Per la mia strada (e il valore delle cose)

Chi mi segue da un po’, sa della mia situazione di “disoccupato felice”
Per chi invece non mi segue da molto, può trovare nei miei post precedenti il motivo della mia felicità nel fare adesso quello che vorrei (qui) e, soprattutto, per essermi tirato fuori da certi giochi in cui mi avrebbero voluto complice (qui).
Sono disoccupato sulla carta da fine settembre, anche se sono stato lasciato a casa dal 30 aprile dello scorso anno. Nove mesi.
La situazione inizia a farsi dura, non lo nego, ma se vogliamo solo dal punto di vista economico, visto che da 4 mesi percepisco circa il 60% in meno di quello a cui ero abituato.
E, purtroppo, essendo anche io allora assorbito nella fascia della popolazione che produce, e che quindi consuma, mi ritrovo adesso a fare fronte a quei doveri che ho accumulato verso questa società, che poi si tramutano sempre e solo in soldi da pagare. Il mutuo per la casa, le assicurazioni, la macchina da mantenere etc., cominciano a delinearsi come spettri all’orizzonte che un giorno dovrò affrontare, ma anche come  catene che adesso non riesco più a rompere.
Da tempo ho rivisto la mia economia giornaliera, tagliando tutto quello che non è indispensabile: non ricordo quando ho comprato l’ultima volta un capo di abbigliamento; le uscite con gli amici sono ormai nulle o quasi; la macchina la prendo solo quando non ne posso proprio fare ameno; non torno più a Roma da quasi un anno, e cosi via.
Eppure mi chiedo: rimpiango anche solo un momento il mio ex lavoro e lo stipendio (buono) che esso mi dava?
Affatto. Neanche una sola volta mi sono ritrovato a rimuginare sul passato e maledire quel giorno in cui sono stato licenziato. Anzi. Quel giorno uscii con il sorriso in faccia, e quel sorriso fa ancora fatica a svanire..

Penso a quel giorno, al coronamento di quello che aspettavo da tempo, come un passo importante che mi ha permesso di ridisegnare i valori delle cose e della mia vita.
Si, perché prima lavoravo e guadagnavo bene, ma è anche vero, che ero stressato, che mi portavo il lavoro a casa diluendolo in notti insonni e weekend ansiosi. Ero insoddisfatto, frustrato, e lo spendere era diventato l’unico sfogo per provare a combattere il disequilibrio che il lavoro portava nella mia esistenza.
Eppure la maggior parte della gente mi diceva di ringraziare il cielo di avere un lavoro che mi permettesse una cena la ristorante, un vestito nuovo, un sabato al locale etc etc….ma io penso solo a quanto tempo ho sprecato per non aver fatto quella scelta prima!

Da nove mesi a questa parte, vedo le cose diversamente.
In nove mesi ho guadagnato sicuramente tempo e salute, e tutte quelle cose che prima non avevo il tempo di fare o addirittura neanche guardare.
Ho camminato più di 1100 km nella selvaggia natura svedese, scoprendo posti incantevoli e scrivendo pagine importanti, sulla carta come  sulle pareti della mia anima.
Ho passato un mese di ferie, tranquillo e rilassato, nel posto che più di tutto considero casa.
Ho imparato una lingua, sono tornato a scuola e mi sono rimesso i discussione.
Ho allacciato contatti, fatto nuove conoscenze.
Ho affrontato esami, colloqui, interviste dalle quali sono uscito più forte e motivato.
Ho più tempo per me stesso e per fare quello che “vorrei fare da grande”, ossia lo scrittore.
Ultimamente mi sto restaurando casa da solo imparando un nuovo mestiere.

In poche parole sto facendo esperienze, sto affrontando la vita in modo diverso senza il dover essere legato ad orari, né tanto meno al denaro.
Certo, dovrò tornare a lavorare un giorno, perché senza soldi e con solo gli ideali non ti liberi dalla gabbia in cui la società ti caccia e ti vuole.
Ma tornerò con un approccio diverso, e soprattutto con minore voglia di correre e di perdermi ancora dietro al lavoro o al denaro…

18 pensieri su “Per la mia strada (e il valore delle cose)

  1. Sono contenta per te… così un giorno non dirai: “vorrei averlo fatto…” 😉 Lo stai facendo, e mi sembra che tu lo stia facendo tenendo in mente il piano di realtà, e il piano interiore, dell’anima… Buon percorso! 🙂 🙂

  2. Stai facendo anche una cosa importantissima. Stai trasformando il momento che vivi in opportunità. Non ti stai abbattendo, percepisci la tua essenza e hai scoperto che il tuo equilibrio non dipende da nulla se non da te stesso e dalle tue capacità. Bella questa tensione all’evoluzione. E’ la vita, quella che abbiamo dentro, non quella che vorrebbero propinarci.

    • Esatto,,,e soprattutto si VIVE peinamente, senza lasciarsi scorrere il tempo addosso.
      Perchè, se non hai la fortuna di fare un lavoro che veramente ti piace e ti da soddisfazioni, questo diventa un tumore che piano piano ti succhia via ogni energia.
      La vita dovrebbe essere fatta per fare esperienze, non per aspettare di andare in pensione per poi, forse, godersi la libertà!

  3. E ti sembra poco? Manuel, la vita è quella fuori dagli schemi convenzionali cui ci hanno abituati. Avere tempo per sè ha un valore inestimabile che nessun denaro può pagare. E il dono più grande è avere, come ha tu, la consapevolezza che il tempo guadagnato, come tu dici, ti ha permesso di ridisegnare i valori delle cose e della mia vita. Non ci sono soldi per qualcosa così. Un investimento su te stesso e sul tuo futuro. Il migliore che potessi fare. Poi, col tempo, tornerà anche il lavoro per pagare il necessario (e non più il superfluo!) ma tu avrai altri occhi…

  4. Ciao Manuel, non dico il lavoro, ma quantomeno il denaro lo vedo sempre più spesso come fonte di ansia e depressione. Il tutto perché ormai viviamo in un mondo in cui, fra un po’, ci chiederanno di comprare l’aria. E’ una situazione difficile ma in cui è giusto prendere una posizione, decidere da che parte stare. Se vogliamo dare spazio e valore all’amicizia, all’amore, alla solidarietà, alla voglia di progredire davvero oppure se preferiamo stare dalla parte di chi pensa che con il denaro si possa comprare tutto. Immagino che tu viva una condizione non facile, o comunque fatta di molte rinunce, ma la tua capacità di affrontare questo momento con filosofia, serenità, mettendoti veramente in gioco, ti fa molto onore. Soprattutto, hai trovato il modo di dedicarti a ciò che veramente ami: la scrittura. Solo qui, ogni volta ci regali attimi di distrazione dalla realtà di tutti i giorni, con il tuo modo di scrivere, che personalmente trovo coinvolgente. Per questo, e per come sei, mi sento di dirti grazie. Fabio

    • Grazie Fabio, davvero grazie per queste belle parole.
      Cerco di continuare ad usare la positivitÀ anche in questi momenti, e colgo la situazione come un dono: per fare quello che mi piace, e per ridisegnare il valore delle cose nella mia vita.
      Si cresce anche di questo 😉

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