Site icon Manuel Chiacchiararelli

La gelosia

Non sono mai stato un tipo particolarmente geloso, o meglio, credo di esserlo nel giusto modo, quando si ha paura di perdere una persona a cui si tiene, cercando di evitare che comunque la gelosia si intrometta a rovinare una relazione.
Non sono mai stato possessivo ne maniacale, sono sempre riuscito a gestire razionalmente un sentimento che con la razionalità ha poco o niente a che fare. Insomma, sono sempre riuscito ad evitare che la gelosia divenisse un malattia.
Già, perché penso che le persone estremamente gelose siano malate ed hanno bisogno di un aiuto o comunque di una soluzione ai loro problemi esistenziali, che poi magari si ricollegano ad una scarsa fiducia in se stessi e/o ad eventuali tradimenti passati.
La gelosia non ha niente a che fare con l’amore, è solo una forma di egoismo nella sua espressione più esasperata. E fa vivere male, logora la mente e la relazione…
Perché non posso pensare che vive bene chi è costretto a controllare il telefonino o il computer del partner, a fare appostamenti, a controllare eventuali movimenti sui social network, a convivere con il continuo pensare a cosa l’altro sta facendo, chi sta incontrando eccetera eccetera. E con quella voglia assoluta di controllare e gestire completamente la vita del partner, come a volerlo chiudere in una campana di vetro per evitare che abbia contatti con il mondo esterno. E piano piano la malattia cresce, degenera, costringendo le persone gelose a convivere con i loro pensieri assillanti, a volte farneticanti, con il continuare a tessere trame, a immaginare, crearsi in testa storie fino a crederle vere. E allora capisci anche perché la gelosia può scaturire poi nella pazzia e in gesti estremi…
Le persone gelose non amano, posseggono e vorrebbero possedere pienamente l’altra persona, vietarle qualsiasi movimento, qualsiasi interazione con qualcuno o qualche cosa che, secondo loro, li distoglie e allontana da loro.

Non sono mai stato tradito (almeno che io sappia), ma ho tradito. Non ne faccio un vanto, ma devo spiegare ciò che mi ha portato a gestire e razionalizzare la gelosia.
Ho tradito una persona a cui tenevo moltissimo, forse una delle più importanti nella mia vita; l’ho tradita a lungo, portando avanti una doppia relazione per mesi; l’ho tradita proprio sotto ai suoi occhi, a volte nello stesso locale, la stessa sera, prima con una poi con l’altra; l’ho tradita senza che lei se ne accorgesse per molto tempo, fino a quando poi, io stesso logorato dalle continue bugie e menzogne, aiutai a portare a galla la verità, e porre fine alle due storie.
E allora, il fatto di poter tranquillamente fare i miei comodi proprio sotto gli occhi della compagna, invece che rendermi cauto e vigile, e se vogliamo più geloso, mi ha portato a pensare e scegliere…di non pensarci.
Si, perché so che, se la mia compagna vuole, può tradirmi senza che io lo sappia o lo venga a sapere per molto tempo. E allora, perché dannarmi l’anima, logorarmi il fegato e il cervello, pensando o immaginando con chi sta chattando, chi sta vedendo o cosa sta facendo quando non siamo insieme?
Meglio fidarsi, cercare di non pensare per non ingrandire cose che possono essere delle sciocchezze, ma che possono diventare, nella nostra testa, supposizioni così esasperate da sfociare in paure, rancore, addirittura odio.
Meglio vivere la relazione serenamente facendo di tutto affinché quella persona non vada a cercare altrove il modo per sopperire ad eventuali carenze nella vita affettiva.
Meglio amare liberamente e far sentire il proprio partner amato.
Tanto se deve succedere, succede…

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