Curiosità che fa vivere

Tornavo a casa dal lavoro, un giorno della settimana scorsa, come sempre a piedi.
Ad un incrocio trovo un centinaio di persone ferme a guardare, altre si vanno ad aggiungere piano piano al gruppo.
Anche il traffico va a rilento: gli automobilisti rallentano, a volte si fermano del tutto, per guardare dal finestrino.
Non è successo nulla di speciale, solo un lieve tamponamento nel mezzo del crocevia. Tra l’altro, i due conducenti coinvolti, stanno compilando le carte in tutta calma e tranquillità.
Non c’è nulla: non c’è sangue, non ci sono feriti; non una discussione animata, non c’è neanche una rissa.
Eppure la gente si accalca per vedere cosa è successo, rallenta, si ferma.
Mi chiedo cosa ci sia di tanto eccitante da dimenticarsi dove si sia diretti, cosa si deve fare, per perdere tempo a interessarsi ad una cosa di così poco conto.
Possibile che nessuno abbia nulla di meglio da fare?
Scavalco la folla e proseguo diritto. E mentre cammino verso casa mi immagino quelle persone, le stesse, e forse la maggior parte della gente, la sera a casa a spulciare bramose la vita per riempire la propria.
Accendere la televisione per guardare l’ultimo reality show o l’ultima serie sulla vita delle casalinghe di Hollywood, degli agenti immobiliari di Los Angeles o dei viziati teenager americani.
Connettersi a Facebook per spiare gli altri, per controllare cosa fanno gli amici, amici degli amici, o persone del tutto estranee: dove sono stati in vacanza, dove vanno in palestra, che scarpe hanno comprato o cosa hanno mangiato.
E scrivere o condividere qualcosa, magari di poco conto (vedi sopra), per farsi guardare, per farsi ammirare o invidiare.
Per far nascere l’ennesima serie televisiva di successo che riempirà le noiose e lunghe serate invernali.
Per mantenere viva quella curiosità che fa navigare (in qualunque posto, a tutte le ore) e che riempe le tasche di Zuckerberg e dei geni come lui.
E che, forse, rende sempre più connessi alla vita altrui che legati alla propria, lasciata scivolare via come le noiose pause pubblicitarie….

19 pensieri su “Curiosità che fa vivere

  1. ECCOLO IL TENERO DEL WEB!!!!
    Ciao bimbo, son contenta perchè ti pensavo ieri sera…mi son detta che dovevo venire a salutarti e invece mi hai anticipata!

    la vita è anche questa…una giornata noiosa e tante giornate noiose….le ore passano lente, le ore passano veloci come saette.
    Si spulcia, si curiosa, e si invidia pure..siamo umani o no??? direi di si…
    Mi distinguo solo per il fatto che se c’è un incidente non mi fermo mai a guardare..non mi piace vedere le persone sofferenti.
    Evito certi tipi di coinvolgimenti , Fb mi serve per dire le parolacce toscane, per fare invidia a chi è invidioso e schiatta…(dopo 20 anni di matrimonio mi pare il minimo 🙂 )
    Il blog fotografico è la cosa a cui tengo particolarmente..mi spiacerebbe perderlo…ho apprezzato così tanti fotografi anonimi che li sento parte di me!
    …son curiosa..pure io!
    Bentornato e buon inizio!
    vento

    • Grazie per l’accoglienza, e ben ritrovata anche a te!
      Beh, sicuramente come in tutte le cose, dipende dall’uso che se ne fa, da come ci si pone davanti alle cose
      Personalmente sono un po stanco di social network e comunità varie, ma ne scriverò in un post in futuro.
      Wp e i blog fotografici sono una nichiancora abbastanza salva, al riparo dalle leggi di mercato di altre piattaforme..
      ma come dico mi spiegherò meglio in un post …
      Ciao vento!

  2. Ciao Manuel, ben ritornato 🙂 Condivido le tue riflessioni, la curiosità è sempre insita nella natura umana, ma qui assume connotazioni spesso grottesche. Mi piace molto la tua chiusura su questo articolo! Un saluto
    Andrea

    • Ciao Andrea
      e ben ritrovato anche a te !
      Beh, alla fine quello che ho vistopuo essere interpretata solo come una metafora…spesso vedo molte più scene grottesche sulle pagine web …
      Ma come dicevo in qualche risposta sopra, ne parlerò in un post fururo
      Ciao, un caro saluto a te!

  3. Ciao Manuel. Un bellissimo articolo, anzi un quadro tanto complesso dell’era digitale che tu hai reso divinamente semplice. Mi vengono così in mente queste bellissime parole `diventa il cambiamento che vuoi vedere nel mondo`. E chissà in quanti, in cuor proprio, sono alla ricerca di quel cambiamento….. Un abbraccio. Fabio

  4. Non solo non ho Face Book, ma ne rifiuto proprio anche solo l’idea in quanto tale per cui non posso che apprezzare e condividere quanto hai scritto!
    Che poi a parer mio Face Book e in generale i cosidetti “social network” hanno fallito proprio in quello che dovrebbe essere il loro scopo primario: il sociale. E si, perchè quando assisti a certe scenette (due ragazzi allo stesso tavolo di ristorante separati tra loro solo da un paio di amici che “si parlano” via Face Book) a che altra conclusione si può giungere?

    • infatti…penso che, se almeno all’inizio i social network hanno veramente aiutato e rimanere in contatto o riprendere antichi legami, adesso allontanano la gente…perchè la chiude nella virtualità, lontana quindi dai veri rapporti

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