La Possibilità di Scegliere / The Possibility to Choose

(ENGLISH BELOW)

Questa mattina mi sono svegliato tardi: ieri sera ho dimenticato di rimettere la sveglia e così ho dormito qualche ora in più.
Mi sono svegliato comunque contento, e riposato (probabilmente ne avevo bisogno) e ho riveduto la mia giornata: niente allenamento, recupero domani; magari invece di prendere l’autobus, accorcio la strada così almeno faccio qualche km a piedi.

Così, cambiando itinerario, mi accorgo di camminare lungo la stessa strada che prendevo fino ad un anno fa per andare a lavorare. E come se “dovessi” passare di lì, mi accorgo che lungo quel tragitto avevo tralasciato dei pensieri, buttati li per caso, e che era forse arrivato il momento di tornare a raccogliere.

Come è cambiata la mia vita in un anno? Quanto?

Ancor prima di darmi delle risposte, che comunque già conosco perché le sento piacevolmente dentro di me, ho un flash-back improvviso e, per un attimo, torno indietro nel tempo.

Sono su quella strada, ogni giorno più dolorosa e opprimente. Mi sento giù e mento a me stesso dando la colpa al tempo, alla pioggia, al vento, al vino che ho bevuto la sera prima, come tutte le sere, per dare senso ad un altro giorno e per non dover convivere con le domande che dovrei farmi e risposte che dovrei darmi.
La verità è che sto andando a buttare tempo in quel posto di merda, a fare cose per cui, alla fine, non ho alcun interesse né soddisfazione se non per quei soldi che porto a casa a fine mese; sto andando a passare del tempo con persone che altrimenti mai frequenterei in vita mia; sto andando a stressarmi per conto di qualcun altro, sto andando a prendere frustrazioni e insoddisfazioni…
Sto facendo quello che “tutti” fanno e che tutti ti dicono di fare eppure non sono contento: sento solo che sto andando a sprecare un altro giorno della mia vita…

Per un attimo, come se fossi davvero tornato indietro nel tempo, sento una fitta al petto e torna quella rabbia di sentirmi incatenato che si mescola subito alla depressione del non vedere alcuna via d’uscita: cerco appigli, qualcosa che mi possa aiutare, ma neanche l’idea di mia figlia e di tornare a casa da lei fra poche ore, riesce a cambiare il colore cupo dei miei pensieri.

È un attimo, seppur intenso e destabilizzante, poi mi scrollo di dosso e lascio in quel posto quei maledetti pensieri e sensazioni di ieri…

È passato un anno e tutto è cambiato, e questa mattina ne è la prova.
Non sono ancora un uomo libero (e forse non lo si è mai veramente visto che la società allunga sempre i suoi tentacoli per evitare che uno si possa allontanare troppo), ma oggi mi rendo conto di avere una cosa importantissima che non avevo allora: oggi ho la libertà di scegliere!

Siamo nati con il libero arbitrio, ci hanno detto: non dovrebbe essere quindi una cosa normale fare delle scelte? E allora perché il rendermi conto di poter scegliere ha un sapore così nuovo ed entusiasmante?

Perché, in realtà, difficilmente possiamo scegliere veramente e dobbiamo invece attenerci agli obblighi che abbiamo assunto con la società e con gli altri.

Dobbiamo andare a lavorare e per questo dobbiamo andare a dormire e svegliarci a ore stabilite.
Dobbiamo fare cose che non ci piace fare.
Dobbiamo passare del tempo con persone con le quali non passeremo neanche un minuto se ne avessimo la possibilità.
Dobbiamo stressarci per conto di qualcun altro e quel qualcun altro è la persona che in un certo senso gestisce la nostra vita: da lui vengono i nostri soldi a fine mese e quindi quanto possiamo spendere, cosa possiamo comprare, cosa possiamo vestire, mangiare, guidare, dove possiamo andare in vacanza.
Dobbiamo andare a sprecare il nostro tempo in qualche posto dove non vorremmo stare.
Dobbiamo dimenticarci di quello che ci rende felici e che vorremmo fare veramente, in previsione della sera, del fine settimana e della pensione, per aver veramente, si spera, quella possibilità.

Perché?
Perché rinunciare a vivere oggi e vivere serenamente, pensando che di certo non c’è neanche domani e che non è sicuro che arriveremo mai a goderci davvero la vita?

Io oggi ho la possibilità di scelta, ed è meraviglioso rendersene conto.

Posso scegliere se dormire o svegliarmi presto.
Posso scegliere se andare ad allenarmi o andare prima al lavoro.
Posso scegliere a cosa lavorare, quale cosa priorizzare, se seguire o meno l’eccitazione del momento.
Posso scegliere se andare a fotografare, scrivere questo articolo, contattare agenzie o clienti, lavorare al mio progetto e avventura della prossima estate.
Posso scegliere se rimanere a casa con mia figlia oggi e recuperare stanotte, o domani, nel fine settimana o quando voglio.
Posso scegliere per me stesso e per la mia vita.
Come dovrebbe essere.

Sorrido mentre abbandono su quella strada quella che era una parte di me.
Affretto il passo perché voglio andare a lavorare, per me e me soltanto: ho tanta voglia di fare, ho tante cose sta fare, ho la sensazione di essere sulla strada giusta.
Scelgo per me e sono felice, vivo e soddisfatto, come non sentivo da tempo immemore.
Ed è un gran bel sentire…

I woke up late this morning: I forgot to set the alarm and I slept some hours more than usual.
I woke up happy, anyway, and rested (probably I needed it) and I replanned my day: no training today, maybe I will catch up tomorrow; and maybe I will walk to work so I can still do some km.

So, shorting the way to don’t waste other time, I realised I was walking the same road as when I was going to work. And, as if I “had” to walk there, I realised I left there some of my thoughts and maybe it was time to come back to pick them up.

How has my life change in one year? How much?

Before I could give myself those answers (I nicely feel them inside me anyway), suddenly I had a flash-back and I came back in time.

I’m on that road, every day more painful and oppressive: I feel down and I lie to myself blaming the weather, the rain, the wind, the wine I drunk last night, as every day, to give a meaning to my day and to don’t ask myself those questions and give myself those answer I should.
The truth is that I’m going to work to waste my time in that shity place, to do things I don’t like and in what I’m not interested at all, only for those Money I bring home at the end of the month; I’m going there to spend time with people I would never go round with if I had the possibility; I’m going there to get stress for someone else, I’m going there to get dissatisfaction and frustrations…
I’m doing what anybody else is doing, what “everybody” tell you to do, and yet I’m not happy: I just feel I’m going to waste another day of my life…

For a moment, as I had really came back in time, I felt pain on my chest and the anger of felling trapped which mixed itself with the depression of not seeing any way out: I look for help, something which could change my feelings, but even thinking of my daughter and to see her in a few hours can change those darkest thoughts.

It’s only a moment, although intense and destabilising, then I shake off and leave there those cursed feelings of my past…

One year has gone and everything changed, and this morning is the proof.
I’m not yet a free man (and maybe one is never free because the society will always try to keep one close and tied up), but today I realise I have something very important that I didn’t have back then: today I have the possibility to choose!

We were born with the free will, they told us: so shouldn’t be normal to make our own choices? So why does it feel exciting and new for me?

Because, in reality, we can’t really choose and, instead, we must stick to the obligations we took with the society and with someone else.

We must go to work and for that we must go to sleep and wake up at fixed time.
We must do things we don’t want to do.
We must spend time with people we would not spend a second if we could choose.
We must get stress ourselves for someone else who is the person which, ion a way, decide for our life: he/she gives us the money we can spend and so he/she decide how much we can use, what we can eat, wear, drive, where to go for holidays and so on.
We must go to waste our time in some place where we don’t want to be.
We must forget what makes us happy and what we would really like to do, postponing everything to the evening, the weekend, the holidays and the retirement when, maybe, we will have that possibility.

Why?
Why we should give up living today and living happy, when tomorrow is not sure and it’s not sure we will have that time to finally enjoy our life?

I have today the possibility to choose, and it’s an amazing feeling.

I can choose to sleep longer or wake up early.
I can choose to train or go early to work.
I can choose what to work on, what to prioritise or follow the excitement of the moment.
I can choose to go out and take pictures, to write this article, to contact agencies and clients, to work on my next summer project and adventure.
I can choose to stay home with my daughter and work tonight, tomorrow, this weekend or whenever I want.
I can choose for myself and my life.
As it should be.

I smile while I leave there what once was part of me.
I hurry up because I want to go to work, for me and me only: I have so much will to do, so many things to do, I have the feeling of being on the right path.
I choose for myself and so I’m happy, alive and satisfied as I didn’t feel from such a long time.
And it’s such a nice feeling….

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...