Scrivere

Da un paio di mesi, grazie alla mia situazione di disoccupato e al prematuro arrivo dell’autunno scandinavo, faccio quello che ho sempre sognato di fare, ossia lo scrittore a tempo pieno.
Sognare ad occhi aperti? Illudersi? Oppure solo fare qualcosa per tenersi impegnati?
Non so quale sia la risposta giusta e non mi interessa trovarla. So solo che, almeno per il momento, considero lo scrivere come la mia vera e propria occupazione.
E così, dopo qualche ora a cercare lavoro e qualche altra a studiare lo svedese, eccomi a confrontarmi e a combattere con tutto il tempo che ho a disposizione (difficile da gestire quando sei davanti ad un foglio bianco), con i ritmi altalenanti della mia ispirazione (eh, si potesse comandare….) e, per la prima volta, con il dover scrivere rispettando delle scadenze e, soprattutto, in base ad un particolare tema che viene richiesto.
Si, perché scrivere seguendo solo le proprie emozioni e le proprie fantasie forse, se non è sempre possibile, è comunque sempre più facile che scrivere quello che ci viene chiesto.
E scrivo, scrivo molto, scrivo dappertutto: sul computer, su qualche quaderno, su qualche foglio svolazzante, sul telefonino.
Scrivo molto, cancello tanto, ma non butto mai nulla: no, salto da un racconto ad un’altro, ad una poesia, ad un articolo, un pensiero. Mi dimentico, a volte mi perdo.
In un certo modo nascondo i miei scritti a me stesso, li lascio, e come è sempre successo, li ritroverò fra chissà quanto tempo per rileggere i miei pensieri come sfogliando un album di fotografie.
Si, perché scrivere, per noi che è una necessità, un bisogno irrinunciabile, diventa anche un diario di bordo, un amico che ci accompagna e che, di tanto in tanto, ci racconterà nuove e vecchie storie.
E parti di noi.
E allora scrivere è un lavoro, anche se la gente dice il contrario, anche se devi poi andare a trovarti un lavoro vero per continuare a vivere.
Ma almeno per un po’, è bello sognare…

17 pensieri su “Scrivere

    • Neanche io lo faccio per lavoro, anche se poi un lavoro lo è…solo non nel modo di pensare convenzionale. che poi sarebbe il lavoro dei sogni, quello che ti da soddisfazioni vere se solo arrivi a qualcuno sconosciuto e gli “dai” qualcosa…senza pensare ai soldi e alla fama (che non è per quello che si scrive),,,purtroppo hanno deciso che i lavori veri devono essere altri….
      ciao e buona serata a te

      PS
      grazie del link al tuo post, mi È piaciuto molto

  1. Ciao Manuel, ti lascio come augurio per il tuo viaggio un brano di Rilke, dalle Lettere a un giovane poeta: “Tutto è portare a termine e poi generare. Lasciar compiersi ogni impressione e ogni germe d’un sentimento dentro di sé, nel buio, nell’indicibile, nell’inconscio irraggiungibile alla propria ragione, e attendere con profonda umiltà e pazienza l’ora del parto d’una nuova chiarezza: questo solo si chiama vivere d’artista: nel comprendere come nel creare. (…)
    …maturare come l’albero, che non incalza i suoi succhi e sta sereno nelle tempeste di primavera senz’apprensione che l’estate non possa venire. Ché l’estate viene.”

    Ciao!
    Chiara

    • Ciao Chiara
      grazie per aver condiviso questo brano che non conoscevo. (anzi, poi approfondirò)
      Si, l’estate viene e se si sta senza apprensione (perchè si fa quello che ci fa stare bene) magari viene anche prima …
      Proprio oggi parlavo con la mia compagna di come in 2 mesi di questa vita da scrittore mi senta più soddisfatto che in 9 anni passati al mio ultimo posto di lavoro …perchè faccio quello che mi piace fare, da sempre…
      Ciao

      • Scusa l’ennesima citazione, ma me l’hai proprio fatta venire in mente… (Viene fuori da letture di molti anni fa… Castaneda e il suo maestro stregone don Juan…): “Questa strada ha un cuore? Se lo ha la strada è buona. Se non lo ha, non serve a niente. Entrambe le strade non portano da nessuna parte: ma una ha un cuore e l’altra no. Una porta a un viaggio lieto; finché la segui sei una sola cosa con essa. L’altra ti farà maledire la tua vita. Una ti rende forte; l’altra ti indebolisce.” Ecco, è una frase che mi ha accompagnata negli anni, profonda nella sua semplicità. E’ assolutamente vero che quando sei sulla tua strada, è la strada stessa a darti energia, vita.
        Perciò… buon cammino!

  2. Ogni istante vissuto ti segna se sei aperto
    e disponibile a lasciarti scrivere dalla vita,
    e mai per te il tempo sarà passato invano.
    Può succedere che qualcuno legga quel racconto.
    Più spesso sarai tu a narrarlo a chi vorrà ascoltare.

      • Entrambe le cose, dalla stessa esperienza possono nascere storie diversissime, tutte vere e valide, scritte ognuna da una persona diversa.
        Ognuno scrive le proprie pagine, ognuno di noi vive la propria vita, una vita unica, come ciascuno di noi è unico, e irripetibile.

  3. La scrittura è uno dei pochi mezzi rimasti per conoscere meglio se stessi, il mondo circostante, sviluppare il pensiero… e ritrovare casualmente vecchi scritti è sempre una gioia!

    • la scrittura è, per noi che ne abbiamo il bisogno, è il mezzo per esprimerci, raccontare, ricordare. E allora un vecchio scrtto diventa un fotogramma, un’istantenea, un profumo, un emozione che, in passato, ci ha dettato quelle parole…

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