Opportunità

Ho letto qualche giorno fa che in Svezia abbiamo raggiunto i 400.000 disoccupati che, su una popolazione tra i nove e i dieci milioni di persone, è una percentuale ragguardevole e preoccupante.
Io stesso ho vissuto sulla mia pelle cosa vuol dire cercare lavoro e vedersi sbattere in faccia tutte le porte, a malo modo o nella più totale indifferenza.
Eppure, dopo “solo” 5 mesi di ricerca, ecco che si sono presentate diverse e interessanti possibilità.
Fortuna? Forse, ma non penso…

Sono stato lasciato a casa a fine aprile dello scorso anno ma, con la possibilità di percepire lo stipendio fino ad ottobre, ho preferito godermi la primavera prima e l’estate poi, sicuro che alla fine le cose si sarebbero sistemate.
Quando poi, dal primo ottobre, ho iniziato a cercare lavoro, ho dovuto scontrarmi con la dura realtà, e ben presto, la sicurezza e convinzione che tutto si sarebbe risolto per il meglio, andava scemando.
Ogni giorno era la solita storia: ore ed ore sui vari siti di lavoro alla ricerca di qualcosa di interessante, inviare il CV, scrivere una mail e aspettare una risposta, invano, giorno dopo giorno.
Il tempo passava e la serenità di un nuovo tipo di vita che comunque mi piaceva (qui) svaniva velocemente, scavalcata dall’angoscia e dallo stress legato a bollette e mutui da pagare.
Ma, soprattutto, iniziava a farsi largo la negatività più assoluta, e una passività verso la vita   sempre più saldamente radicata nei miei pensieri.

Me ne accorgevo non appena accendevo il computer e pensavo che tanto era inutile perché anche qual giorno non avrei trovato nulla. Oppure quando parlavo con gli amici e familiari che chiedevano di eventuali novità, rispondendo  con le più classiche delle scuse possibili e soprattutto con la più forte convinzione che tutte le porte fossero chiuse,  che non c’erano possibilità, che c’era la crisi, che con l’alto tasso di disoccupazione era impossibile, e via dicendo…
Per qualche mese mi sono seduto passivamente, convincendomi sempre di più che non c’era alcuna opportunità per me, fino a quando ho deciso di tornare a lavorare su me stesso e sui miei pensieri (di cui avevo parlato qui…).

Una cosa che ho imparato da alcuni studi e letture sul pensiero positivo, è che il nostro cervello è una macchina eccezionale, e che saperlo usare e controllare può dare frutti sorprendenti, ma non è così stupido da lasciarsi imbrogliare facilmente.
Mi spiego meglio:

In una situazione come la mia, provare a convincersi che tutto si sarebbe sistemato e che avrei trovato lavoro al più presto, sarebbe stato alquanto difficile se non impossibile, perché appunto il nostro cervello sa e conosce la situazione e anche tutti i fattori esterni ad essa collegati.
Se io mi fossi semplicemente provato a convincere con pensieri di incoraggiamento, non ci sarei riuscito perché la mia mente avrebbe iniziato a metterli in discussione non appena questi venivano formulati.
È come quando ci sentiamo dire “Chiusa una porta si apre un portone” (e quante volte lo diciamo agli altri…), ma non ci crediamo mai veramente perché non riusciamo a vedere al di la della brutta situazione, o dei problemi, in cui ci troviamo.

Allora ho iniziato ad usare una sola parola: opportunità!
Ho iniziato a ripetermela più volte, tutte le volte che me ne ricordavo: prima di dormire, appena sveglio, mentre passeggiavo per la città, mentre guidavo …
Ho soprattutto iniziato a cercarla e trovarla nelle cose ce mi circondano, nel successo degli altri a cui iniziavo a guardare non più con invidia, ma con la consapevolezza che ci fossero opportunità, appunto, anche per me.
Una sola parola non può essere messa in discussione dalla nostra mente, e c’è una bella differenza tra ripetersi semplicemente “opportunità” (o amore, ricchezza, successo etc.)  o invece “il mondo è pieno di opportunità” (oppure io sono ricco, io trovo l’amore, io ho successo…). Nel secondo caso la mente ti dice subito che non è vero, che hai bollette che non riesci a pagare, che sei solo, che non ti rispetta nessuno e cosi via…
Una singola parola invece non è contestabile e viene accettata, posandosi piano dentro le nostre convinzioni e cominciando a cambiare la nostra propensione verso la vita.

Ecco perché non penso sia solo fortuna la mia.
Ecco perché non penso sia solo un caso che nell’ultimo mese abbia trovato due lavori e che ne abbia dovuti rifiutare altri tre o quattro, nonostante sia un’immigrato che ha appena imparato lo svedese…
Fortuna?

 

“La qualità della tua vita dipende dalla qualità dei tuoi pensieri”

(Marco Aurelio)

4 pensieri su “Opportunità

  1. cose verissime, vero (parlo per esperienza). poi ci vuole anche perseveranza, “sapere volere”, tante cose…
    il discorso, poi, di cosa si “debba” volere, di ciò che sia meglio per noi… sconfina nella filosofia…
    😉

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