Qualcosa non torna…

Ho trovato un sito dove è possibile guardare molte serie tv.
Non riuscendo più a guardare programmi e/o film stranieri doppiati in italiano (secondo me perdono moltissimo nonostante la bravura dei nostri doppiatori), ne ho approfittato per guardarmi alcune serie italiane che ho perso negli ultimi anni, come “Romanzo Criminale”, “Gomorra”, “Il Capo dei Capi”, visto che qui in Scandinavia, di italiano, hanno solo passato “Il Commissario Montalbano”
Ultimamente sto guardando “Squadra Antimafia – Palermo oggi”.

Sono fatte bene, anzi devo dire che “Romanzo Criminale” mi è piaciuta moltissimo per la ricostruzione storica del periodo, sia con le immagini che con la scelta del sottofondo musicale.
Sono fatte bene o forse, per me che le guardo da lontano, assumono un significato particolare, forse nostalgico, un modo per tornare in Italia, percependo situazioni e luoghi, profumi e sensazioni che provengono da quel legame che ho ancora con la mia terra di origine.
Sono fatte bene, anche se romanzate e forse portate troppo all’estremo a volte, quasi al limite del possibile e del reale, soprattutto per quanto riguarda le sparatorie che ricordano tanto i polizieschi americani.
Ma c’è una cosa che, per quanto fantasiosa o inventata, le accomuna e che mi ha fatto pensare, ossia come in tutte si dipinga il legame della malavita con le autorità politiche, con le istituzioni, le forze dell’ordine e i servizi segreti.
È una cosa che sappiamo, una cosa che conosciamo da anni, della quale ce ne lamentiamo spesso, che fa parte dei nostri discorsi, delle nostre chiacchiere da bar.
Da sempre sappiamo degli intrallazzi della politica, della concussione e collusione delle autorità, della giustizia. Da sempre siamo convinti di come il sistema italiano sia marcio, sia sporco, sia vergognosamente “mafioso”.
Da sempre i cittadini onesti si lamentano di come sia difficile andare avanti quando tutto intorno ti spinge verso la disonestà e la illegalità.

Già, i cittadini onesti, quelli che si lamentano e che si meravigliano ancora nel venire a conoscenza, ogni giorno, di nuovi scandali che coinvolgono appunto le istituzioni, le autorità politiche, giudiziarie e via dicendo.
Basta aprire le pagine dei giornali o dei soli social network per trovarsi link di denuncia e di protesta. Ma poi?

Qualcosa non torna, secondo me.
Da sempre sappiamo come vanno le cose, da sempre sappiamo che il sistema è marcio eppure andiamo avanti lo stesso, senza cambiare le cose, anzi accettando, quasi sommessamente, che vadano sempre peggio.

Perché?
Perché il sistema è marcio, dalla base al vertice, e noi ci siamo dentro e quindi complici.
Ognuno ha i suoi piccoli intrallazzi, i suoi piccoli favori. Anche i milioni di cittadini onesti.

E allora, o la smettiamo di fingerci sorpresi e sdegnati quando scoppiano nuovi casi di collusione e concussione delle nostre istituzioni con la malavita organizzata, o facciamo qualcosa per cambiare le cose, una volta per tutte.

2 pensieri su “Qualcosa non torna…

  1. Daccordo… come?
    Che bisogni cambiare le cose- come ben dici- ce lo ripetiamo da anni, il difficile arriva quando si tratta di proporre il “come”, perchè a meno di fare una rivoluzione stile Rivoluzione francese (e poi guarda com’è finita) ognuno di noi può solo cercare di vivere onestamente e passare (sperando lo imparino davvero) il proprio modo di vivere, la propria visione del monso ai figli.
    A meno che, ripeto, non si voglia fara una rivoluzione che butti tutto all’aria- ma proprio tutto- e poi ricominciare daccapo incrociando le dita sperando dopo qualche anno di non ritrovarci con un altro Napoleone o peggio.
    Di base però hai ragione.

    • Guarda, da anni dico che bisognerebbe buttare giù tutto e ricominciare da capo. Lo so, è sua soluzione drastica e di difficile attuazione, ma non vedo altre possibilità, prorpio perché, oramai, il marciume fa parte del nostro DNA di nazione.
      La mafia esistedal 1800 e da allora fa affari con la politica e lo stato, a partire dai piccoli favori, per arrivare agli intrallazzi internazionali.
      Negli altri Paesi È utopico pensare che non esistano questi tipi di legami, ma non radicati come da noi, non accettati come da noi e soprattutto non subiti come da noi.
      Il farsi togliere la multa da un amico vigile; il dare un posto di lavoro al figlio dell’amico in cambio di qualcosa; il farsi intestare una visita medica a nome di un altro parente per farselo scalare dalle tasse; il far sparire documenti per vincere una causa; addirittura il fregare il posto ai disabili o cercare di scavalcare in tutti i modi la fila al casello o sull’autostrada.
      Sono solo esempi ma, per me che vivo all’estero da quasi 13 anni, iniziano ad essere cose impensabili, inaccetttabili.
      Da noi sono la prassi, perché il sistema va avanti così, perché siamo fatti così, perché ci lamentiamo dei politici ma, se arrivassimo in quelle camere oscure, ci comporterremo alla stessa maniera.
      Purtroppo

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