Chi semina, raccoglie!

 

Buon Viaggio!

Da un po’ di tempo a questa parte, mi sono avvicinato a quella che chiamano la corrente del “pensiero positivo”.
Nella vita bisogna sempre toccare il fondo per aggrapparsi poi a qualcosa (qualunque cosa sia) per risalire a galla. A me successe circa tre anni e mezzo fa’ quando, dopo un lungo periodo (per mia scelta) a folle discesa verso i gradini più bassi della vita, mi ritrovai con due sole opportunità: rimanere sul fondale, o decidermi a risalire.
Incontrai (per caso?) un altro italiano in un pub di Copenhagen mentre guardavamo una partita di calcio. Stessa squadra, stessa nazionalità in una terra straniera, iniziammo a parlare del più e del meno e, a poco a poco, divenimmo amici.
Fu lui il primo a farmi avvicinare a questa corrente di pensiero: vivevamo tutti e due la stessa situazione, eppure lui aveva una propensione più ottimistica verso la vita, mentre io ero ancora chiuso a riccio dentro di me, facendomi carico di tutti i problemi del mondo.
Mi consigliò dei libri da leggere, ma soprattutto mi consigliò di cambiare il mio modo di pensare e di concepire le cose. Continuavo a non capire, e soprattutto ero diffidente verso chi ti propina soluzioni miracolose a quei problemi che ritenevo insormontabili.
La verità è che, come spesso accade, mi crogiolavo nella mia infelicità senza cercare veramente una via d’uscita che non fosse una manna dal cielo.
Tuttavia iniziai a leggere quei libri, senza troppa convinzione.
La vita non cambiava, continuava ad essere un’altalena impazzita tra momenti di pura, ma non vera, felicità, a momenti di pura depressione. Altri amici (per caso?) parlarono più volte di un altro libro, sul genere, anche se non diretti a me (o forse si?).
Fu solo quando entrò nella mia vita un’altra persona, che mi trascinò ancora di più verso il basso, che abbracciai definitivamente questo benedetto “pensiero positivo”.
Guardando a ritroso, adesso so che non è stato affatto un caso che questa persona sia entrata nella mia esistenza. No, lei è venuta per chiudere quel ciclo che avevo iniziato tre anni e mezzo fa, per porre fine, una volta per tutte, all’andirivieni di quella altalena dei miei umori.
Ho ripreso in mano i primi due libri (“Puoi guarire la tua vita” e “Adesso” di Louise Hay), ho comprato il libro suggerito dagli amici (“The Secret” di Rhonda Byrne), e poi quelli che mi aveva suggerito “quella persona” (“Il potere del subconscio” e “Crea la tua fortuna con la mente inconscia” di Joseph Murphy).
Li ho letti più volte, per capirli meglio ed assimilarli, e per sviluppare quello che adesso è  il mio credo o filosofia di vita.
Alla fine, il discorso è molto semplice e si rifà al proverbio “Chi semina, raccoglie!”, non solo per le proprie azioni, ma soprattutto, e prima di tutto, per i propri pensieri.
Per la legge di attrazione, ciò che creiamo nei nostri pensieri si manifesterà in futuro tramutandosi in cose reali: pensieri positivi porteranno felicità, pensieri d’amore porteranno amore, pensieri di ricchezza porteranno ricchezza, e cosi via.
Come ho detto in precedenza, il discorso sembra facile, eppure, superate le prime diffidenze e iniziando a lavorare sui propri pensieri e il modo di concepirli, mi sono accorto che non è proprio così: forse perché è nella nostra natura di essere umani, forse perché nella nostra vita ci sono stati inculcati messaggi limitativi (e pessimisti) che abbiamo elevato a verità assoluta, ma sprigionare e credere fermamente nei pensieri positivi non è proprio così facile come possa sembrare.
Perché?
Perché si ha paura, perché viviamo nell’angoscia e nella certezza che il mondo va così e noi non ci possiamo fare niente; perché siamo certi che nella vita va avanti solo chi ha una spinta o chi è senza scrupoli; perché pensiamo che l’amore vero non esiste; perché non ci andiamo bene come siamo; perché ci poniamo dei limiti…
E allora, anche nei momenti di felicità, si pensa sempre che saranno brevi perché succederà sicuramente qualcosa. Oppure viviamo nella paura che ci ruberanno la macchina nuova, che perderemo il lavoro, che ci ammaleremo e così via…
E cosa otteniamo dalla vita in cambio?
Come raccontavo in un altro post (qui), penso che nulla succeda per caso, ma che le situazioni della vita (positive o negative che siano) scaturiscono dalla propensione che noi abbiamo verso la stessa, dalle nostre azioni e dai nostri pensieri.
Chi semina raccoglie appunto, e quello che fai, o prima di tutto quello che pensi, ti ritorna contro.
E allora, perché non pensare positivo?
Personalmente ho visto che questa propensione ottimistica alla vita porta piccoli miracoli nell’esistenza di ogni giorno, me ne accorgo soprattutto quando, magari dopo un periodo di stallo, ricomincio a lavorare su me stesso e sui miei pensieri.
Prima di addormentarsi, o appena svegli (quando molti dicono che siamo più ricettivi perché in uno stato di semi-ipnosi) ripetersi pensieri positivi, immaginare quello che vogliamo e scacciare lontano pensieri negativi o restrittivi, aiuta. E molto anche.
Durante il giorno, ripetersi di tanto in tanto questi pensieri positivi, fare un favore al prossimo, aiutare qualcuno anche per piccole cose, aiuta. E molto.
Andare in contro alla vita con ottimismo, e soprattutto con la sicurezza che tutto andrà sempre per il meglio, aiuta. E molto.
Aprire le porte a pensieri di amore, misericordia, perdono, e cancellare quelli di odio, vendetta e rancore, aiuta. E molto.
Pensare a quello che si ha, ed esserne grati cancellando l’invidia, aiuta. E molto.

La lista sarebbe lunga, ci sarebbero mille esempi da fare (ma sarebbero troppo personali) e ci sarebbe così tanto di cui parlare che il post finirebbe per essere noioso.

Posso solo consigliare di provare …

P.S.
Ci sono molti altri libri in merito,  io ho menzionato solo quelli che ho letto, ma continuerò ad approfondire la materia (anzi, se avete da suggerirne…)

P.S. (2)
Mentre scrivevo questo post mi è scivolato lo sguardo sul tatuaggio che ho sull’avambraccio sinistro : You Get What You Give (tradotto, “Ottieni quello che dai” o, appunto “Chi semina, raccoglie!”). Lo feci nel 2005 per altre ragioni (per caso?), ma solo molti anni dopo ne ho capito veramente il significato….

25 pensieri su “Chi semina, raccoglie!

  1. Ho letto solo il tuo ultimo pensiero …sul tatuaggio…
    ti leggerò appena torno ….mei molto simpatico…proprio perchè sei tenero….
    ( non badare ai mie post…è un momentaccio bestiale ma poi passa)

  2. T’ho letto e son rimasta in stallo..con le mani poggiate sotto il mento.
    Ho rimuginato…e rimuginato…lo vedi che ho ragione? sei tenero…tenerissimo nella tua semplicità, perché t’ho capito..o così credo.
    Di cose da scrivere ce ne sarebbero tante..io ho sempre le idee confuse quando devo scrivere…
    Mi riempo di parole, di sensazioni….basterebbe solo che mi liberassi dal passato…e invece mi segue e non mi dà tregua. La malinconia è lì abbarbicata…anche quando sparo le mie battute sciocche. E’ dentro,ed è il dentro che fa la differenza , non il fuori…
    Non vorrei essere troppo personale….e non lo sarò.
    Quindi appena potrò comprerò un tuo libro…non si sa mai…e cercherò la mattina di pensare positivo…

    Anch’io ho conosciuto una persona che crede in questo tipo di pensiero, che dice che nulla è a caso, che un motivo c’è sempre..ed effettivamente ce l’ha fatta. E’ uscito vincitore e alla grande…da una panda e una vita di grande sacrificio adesso ha una bellissima auto, un lavoro che gli piace moltissimo ma cosa importante è sereno, molto sereno. E a me la sua storia ha commosso.

    Io ho un grosso difetto, molto grave….non credo in me stessa.
    E questo è straziante, ma proprio non ci riesco.

    hai scritto un bellissimo post….ritornerà a leggerlo…
    Ciao Manuel
    vento

    • Ciao vento
      allora, prima di tutto devo fare una precisazione riguardo al libro, nel senso che ha poco a che fare con il pensiero positivo, anzi…giusto per chiarezza.
      Per quanto riguarda l’argomento del post, beh, non è che ho trovato la soluzione ai problemi della vita, o la bacchetta magica, perc’e come dicevo non è sempre facile attuare questi principi.
      Credo alla storia del tuo amico, e credo che tutti possono realizzare i propri sogni, qualunque essi siano.
      Un altro piccolo segreto, è abbandonare il passato: accettarlo si, assimilarlo, ma lasciarlo li perché, appunto, è passato e non si può cambiare. Vivi il presente, l’attimo e si felice…non c’è niente di male in questo.
      Ciao

  3. Supendo post…Condivido il tuo pensiero. I momenti brutti capitano èla normalitá della vita. Ma visto che esistono anche quelli belli, abbiamo la possibilità di modificare i nostri pensieri. Il nostro nemico più grande, siamo noi stessi. Perchè combattere noi stessi è la cosa piu difficile e con il pensiero positivo si può. 🙂 io sono del parere che non c’è casualitá nella vita e ne ho la prova giorno dopo giorno e non ne ho paura, ma una gran felicitá. 🙂 buona serata a presto

    • E la felicità aiuta!
      Per la legge di attrazione più siamo felici e grati per quello che abbiamo e maggiore felicità avremo. E allora anche i problemi saranno superabili, magari co un sorriso luminoso in viso che ci accompagnerà attraverso di essi e ci aiuterà a superarli.
      Buona giornata a te!

    • Guarda, non ho nominato il Karma perchè non ho approfondito molto l’argomento…. ma quando ho letto i tuoi post a riguardo, diciamo che mi ci sono ritrovato molto.(anzi, se ne posti altri a riguardo sai che avrai unlettore assiduo )
      Il dscorso è complicato, potrebbe estendersi a religioni, filosofie o altre concezioni di vita. Per motivi di spazio l’ho limitato a poche parle…ma ci sarebbe molto da approfondire, e molto ancora da imparare..
      Ciao

  4. Ciao Manuel, ho appena finito di leggere il tuo articolo. E’ molto intenso e pieno di quella verità che, come sai, amo tanto. La penso esattamente così e devi sapere che anche io mi sono avvicinato a questa corrente in uno dei momenti difficili della mia vita. Solo ora, a distanza di anni, riesco a fare chiarezza e a intravedere la strada che vorrei percorrere. Ci sono molti libri e molte strategie che ci aiutano nell’attrarre nella nostra vita ciò che desideriamo. Per quanto riguarda il primo punto, su tuo invito, ti consiglio di leggere, quando potrai/ne avrai voglia, The Magic, sempre scritto da Rhonda Byrne: l’ho letto la scorsa estate ed è stato uno dei più belli che ho finora letto in materia di LOA. Sul secondo punto, un’ottima tecnica per andare nella direzione che vogliamo è evitare i “non”: il nostro inconscio ignora la negazione. “Non voglio fumare”, si traduce in “voglio fumare”. “Non voglio essere in sovrappeso”, si traduce in “voglio essere in sovrappeso”, e così via. Bisogna cercare frasi che formulino il pensiero/l’obiettivo in forma positiva. Mi auguro con tutto il cuore di avere dato a te e ai tuoi lettori un ulteriore slancio nella ricerca di sé stessi e della propria felicità! Fabio

    • Ciao Fabio!
      Prima di tutto grazie per i suggerimenti, come dicevo non mancherò di leggere altri libri a riguardo, e The magic sarà tra le mie prossime letture.
      So della storia del “non” come il discorso di cambiare il verbo “devo” con “posso” (c’è molta differenza tra i due) ed è per questo che, come dicevo, il discorso sembra facile, ma…
      Spesso mi capita di fermare il discorso a metà perché mi ritrovo a formulare frasi fatte che riportano a galla la visione limitativa della vita e quei concetti con cui siamo cresciuti.
      A quel punto torno indietro, cerco di buttare fuori il pensiero negativo, o limitativo, e riformulo la frase…ma cambiare le concezioni nel profondo, cambiare veramente, è li che è la vera difficoltà….
      Ma si PUÒ fare !

  5. Mi ha molto colpito il tuo post
    io 5 anni fa avevo problemi di amore e nel momento della disperazione totale ho avuto la forza di pregare fino all’ultimo respiro e ho trovato la mia anima gemella.
    Ora sta succedendo di nuovo ma questa volta per il lavoro
    Non riesco a trovare lavoro e nuovamente come 5 anni fa non so proprio cosa fare a parte pregare

    • Ciao Stefano,
      ognuno trova la sua via d’uscita dai momenti bui, e pregare può essere una di queste…poi, come spiegavo qualche risposta più su, il discorso del pensiero positivo si miescola a quello religioso, e pregare è anche un modo per sviluppare e attrarre positività…
      Poi certo, dipende da come si prega (non importa chi si prega): io per esempio non chiedo (sarebbe troppo facile) ma prima di tutto ringrazio per quello che ho, e per quello che avrò perché so che mi aspetta solo il meglio dalla vita…
      Buona fortuna!

  6. Bisogna provarci sempre!
    Pensare positivo, per vivere la vita in positivo.
    Viviamo per fare del nostro meglio; questo è quello che darà il ricordo di noi agli altri.
    Bellissimo Post Manuel
    Ti ringrazio le tue parole aiutano a vivere.
    Grazie!
    Ciao

    • Grazie a te Giovanni,
      volevo condividere questo pensiero sperando di aiutare quelle persone che si crogiolano nella loro sofferenza. Come tu dici bisogna provarci!
      Pensare positivo aiuta, noi e chi ci crconda, e attira solo cose sempre migliori.
      Ancora grazie.
      Ciao

  7. Bravo, sei sulla strada giusta. Tra i libri che possono aiutare nel percorso, a mio parere potresti includerne alcuni di Osho, del Dalai Lama e poi “L’ultima lezione” di Randy Pausch con Jeffrey Zaslow, “Il destino come scelta” di Thorwald Dethlefsen, “Una sedia per l’anima” di Gary Zukav…
    Molto utile il consiglio di Fabio sulla formulazione di frasi senza il “non”.
    Buona vita!
    Annita

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  10. Le batoste arrivano e spesso lasciano, per ben che vada, inebetiti, inetti, oppure con angosce sovrumane, non si sa dove sbattere la testa, non si sa dove aggrapparsi, non si sa come andare avanti, e quando hai passato i primi anta non si vuole accettare una ulteriore indefinita perdita di tempo, sono quelle in amore le prove piu’ dure, non si riesce a credere quel che e’ avvenuto, magari anche se ci si ama ancora dopo una lunga serie di traversie poste da altre persone ed eventi che si sono affrontati con una forza, una ostinazione incredibili; ad un certo punto molli la presa, ti rendi conto che (come nel mio caso) lei ha proprio paura a fare l’ultimo passo, era evidente fin dall’inizio e diversi episodi lo dimostravano, non te ne capacitavi e rinfacciavi e litigavi, poi deglutivi e seppellivi, perche’ quando ami non puoi fare altro, anche se dici ok per favore non vediamoci piu’ per 10 volte, torni 10 volte sui tuoi passi, e il filo non riesci a spezzarlo perche’ sai pure che il sentimento e’ anche suo, un delirio irrisolvibile, ci si ama ma non si trova il modo di stare bene assieme, ne di dimenticarsi.
    Sono assolutamente contrario alla concezione cattolica della sofferenza come mezzo per evolvere verso la divinita’, questi sono invasati con la croce, “ognuno deve portare la propria croce”, ne hanno fatto il nucleo della loro dottrina dimenticando Gesu’ quando era in vita e dimenticando le sue parole (mi piacerebbe dire qualcosa ma magari lo faro’ poi), la teologia successiva e’ altra cosa. Questo per dire che il dolore non e’ necessario, se pero’ capita provoca cambiamenti, aggiustamenti, induce a riflessione, che deve essere libera, personale, non convogliata in rigidi canali, religione e psicologia possono essere di aiuto se non sono autoreferenziali, se agiscono disinteressatamente, se aprono la mente e il cuore, se incoraggiano la singola persona a trovare la propria strada, diversamente sono solo altri incubi, sovrastrutture che rincitrulliscono l’uomo, le vie del signore sono infinite diceva quel signore, e mai come in questo periodo storico ne abbiamo avute cosi tante, dio non e’ in esclusiva alla religione cattolica o a qualsiasi altra: guai a voi scribi e farisei ipocriti che chiudete il regno dei cieli agli uomini; perche cosi voi non vi entrate e non lasciate entrare nemmeno quelli che vogliono entrarci.
    A volte sono infastidito nel vedere come si volgarizzino le cose anche a fini commerciali, in questi ultimi anni lo si e’ fatto con quella che si usa chiamare legge d’attrazione, pero’ vista sotto un altro punto di vista la questione non ha molta importanza, c’e’ della insulsaggine e delle perle qua e la’ e dunque basta porre attenzione, non serve a nulla dare giudizi quando si pone l’attenzione su quanto si cerca. I metodi per la modificazione della realta’ li si puo’ rintracciare in ogni dove e tempo, basta cercare, Vitale Byrne Canfield Wilde Zeland ecc non hanno inventato nulla di nuovo, hanno preso spunto dal New Thought, e siamo solo in un ambito, ce ne sono tantissimi altri posti in epoche e zone geografiche disparate, incredibile (per noi italiani che volenti o nolenti abbiamo una educazione cattolica) ad esempio che in sostanza quasi mai si faccia riferimento alle parole di Gesu’, sistematicamente censurate, trascurate, non c’e’ da meravigliarsi, e’ sufficiente ascoltare qualsiasi predica proferita da sacerdoti fino a giungere a papi per rendersi conto del loro penoso livello. ciao

  11. [ieri ho mandato un commento, forse non e’ arrivato, lo riposto, puo’ essere non interessi, in tal caso nessun problema]
    Le batoste arrivano e spesso lasciano, per ben che vada, inebetiti, inetti, oppure con angosce sovrumane, non si sa dove sbattere la testa, non si sa dove aggrapparsi, non si sa come andare avanti, e quando hai passato i primi anta non si vuole accettare una ulteriore indefinita perdita di tempo, sono quelle in amore le prove piu’ dure, non si riesce a credere quel che e’ avvenuto, magari anche se ci si ama ancora dopo una lunga serie di traversie poste da altre persone ed eventi che si sono affrontati con una forza, una ostinazione incredibili; ad un certo punto molli la presa, ti rendi conto che (come nel mio caso) lei ha proprio paura a fare l’ultimo passo, era evidente fin dall’inizio e diversi episodi lo dimostravano, non te ne capacitavi e rinfacciavi e litigavi, poi deglutivi e seppellivi, perche’ quando ami non puoi fare altro, anche se dici ok per favore non vediamoci piu’ per 10 volte, torni 10 volte sui tuoi passi, e il filo non riesci a spezzarlo perche’ sai pure che il sentimento e’ anche suo, un delirio irrisolvibile, ci si ama ma non si trova il modo di stare bene assieme, ne di dimenticarsi.
    Sono assolutamente contrario alla concezione cattolica della sofferenza come mezzo per evolvere verso la divinita’, questi sono invasati con la croce, “ognuno deve portare la propria croce”, ne hanno fatto il nucleo della loro dottrina dimenticando Gesu’ quando era in vita e dimenticando le sue parole (mi piacerebbe dire qualcosa ma magari lo faro’ poi), la teologia successiva e’ altra cosa. Questo per dire che il dolore non e’ necessario, se pero’ capita provoca cambiamenti, aggiustamenti, induce a riflessione, che deve essere libera, personale, non convogliata in rigidi canali, religione e psicologia possono essere di aiuto se non sono autoreferenziali, se agiscono disinteressatamente, se aprono la mente e il cuore, se incoraggiano la singola persona a trovare la propria strada, diversamente sono solo altri incubi, sovrastrutture che rincitrulliscono l’uomo, le vie del signore sono infinite diceva quel signore, e mai come in questo periodo storico ne abbiamo avute cosi tante, dio non e’ in esclusiva alla religione cattolica o a qualsiasi altra: guai a voi scribi e farisei ipocriti che chiudete il regno dei cieli agli uomini; perche cosi voi non vi entrate e non lasciate entrare nemmeno quelli che vogliono entrarci.
    A volte sono infastidito nel vedere come si volgarizzino le cose anche a fini commerciali, in questi ultimi anni lo si e’ fatto con quella che si usa chiamare legge d’attrazione, pero’ vista sotto un altro punto di vista la questione non ha molta importanza, c’e’ della insulsaggine e delle perle qua e la’ e dunque basta porre attenzione, non serve a nulla dare giudizi quando si pone l’attenzione su quanto si cerca. I metodi per la modificazione della realta’ li si puo’ rintracciare in ogni dove e tempo, basta cercare, Vitale Byrne Canfield Wilde Zeland ecc non hanno inventato nulla di nuovo, hanno preso spunto dal New Thought, e siamo solo in un ambito, ce ne sono tantissimi altri posti in epoche e zone geografiche disparate, incredibile (per noi italiani che volenti o nolenti abbiamo una educazione cattolica) ad esempio che in sostanza quasi mai si faccia riferimento alle parole di Gesu’, sistematicamente censurate, trascurate, non c’e’ da meravigliarsi, e’ sufficiente ascoltare qualsiasi predica proferita da sacerdoti fino a giungere a papi per rendersi conto del loro penoso livello. ciao

    • Ciao,
      prima di tutto scusa ma sono stato i Italia e non sono stato al computer questi giorni, per quello non avevo approvato.
      Comunque, basta guardare e leggere il tuo commento per capire che l’argomento sarebbe vastissimo e non si potrebbe mai porre fine alle sottigliezze e sfumature che lo accompagnano (o l’attraversano, se vogliamo).
      Mi aggrappo solo alla tua ultima considerazione: ci sono messaggi d’amore ovunque, e in molte religioni queste sono anche le stesse. Io non ho nulla contro la parola di Gesù (ne di Buddha, Maometto o chi vuoi tu…), ma sesso sono chi riporta quelle parole a travisarle e incendiarle con l’odio.
      Ma non è detto che non si possano aprire gli occhi e trovare una parola, o una condotta morale, tutta propria.
      C
      Ciao, e grazie ancora per essere passato e per aver condiviso il tuo pensiero

      • Di niente…grazie per lo spazio. Di Joseph Murphy ho letto il potere del subconscio, trovato in un mercatino, fra gli autori del “nuovo pensiero” e’ quello per cui ho maggiore simpatia, “aggancia” il cuore. Ieri ho iniziato libera il tuo potere interiore, di Neville Goddard, non mi piace usare iperbole ma e’ molto interessante, c’e’ un blog spagnolo che riporta parecchi suoi scritti. Elemire Zolla tratta dell’immaginazione, spesso, ad esempio c’e’ un capitolo “gli usi dell’immaginazione” nel libro verita’ segrete esposte in evidenza, ti porta a est e ad ovest, nord e sud e in epoche diverse, non si scende sul piano pratico ma il cervello inizia ad aprirsi, si inizia a trovare tracce un po’ ovunque dove magari nemmeno ci si aspetta, l’eruduzione fine a se stessa comunque non ha per me troppa rilevanza (al di la’ della funzione “disipnotizzante”), sia perche’ non ho questa predisposizione sia perche’ e’ per sua natura estremamente dispersiva, penso che la precedenza vada data alla sperimentazione e solo in misura minore alla ricerca esteriore. ciao

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