Site icon Manuel Chiacchiararelli

20 secondi

Qualche anno fa, ad un corso che ci fecero fare al lavoro, ci parlarono anche del linguaggio del corpo e di come questo sia importante nei rapporti interpersonali (in quel caso era per studiare il nostro rapporto con i membri dei nostri team).

Ricordo che mi rimase impresso il venire a  conoscenza del fatto che, sembra,  i primi 20 secondi quando si incontra  una persona per la prima volta, costruiscono l’80% dell’idea che quella persona si farà di noi (e viceversa), e che ci vorrà molto tempo per cambiarla se mai si decidesse di approfondire la conoscenza in futuro. In quel momento, senza rendersene conto, leggiamo ogni singolo movimento dell’altro individuo, assimilando ciò che percepiamo per poi catalogarlo in diversi tipi di sensazioni.

Allora, nonostante abbia usato questa nozione per affrontare diversamente alcune occasioni (mi riferisco ad esempio a colloqui di lavoro, ad incontri sociali importanti, oppure quando si vuole fare subito una buona impressione), mi sono posto delle domande: quante impressioni sbagliate ci facciamo della gente che incontriamo? E quante ingiuste idee avranno gli altri su di noi?

Penso che capiti a tutti di camminare per strada e guardare le altre persone facendosene un’idea; d’altronde sembra normale “percepire” la timidezza o la sicurezza di un’altra persona, oppure la simpatia, l’allegria, la tristezza e così via.

Penso anche che capiti a tutti di avere alti e bassi nella vita, legati a problemi più o meno seri che incidono sul nostro umore, e quindi sul nostro linguaggio del corpo, sfociando poi nel messaggio che diamo a chi ci circonda.

Ma allora, quanti messaggi sbagliati diamo, o riceviamo, nel corso della nostra esistenza?

E in questo altalenante meccanismo, a quanto sembra autonomo, come fare per andare al di la di queste barriere che noi stessi poniamo tra noi e gli altri?

Ed è meglio essere se stessi, nel bene e nel male, o mascherarsi per dare così un’impressione bugiarda di noi?

Un detto dice “non c’è mai una seconda opportunità per una prima volta”, ma nel bene o nel male, quella prima volta che conta veramente, voglio essere me stesso…

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