Site icon Manuel Chiacchiararelli

Le fortune che non sappiamo

Il mio collega di lavoro, in un momento di pausa mentre annoiati parlavamo del più e del meno, se ne esce con una frase del tipo ”eh, ci vorrebbe un po’ di fortuna ogni tanto!”, con un aia insoddisfatta di chi si aspetta qualcosa di meglio dalla vita.
Ho lasciato cadere la cosa, annuendo, per evitare un discorso con una persona che probabilmente non capirebbe il mio punto di vista.

Perché lui, come molti, aspettano sempre la manna dal cielo, la famosa botta di culo, e questa si deve sempre mostrare in cose reali e quantificabili: vincere al lotto (a cui gioca) o ai cavalli (gioca anche a questi); oppure trovare soldi per terra, o vincere qualcosa in qualche concorso online ai quali sicuramente parteciperà. In poche parole, aspetta la fortuna riempendo la sua vita di insoddisfazione.

Io ho una visione diversa: credo nella fortuna, ma penso che questa siamo noi stessi a crearla con i nostri pensieri. E, soprattutto, credo che le fortune non sono solo le cose che succedono, ma anche quelle che noi non sappiamo perché non accadono direttamente davanti ai nostri occhi.

Quanti di noi pensano a che fortuna abbiamo avuto a non aver avuto incidenti ogni volta che portiamo la macchina? Oppure alla fortuna di godere di buona salute, di non avere grossi problemi o disgrazia alcuna?
Quanti di noi pensano alla fortuna di alzarsi ogni mattino con la possibilità di vivere un nuovo giorno? (sta a noi, poi, decidere con cosa e di cosa riempirlo)

La settimana scorsa a Roma un ragazzo è stato ammazzato con due colpi di pistola alla testa. Per una lite di traffico.
Non si può morire così, colpito dalla morte alle spalle. Quando meno te lo aspetti. Ma succede…

Quanti di noi pensano alla fortuna di alzarsi ogni giorno?
Quanti di noi pensano alla fortuna di aver potuto vivere un nuovo giorno?

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