Cara vecchia italica burocrazia 2 — finale tragi-comico

Per chi se la fosse persa, la prima parte qui.

Non c’è stato niente da fare, alla fine sono dovuto andare a Stoccolma: al consolato di Malmö non hanno l’attrezzatura per il rilievo delle impronte digitali, e se avessi voluto farlo a Copenhagen, avrei dovuto dimostrare di trovarmi li per ferie (a 30 km di distanza) per un periodo di circa due settimane (opzione consigliata dal funzionario di Stoccolma, della serie fatta la legge e trovato l’inganno…)
Comunque, invece di perdere altro tempo nel fare carte e costruire prove, e visto che un biglietto aereo per Stoccolma costava solo una 50ina di euro in più del costo del ponte per Copenhaghen, ho deciso di dargliela vinta e andare a fare un giro nella capitale svedese.

Tralascio il viaggio, dico solo che mi sono fatto una bella passeggiata per la città e per il porto, gustandomi una calda giornata primaverile in un giorno festivo per il popolo svedese (l’ascensione credo..).
Ho un appuntamento alle 11:30, ma arrivo una decina di minuti in anticipo (maledetto problema di noi puntuali!). L’ufficio è di uno squallore che riporta agli uffici pubblici degli anni 70: di fronte c’è un gabbiotto con un carabiniere che non accenna neanche un saluto, ma, dopo una veloce occhiata, si rituffa subito nel computer che ha davanti; alle pareti, circolari e fogli con infomarzioni varie, appesi e lasciati ad ingiallire alle bacheche; sul tavolino guide turistiche della città…di Crotone; sul lato sinistro un’altro gabbiotto, dove dovrebbero esserci gli impiegati, momentaneamente vuoto; nella sala un uomo che cammina avanti e indietro e sbuffa.
Prima di tutto penso a trovare una spiegazione a questo tipo di barriere tra funzionari e cittadini, come a proteggere i primi, pensando agli uffici pubblici scandinavi e a come una volta entrai tranquillamente in una banca danese con la mia valigia piena di coltelli da cucina (e ancora adesso non ci sono metal detector o guardie giurate..). Forse qui hanno più paura che qualcuno perda la pazienza …o forse ne sono coscienziosamente sicuri?
Dopo un buon quarto d’ora arriva il funzionario allo sportello, mi chiama, dico che ho un appuntamento e mi risponde dicendo che davanti a me c’era un’altra persona e che dovevo aspettare. La persona davanti a me in realtà è quella dietro che continua a camminare e sbuffare.
Dopo un po’ la fanno entrare (e capisco che il carabiniere non sta li solo per aprire il cancello di ingresso, ma anche la porta che separa la sala d’attesa dagli uffici…mica cavoli!) e sento che, tra un discorso generale e l’altro, prendono le impronte digitali.
Passano dieci minuti, il tipo esce, ne passano altri dieci prima che l’altro funzionario (il primo è seduto allo sportello, guarda fuori sospirando per rituffarsi anche lui nel computer…Facebook, naturalmente) e da dietro la vetrata mi chiede di dargli la documentazione. Vengo a sapere che il passaporto che sta scadendo in realtà non è mai stato valido perché all’ambasciata di Copenhagen si sono dimenticati di farmi firmare davanti a loro e autenticare la firma. Glielo fa vedere al collega e sbuffando “mi firmi questo passaporto su!”, mi chiede le 698 corone e mi dice di riaccomodarmi che ci vorranno una dieci-quindicina di minuti.
Esco fuori a fumare con il tipo e a scambiarci due parole, con quella complicità che solo chi ha condiviso insieme drammi o disgrazie, o ha avuto a che fare con la burocrazia italiana, può capire e apprezzare.
Rientramo, dopo un po è il mio turno di lasciare le impronte digitali e di ritornare fuori a sedermi e aspettare. Dopo circa dieci minuti esce il funzionario (sempre lo stesso, il primo è sempre seduto a sospirare) con il passaporto del mio amico (con cui nel frattempo ci siamo raccontati la vita) che devo salutare. Mi viene da piangere.
Arriva un’altro italiano, io sono fuori a fumare, e dopo un po sento delle urla provenire da dentro. Mi sono perso l’inizio, ma il tipo sta urlando ad una donna dietro il vetro: cominciano a insultarsi continuando comunque a darsi del lei, tipo “non alzi la voce!” “lei non capisce nulla!” “e lei è un ignorante!”
Quando il tipo chiede alla funzionaria di ripetere davanti al telefonino che lei non può fare nulla e che deve mandare lui stesso la pratica alla prefettura, la donna scappa via ed esce il carabiniere (giornataccia eh?). Sono sincero, per un momento ho sperato in una rissa vera e propria per passare il tempo, ma il tutto finisce con il graduato che giustifica la “dottoressa” e che afferma che anche lui capisce di queste cose e …
Il tipo va via bestemmiando, il carabiniere mi da un’occhiata come a cercare quella suddetta complicità, che io gli nego: mi dispiace, ma stai dall’altra parte della barricata…
Verso le 12:45 finalmente si riapre la porta e il funzionario mi consegna il passaporto nuovo, mi fa firmare le ultime carte e mi saluta.
Esco deciso di non farmi rovinare la giornata da questa esperienza. D’altra parte sono a Stoccolma, il sole splende e posso godermi la giornata.
Poi mi volto a guardare l’ambasciata, immersa nel verde in uno dei posti più belli della città, affacciata sul canale principale. La guardo e penso a quanto prenderanno le persone che sono li dentro (quelle incontrate e chissà quante altre..) per il “lavoro” che svolgono. La guardo e penso che per un’ora e mezzo sono tornato in Italia, che la cosa mi ha fatto ridere si, ma sento di ringraziare il cielo di rimettere piede in terra svedese, pregando che con i “funzionari” italiani ci si riveda il più tardi possibile
E penso a mio padre che sono anni che combatte con questa burocrazia, che si incazza e che una volta o l’altra finisce nei guai. (ci sarà il gabbiotto allora?)
E che dice che vorrebbe lasciare la nostra penisola… e quanto lo capisco!

13 pensieri su “Cara vecchia italica burocrazia 2 — finale tragi-comico

  1. uhmmm… molti dicono che tutto il mondo è paese…
    io questo non lo so perchè il mondo mica l’ho girato…
    Ora come ora vorrei solo partire per la mia isola…che è isola e non continente…
    come dicono loro…..arriva la continentale…eh…sai che lusso… 😦 penso io.

    Ciao Manuel..però che tenero sei… 🙂 e anche il tuo babbo!

    • no, ti assicuro che tutto il mondo non è paese, e noi stiamo restrando molto indietro…
      Non ho capito molto bene il discorso della continentale, a dire il vero 😀

      E poi il mio babbo prorpio tenero no, io ho iniziato a sapermi controlare…ma sonoavvantaggiato, ieri era come vedere una vecchia commeda all’italiana 😀

      • ,,perchè nella bellissima Sardegna , e nel luogo dove vado io , i nonni mi chiamano continentale pensando a quante belle cose ci sono qui nella penisola. … che gli uffici funzionino meglio ecc ecc…in realtà su molte cose sono più avanti loro che i toscani..di questo ne sono sicura.
        (Ti confesso una cosa….ho una nota dolente …son per certi versi come tuo padre solo se mi toccano mia figlia…una turbina a tutto gas…e lì i toscani sono molto pittoreschi…)

      • ero indeciso tra Sicilia e Sardegna, a dire il vero…
        Comunque, come spiegavo in un commento nel primo post, la moglie, vietnamita, di un mio amico ha risolto il caso passaporto tra Olbia e Roma, dove c’è l’ambasciata, via posta
        Se c’È del bun senso non servono treghetti, aerei e distanze…
        Per quanto riguarda il pittoresco, avevo immaginato :D…e fai bene, dovremmo esserlo tutti e incazzarsi di più

  2. siamo un paese di mafiosi, semplicemente. solo questo.
    per dire: è morto Andreotti… senatore a vita… prescritto per concorso esterno in associazione mafiosa! io andrei in galera, lui senatore a vita: come possono cambiare le cose se chi comenda è gente così????
    ciao… e non tornare!!! 😉

    • come ti ho ga risposto di la, non torno…forse tornere se solo vedessi veramente qualche sintom di “rivoluzione” o comunque la gente che inizia a dire basta…
      ma penso che, chi più e chi meno, siamo tuti complici in quanto tutti alimentiamo il sistema, con i nostri intrallazzi quotidiani, con le nostre scappatoie…
      Tornanfo al post: qusti co l’ambadciata e il consolato occupano mezza collina, io ho visto solo 3 impiegati, il carabiniere e un funzionario che sciva con la macchina CD…sicuramente ce ne saranno altri, non so quanti, ma altre persone che lavorano li…ma questi che fanno? quanto prendono? che agevolazioni hanno a discapito dei cittadini che pagano le tasse???

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