Sulle tracce di Wandering Italia / Retracing Wandering Italia (2)

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Nella seconda tappa del mio ripercorrere le tracce di Wandering Italia, ho deciso di ritornare in quei luoghi che hanno avuto su di me un impatto emotivo immenso, decisamente non solo per la bellezza dei paesaggi.

Sono partito da Roma in mattinata, direzione Lago di Campotosto.
All’inizio, inutile dirlo, è stata Sua Maestà il Gran Sasso a farla da padrone: questa volta, grazie al tempo a disposizione e alla fantastica giornata di sole, ho avuto sia la possibilità di costeggiare interamente il lago per trovare gli scorci più belli, sia di avere quella visuale che, causa brutto tempo durante il mio passaggio primaverile, mi era stata negata.
Mi sono fermato anche a salutare la proprietaria dell’albergo dove mi aveva fatto la sorpresa la mia famiglia, ed è stato un piacere per entrambi ritrovarsi e fare due chiacchiere.

Sono poi sceso ad Amatrice, dove, purtroppo, non sono riuscito a vedere le persone che avrei voluto incontrare, così come ad Accumoli non ho trovato Pasquale. Mi è dispiaciuto molto non poterle salutare, visto il caro ricordo che ho di loro, per il tempo trascorso insieme, durante il quale mi sono beato dei loro racconti. Inoltre, avrei desiderato avere notizie approfondite circa la ricostruzione post terremoto, anche se…guardandomi intorno, ho constatato che nulla è mutato dal giorno del mio passaggio.
Ho proseguito allora verso Castelluccio, salendo da Arquata e attraversando frazioni e paesi che, purtroppo, sono ancora interamente rasi al suolo. Si passa tra cumuli di macerie e case sventrate, dove sono ancora visibili le tracce di una vita quotidiana spazzata via in un attimo. Alcune case sono ancora in piedi e abitate, come a voler ricordare che la vita, anche se a pochi metri si è fermata per sempre, deve andare vanti comunque e nonostante tutto.

Arrivo a Forca di Presta e mi affaccio verso la Piana di Castelluccio: qualche foto al paesaggio innevato, un incontro speciale (che racconterò in un altro post), e poi sono risalito in paese.
Ho trovato alcune novità: prima di tutto la rimozione delle macerie dalla parte centrale del paese (ancora zona rossa) è ancora in atto e sembra che, anche se sono passati 7 mesi, poco sia stato fatto da allora; ma questa volta ho trovato “Frankie”, e gli altri, a lavorare e intrattenere i tanti turisti, non più nei loro caravan e baracchini di fortuna, ma in casette prefabbricate.
Ma le cose non vanno per niente bene. c’è ancora tanto da fare, e ascoltando ancora i loro sfoghi, ho avuto, anche questa volta, la sensazione di incontrare persone lasciate in balia di loro stesse: i bagni, gli unici, sono inagibili causa neve, e i pochissimi residenti stanno ancora aspettando – DA 29 MESI! – le loro 8 casette.
A Castelluccio, d’inverno, la temperatura scende abbondantemente sotto lo zero…che vogliamo fare? Ci ricordiamo di Amatrice e Norcia solo sotto le feste di Natale e poi torniamo a fare finta di nulla?

Come possibile immaginare è stato un ritorno dal retro gusto amaro: se da una parte mi ha fatto tanto piacere ritrovare e chiacchierare con alcune persone che hanno significato tanto per me durante Wandering Italia, dall’altra rimane la tristezza nel vedere questi fantastici posti ancora in ginocchio.
Anche questa volta, per rispetto, ho evitato di fare foto alla distruzione lasciata dal terremoto, ma credetemi, andate a vedere per capire di cosa sto parlando…
Non mi stancherò mai di dirlo: se potete, passate da quelle parti, fatevi un giro e andate a comprare qualcosa, anche piccola, o portate anche solo un sorriso…ne hanno veramente bisogno!

Se questo racconto vi è piaciuto e volete sapere di più sul progetto Wandering Italia 2018,
cliccate qui per accedere al sito interamente dedicato!

 

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On my second stage retracing Wandering Italia, I decided to go back to those places which had a huge emotional impact on me, definitely not only for the beauty of the landscape.

I drove from Rome in the morning towards Campotosto Lake.
At the beginning everything has been only about the astonishing view over the imposing Gran Sasso, and luckily I had the time, and a fantastic weather, to find the better spots to enjoy the view and take pictures.
I then stopped to greet the lady at the hotel where my family made me a surprise coming and visiting me during the trip, and it has been a pleasure to meet again and have a chat.
Then I drove towards Amatrice where, unfortunately, I couldn’t find those people I wanted to meet again, and later on, in Accumoli, even my friend Pasquale wasn’t there. I was very sad because I have such great memories with this people and the time we spent together, and I wanted to know if things are getting better now, even if looking around, it didn’t look so.

So I drove forward, towards Castelluccio, passing by Arquata and some small villages, which are still completely destroyed: the road goes trough high piles of rubble and gutted houses where is still possible to spot pieces of that daily life which was erased in a moment. Some house are fine and people live there: the life goes on, despite everything…

Then I reached Forca di Presta and so the plateau of Castelluccio: I stopped for some pictures to the snowy landscape, I had an amazing encounter (another article on that will follow) and then I arrived at the village.
I found some news: first at all, the removal of the rubbles is still on and not much seems has been done since May, 7 months ago; but this time I found Frankie, and the others locals, working entertaining the tourists not anymore in caravans but, finally, in prefabricated small houses.
But there is still a lot to do and, listening to their stories, I had again the impression that this people has been left completely alone, forgotten: the public bathrooms, the only ones, are out of order because of the snow, and who is left here is still waiting – SINCE 29 MONTHS! – the 8 prefabricate houses to move in (most of them still live in caravans).
In winter the temperature in Castelluccio drops often below zero: what do we want to do? Do we think about them only during the Christmas holidays because of the reports in the news? Or should we do something to help this people for good, all year around??

Once again it has been a sour experience: if I was happy to meet again people who meant so much to me and to Wandering Italia, on the other end it has been painful to see these places and this people still on their knees.
Also this time, out of respect for this people, I didn’t want to take picture of the damages and destruction that the 2016 earthquake left behind. I can just say it’s incredibly painful and almost unbelievable if you don’t see with your own eyes.
I will never get tired to send my message: if you can, please go to those places, go there and meet the people, help them buying even small things or just bringing them a smile…
They really need it!

If you like this story and you would like to know more about the Wandering Italia  Project
click here to go to the site!

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