Finalmente!

Questa la devo prendere molto alla larga, per farvi capire il significato di una giornata come quella di sabato, ossia per me semplicemente stupenda!

Quando mi trasferii in Svezia, tre anni e mezzo fa’, lo feci principalmente perché la Danimarca, e la sua isola Sjælland dove vivevo, mi erano diventati troppo stretti (se ti vuoi muovere in qualunque direzione, paghi e salato anche…): io ho bisogno dei miei spazi aperti, di andare ed esplorare, partire senza meta per perdermi scoprendo sempre posti nuovi (come ho scritto in altri post). Insomma, ho bisogno di avere le mie fughe “into the wild”, nella Natura selvaggia, e la Svezia mi offre proprio questo, addirittura al di la di qualsiasi aspettativa.
Nonostante la regione Skåne (Scania) sia, dopo quella di Stoccolma, la più popolata, basta spostarsi un centinaio di km da Malmö per ritrovarsi in alcuni punti sperduti nel nulla. Io di solito mi spingo ancora più su, al confine con le regioni Bleklinge e Kronbergs, ovvero dove inizia la regione dei laghi e delle foreste, e dove si può veramente immergersi in una Natura incontaminata.
Di solito vado sempre in avanscoperta con la macchina, magari nei mesi invernali, addentrandomi nel reticolo di strade forestali (a volte forse solo mulattiere) che collegano piccoli gruppi di case, o solo fattorie. Poi, quando inizia la bella stagione, torno per eplorare a piedi il territorio, farmi delle lunghe passeggiate, ed iniziare a tracciare degli itinerari da fare magari in futuro.
È difficile da spiegare, ma nonostante ci siano sentieri (lo Skånelelen per esempio, 1500 km totali, attraversa la regione da nord a sud, da est ad ovest, e obliqualmente), i territori sono così vasti che è facile perdersi, disorientarsi, sottovalutare un tragitto o ritrovarsi magari in un punto morto in mezzo al nulla (e a poco serve il gps del telefonino…)
Insomma, per farla breve, mi piace da morire prendere e partire, sia in macchina che a piedi, perché ogni vola scopro luoghi nuovi ed entusiasmanti, connessioni con eventuali giri passati, eventuali vie di fuga per camminate future nel caso colga la stanchezza o qualche temporale.
Ed è da quando mi sono trasferito in Svezia, che ho avuto la voglia di incontrare lei: l’alce, la regina della foresta Scandinava!
Se è vero che in Italia morivo dalla voglia di vedere il cervo, qui quest’ultimo (come caprioli, lepri, volpi, tassi, cinghiali, scoiattoli, aironi, poiane, aquile, gheppi e chi più ne ha più ne metta) sono così facili da vedere (a volte lungo le strade o autostrade…) che dovevo trovare uno stimolo in più: io dovevo vedere lei, la bestiona solitaria di 2 metri e passa di altezza e mezza tonnellata di peso …difficile da non notare, no?
Si dice che in Svezia siano presenti tra le 300.000 e le 400.000 alci, molte delle quali al nord a passeggio tra la Norvegia e la Finlandia. Al sud ce ne sono molte meno, ma ero convinto che prima o poi …
Eppure il tempo passava, io mi addentravo sempre più in posti solitari, all’alba e al tramonto, eppure niente. Ho camminato in totale più di 2000 km in questa sola regione, a volte ricoprendo 30, 35 km in un giorno senza incontrare una persona, senza un rumore, solo io e la foresta, i laghi, le radure…Oppure migliaia e migliaia di km in macchina, perso nelle più remote strade secondarie (più sono piccole, nascoste e ingarbugliate, e più mi attirano) con la neve, con il sole, il vento o gli acquazzoni…quasi sempre senza incontrare macchine, o segni di civiltà, per km e km…
Niente, non c’era verso di vederla. Possibile?
Allora la voglia di vedere l’alce iniziava a diventare smania, morbosità, una sfida con me stesso prima che con lei. Come è possibile che un bestione del genere riesce a nascondersi così bene?
“Quando un uomo va in foresta, lui non vede l’alce, ma tre alci hanno già visto lui”(o qualcosa del genere) è una frase che non so se ho letto da qualche parte (Stieg Larsson?) o che mi sono sognato, ma alla quale continuavo a pensare. Avevo trovato segni, impronte sul terreno, feci, a volte rumori di animali in fuga che non ero riuscito a vedere; ero rimasto silenzioso in attesa sulle torrette di avvistamento, al freddo o sotto un sole cocente…ancora nulla, anche se avevo la sensazione di mancarla per un pelo, di sfiorarla, oppure di essere io guardato da lei…
Tre anni e mezzo, fino ad oggi…

C’era qualcosa di strano stamattina nell’aria, ho pensato che fosse dovuto ad una felicità che finalmente tornava a scoppiare dentro dopo un periodo un po così (magari scriverò un pezzo al riguardo..)
Sono partito presto, un sole intermittente e un po di foschia; ma con la musica giusta per cantare e accavallare ricordi, la strada che scivola via, la sensazione di libertà e quella primaverile dentro…cosa chiedere di più?
E poi dalla prima mattina gli avvistamenti di animali sono stati numerosi, un buon presagio pensavo…
Mi sto dilungando troppo e quindi dirò solo che ho fatto una bella camminata in posti nuovi, che ho finito nel primo pomeriggio e che ho deciso di andare a girovagare con la macchina. La cosa strana è che per tutto il giorno avevo già in mente questo pezzo, cosa scrivere nel caso avessi finalmente coronato il mio sogno e fatto questo benedetto incontro. Altre volte era più la voglia di vederla a immaginare, questa volta era proprio una sensazione. Si dice che immaginarsi le cose aiuta a farle avverare per quella che è la regola di attrazione.
Non lo so, forse è stato solo il caso, o la legge dei grandi numeri (dopo tutto questo tempo e km era anche ora), ma so solo che ha iniziato a piovere e ho deciso di ritornare verso sud prendendo la prima strada in quella direzione e quindi non dove ero diretto.
Ho detto che sono abituato a vedere cervi, ma non è che per questo non mi piaccia incontrarli; ed è proprio grazie a loro che…
Guidavo piano per la strada sterrata, sulla destra un gruppo di case, alla sinistra una piccola radura di erba fresca e verde contro una foresta per certi versi ancora nella sua veste invernale. Ci sono dei cervi, abbastanza vicini, e mi fermo per ammirarli tirando giù il finestrino: e mentre giro lo sguardo vedo che più giù, in un posto prima riparato alla vista dagli alberi, cè l’alce. È un momento, ci guardiamo, io, l’alce e i cervi, con curiosità e sorpresa, prima che loro iniziano a correre giù verso il bosco. I cervi si dileguano velocemente, l’alce si nasconde dietro un albero e guarda in su. Prendo la compatta che ha uno zoom maggiore del grandangolo della reflex e cerco di avvicinarmi.
È immensa, buffa e maestosa al tempo stesso: mi guarda e mi studia mentre scendo per il prato, poi si ritira con quel suo andamento dinoccolato e singolare. Si ferma ancora una volta a guardarmi, poi sparisce nella foresta.
Sono rimasto ad aspettare, ho setacciato la zona con la macchina a lungo, ma di lei nessuna traccia, anche se ho continuato a vedere molti altri animali (mai tanti come sabato, ma lo sentivo che c’era qualcosa nell’aria…).

Inutile dire che sono felice di questo incontro, e del modo in cui il tutto è accaduto, sorprendendomi ancora di più. Ognuno puo dare una chiave di lettura al fatto, come dicevo sopra per il calcolo delle probabilità prima o poi doveva succedere. Ma a me fa stare bene, e soprattutto in questo periodo, mi fa capire di essere in armonia con me stesso e con il mondo attorno a me. E non è una sensazione da poco …
Sono tornato ieri nella zona per camminare e cercarla, ma lei si è nascosta un’altra volta, come è giusto che sia.
Perché è proprio quel suo essere così sfuggente e misteriosa che la rende, almeno ai miei occhi, ancora più mistica e perciò ammirata: una divinità, la Regina della Foresta.
E l’idea della Natura che riesce ancora a sfuggire all’uomo…
L’incontrerò di nuovo, non so quando. So solo che la andrò di nuovo a cercare, ma sarà lei a decidere quando farsi vedere…

(sotto alcune foto della giornata di ieri e di sabato: purtroppo per le foto all’alce ho dovuto usare la compatta e la qualità non è delle migliori, ma non è quello il punto del post….)

31 pensieri su “Finalmente!

  1. Ho presente la sensazione di “sapere che succederà anche se non sai il perchè” e anche quella di sentirsi legati a luoghi mai visti come se avessero già fatto parte della tua vita…una specie di richiamo. La Svezia è uno di questi luoghi. Bellissimo post!

  2. Beh! hai finalmente coronato il tuo sogno.
    Una recensione piacevole della tua giornata, ricca di aspettative ed emozioni.
    Ottime pure lo foto, straordinariamente nitide.Complimenti!
    Ti stringo cordialmente la mano, Edo

  3. Hai visto, un cambio (in meglio) di umore ha portato buone cose. Guarda, ho letto tutto d’un fiato e mi sembrava di essere li’, sentivo persino l’odore dell’erba…. Sono contenta per la tua serenità.

  4. Come conosco bene quella smania di andare dove mi porta l’istinto, di esplorare e di scoprire. Respirare i silenzi e la musicalità degli spazi. La Svezia deve essere qualcosa di delicato e potente allo stesso tempo…Mi capita poi di incrociare lo sguardo con queste creature selvatiche, cervi e stambecchi, e di sentirmi come loro in armonia con la terra e gli alberi, di riconoscermi dentro i loro occhi che non mi temono, come se avessi il loro stesso odore di foresta, roccia e nebbia…Se bastasse una parola sola per descrivere questo sentimento, questa parola serabbe PACE…un sorriso grande a te…bello leggerti…

    • Prima di tutto Grazie a te
      Conosco bene quel senso di Pace e di Armonia, e non lo cambierei con nulla al mondo…ne ho bisogno.
      Se puoi vedere quegli animali comunque devi essere in un bel posto. Se proprio devo essere puntiglioso qui mi manca la Montagna, intendo dire quella vera come, ma comunque si, La Svezia È imponente e impressionante al tempo stesso.
      Grazie ancora !

  5. Perdersi in posti nuovi per poi ritrovarsi e accorgersi di essersi sempre sentiti a casa. E’ stato uno splendido racconto il tuo, come bellissime sono le foto, e grazie a te sembra di esserci immersi e di poter vivere quelle sensazioni e quelle atmosfere!

  6. Pingback: L’alce: tra Mistero e Leggenda / The Moose: Mistery and Legend | Manuel Chiacchiararelli

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