Apparenze

Viviamo nel mondo delle apparenze, ora più che mai.

L’apparire belli, ricchi e vincenti si sovrappone all’essere, mascherando così eventuali carenze di personalità, di sentimenti e forse anche di intelligenza.

Ma “ciò che è bello, piace” vale da sempre, e la bellezza aiuta in moltissime occasioni sociali,  nelle relazioni, e a volte anche nel lavoro. (non dovrebbe essere così, sono d’accordo, ma non possiamo negare l’evidenza….)

Il problema nasce quando gli standard di bellezza sono dettati dalla televisione, dalla moda, dalla pubblicità patinata dove, bellezze computerizzate, photoshoppate e spesso rifatte,  dettano  i canoni di ciò che dovremmo essere, creando lo spirito di emulazione in molti e il sentirsi tagliati fuori dagli altri.

E in quest’ottica, ecco che trovano giustificazione le migliaia di ragazzine che ricorrono già alla chirurgia plastica e al trucco anche quando dovrebbero ancora giocare con le bambole, ma trovano anche luogo un’infinità di complessi, o sensi di inferiorità, che possono sfociare anche in disturbi e malattie molto più gravi.

Detto questo (il discorso sarebbe comunque lungo), l’altro giorno sono finito per caso a guardare un programma televisivo dove due stiliste inglesi, girando per le cittadine svedesi, cercano persone mal vestite da rendere più presentabili e “vendibili” agli occhi degli altri.

All’inizio sembra solo un’altra trasmissione dove giocare con il fenomeno da baraccone di turno per poi mostrare la magia della moda e del tocco di classe di chi di moda se ne intende.

Ma continuo a guardare, per curiosità.

Le persone fermate e intervistate sono sottoposte a delle domande direi quasi imbarazzanti, tipo “come mai ti sei ridotto/a così?” o “ma come è possibile che vai in giro conciato/a a questa maniera”. Ma quando arrivano le risposte, che poi nel corso del programma verranno approfondite, capisco il senso del programma, e anche molte altre cose.

Dietro ognuna di quelle persone si nascondono delle storie, di solito molto molto tristi: chi ha avuto una malattia che ne ha causato un’aumento del peso, chi  èstata ingabbiata per anni in una relazione violenta, chi non ha superato la morte di una persona cara, chi non ha superato traumi infantili, come per esempio violenze familiari o mobbing, e così via.

E allora forse il re-styling non serve per “vendere” quelle persone agli altri, ma per donare loro fiducia e amore in loro stessi, cose che forse non hanno mai avuto o che hanno dimenticato da qualche parte nella loro vita.

Perché quando alla fine vedi la loro commozione negli occhi, quando si vedono allo specchio la prima volta, capisci che quella bellezza è più per loro che per noi che stiamo a guardare: hanno bisogno di sentirsi belle, hanno bisogno di sentirsi accettate da quel mondo dove l’aspetto esteriore è tutto.

E capisci anche che non ci dovremmo fermare a quello, che non dovremmo giudicare a prima vista, ma dovremmo andare al di la di quella facciata…

11 pensieri su “Apparenze

  1. Sacrosanto! Psiche e abbigliamento sono molto più intrecciati di quanto vorremmo credere. E l’intreccio va in entrambe le direzioni: non solo mi vesto “male” se non sto bene, ma anche stare in abiti sciatti e trasandati non mi aiuta a sentirmi meglio. L’abito fa anche un po’ il monaco. 😉

  2. Mai fermarsi alle apperenze e mai affidarsi ai luoghi comuni; ognuno ha la sua storia, il suo vissuto, la sua personalità che traspare anche nel modo di vestire e di apparire agli altri, e non sempre è per nascondere o per mostrare qualcosa…Questo tuo blog fa riflettere. 🙂

    • Ti ringrazio Lidia !!
      Il problema di fondo resta, come in tutte le cose: chi si veste bene, o è appariscente nella sua bellezza, attira anche se dietro nasconde il nulla. Purtroppo, la società ti porta a giudicare troppo spesso solo dalle apparenze…come dicevo, bisognerebbe andare oltre
      Ciao!!

  3. Purtroppo ciò che vorremmo essere non è quello che noi vogliamo essere ma quello che glia altri ci chiedono di essere (apparire) e se non riusciamo cadiamo in “depressione”, ci sentiamo non contenti di noi stessi. La società ci ha abituato ad essere uguali e nello stesso tempo competitivi a primeggiare gli uni sugli altri. Tutto questo crea dei disagi, a volte permanenti, in coloro che possono risultare più deboli. Quindi, penso che bisogna essere contenti per quelle persone, che hanno finalmente trovato il sorriso in un compiacimento del mondo, ma non per questo possiamo giustificare che l’apparire è utile. L’uomo deve tendere sempre all’essere piuttosto che all’apparire e all’avere.
    Come dici tu: ” Andiamo al di là della facciata!”
    Ti confesso, caro Manuel, che è difficile…ma ci provo ogni giorno!
    Come sempre ci aiuti a riflettere con i tuoi blog.Grazie!
    Ciao Manuel – Giovanni

      • Grazie a te Giovanni !!!
        Non dico che è facile, anzi forse diventa sempre più difficile , visto che siamo bombardati 24 ore su 24 da falsi messaggi su come dovremmo essere…per loro.
        Diventa più facile andando in la con gli anni, ma ciò non esclude innumerevoli traumi che molte persone subiscono per questi messaggi.
        Si, ci vogliono come gli altri ci vorrebbero, e non solo nell’apparire ma anche nel seguire la strada già tracciata davanti a noi.
        Ma si può porvare a cambiare, almeno il messaggio
        Ciao, e grazie ancora

  4. be’, in un paese di truffatori, mignotte, ladri, evasori fiscali (tutti in doppiopetto o tailleur) e chi più ne ha più ne metta (ne metta purtroppo non in galera) abbiamo smesso di guardare all’apparenza? no… perché c’è troppa stupidità, quindi l’apparire è sempre importante, infatti se mi derubi ben vestito ti voto pure!
    giovedì ho incontrato alla stazione la signora rumena che staziona solitamente al supermercato dove (non chiede!) riceve l’elemosina (Angela). era un po’ che non la vedevo, quindi l’ho abbracciata e ci siamo baciati sulle guance. abbiamo fatto un’ora di viaggio insieme, ci siamo raccontati i fatti nostri, eravamo gli unici, su quel treno, a parlare e ridere. perché?

    • Ma, non penso che sia solo in Italia, non è che in America o Gran Bretagna (per citarne alcune) la situazione sia migliore…penso che sia un “bisogno di apparire” planetario, almeno dove È richezza e quello che chamano progresso
      Il problema è che ci lasciamo imbrogliare da chi si presenta bene, e schifiamo il poveraccio che ha bisogno di aiuto..
      Per il fatto del treno mi verrebbe da pensare che hanno i loro problemi e lo lore vite represse a cui pensare…ma forse stavano in silenzio per farsi gli affari vostri …

  5. Non posso rispondere in modo approfondito a questo post, perché la risposta sarebbe per me causa di dolore.

    Ne approfitto per augurarti buona settimana!

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