si prendono ad esempio le medie europee per dire che tanto va tutto bene, anche se c’è stato un peggioramento incredibile negli ultimi anni, magari si potrebbe aspirare al meglio invece che al peggio 😉

  2. Ho scoperto da poco il tuo blog e letto solo ora questo post. Condivido il tuo pensiero: la Svezia non è il paradiso. Ho vissuto 16 anni in Svezia e l’anno scorso (2018) ho fatto il grande passo e l’ho lasciata. Dico sempre che l’unica cosa che mi ha fatto sopravvivere e resistere tutti quegli anni in Svezia è stata la natura. Più gli anni passavano più mi rendevo conto che la facciata che la Svezia cerca di mantenere nascondeva verità scomode da mostrare, di tutte le regole non scritte da rispettare, di come in un Paese dove tutti hanno la libertà di dire e fare l’unico modo di sopravvivere è quello di dire e fare cose banali senza mai discostarsi dalla massa, senza mai avere opinioni contrarie e soprattutto senza mai dire la verità quando questa è scomoda, in tutti ”i settori” della vita, al lavoro come nelle relazioni private, bara bra, tack! Di come i problemi e conflitti non vengano affrontati, bara bra, tack! Di come sanità, trasporti e scuola non funzionino come dovrebbero. Ho iniziato a riflettere sul fatto che non c’è via di uscita, si invecchia, e mi sono domandata se vivere da anziana nella società svedese, con la sanità svedese, fosse quello che veramente volevo! È vero, sì, c’è la natura, ma quando uno, da anziano, si ritrova in una casa di riposo con la necessità di un rullatore per muoversi e fuori c’è buio, pioggia/neve/ghiaccio, freddo per gran parte dell’anno allora forse la natura non mi aiuterà più a sopravvivere. Ho deciso di lasciare la Svezia quando ancora ero in tempo e avevo le forze per farlo.

    Vivo da un anno e poco più in un posto caldo, con sole, gente aperta e disponibile verso il prossimo. Quando vivevo in Italia non mi rendevo conto di quanto queste cose fossero importanti, facevano parte della vita di ogni giorno, le davo per scontate. Poi la Svezia e gli svedesi entrarono nella mia vita ed io aprii gli occhi. È vero, avere a che fare con la burocrazia qui non è il massimo e si combatte con continue attese e ritardi ma si ha tutto il resto, tutto quello per cui vale la pena vivere, inclusa la natura.

    E se mai avrò la fortuna di invecchiare e di farlo in buone condizioni, sia fisiche che mentali, allora spero che tremolante ancora ricorderò dei miei anni in Svezia e che durante una calda giornata invernale sorriderò baciata dal sole consapevole che lasciare la Svezia sia stata una delle migliori scelte fatte nella mia vita.

    • Ti capisco perfettamente, sono 10 anni che vivo in Svezia, più quasi 9 prima in Danimarca e, da tempo, ho cambiato la mia opinione al riguardo del così rinomato paradiso scandinavo.
      La Svezia è un paese immenso ma comincia ad andarmi stretta per molti versi e se non fosse per la Natura la avrei lasciata da tempo.
      Come tu dici, e come ho potuto notare con molti dei miei ospiti dei tour inn Natura, la Svezia riesce a mostrare una parvenza di perfezione lontana anni luce dalla realtà e, purtroppo, sembra che stiamo irrimediabilmente scivolando sempre più in basso.
      E questo proprio perché gli svedesi non amano esporsi, non amano prendere posizione, non amano discutere, ma mantengono sempre quella posizione politicamente corretta e neutrale che mi fa imbestialire.
      E poi manca l’inventiva, la spontaneità, l’emozione…
      Pensavo di essere diventato, invecchiando, timido e introverso: l’anno scorso, durante i miei 52 giorni di trekking in Italia mi sono reso conto che ho invece solo vissuto troppo a lungo in Scandinavia e di quanto mi mancasse la gente, il calore, la disponibilità a fare due chiacchiere e ad aiutare gli altri.
      L’essere persone, con tutti i pregi e difetti che vuoi, per carità, ma non robot che vanno avanti in automatico tutta la vita.

      Hai fatto bene ad andartene, ti capisco benissimo.
      E penso che lo farò anche io, fra qualche anno magari.
      Perché qui proprio non ci voglio invecchiare…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...